Robert Kubica: la favola di Montreal fra la grande paura e la vittoria in Canada
Il polacco torna sul circuito cittadino dedicato a Gilles Villeneuve da pilota titolare Williams: sull'Ile de Notre Dame Robert ha vissuto nel 2007 il botto più tremendo in F1 e l'anno dopo l'unica vittoria nei GP. Ecco perché questo appuntamento del mondiale sarà molto speciale.

Ogni pilota ha delle piste a cui è più legato, luoghi particolari in cui il feeling è differente. In alcuni casi è amore a prima vista, in altri il legame prende forma e si cementa grazie a storie dalle emozioni forti.
Chiedete ad un pilota di ricordare il giorno della prima vittoria in kart, nelle serie minori ed in Formula 1 e gli si illumineranno gli occhi.
Il circuito Gilles Villeneuve è un posto particolare per Lewis Hamilton, Daniel Ricciardo ma, soprattutto, per Robert Kubica. Per tutti loro la pista canadese è stata quella su cui è arrivata la prima vittoria in Formula 1, ma per il pilota polacco il rapporto con i 4.361 metri del tracciato sull’isola di Notre Dame è qualcosa che va oltre.
Non solo perché il successo canadese è rimasto l’unico nel palmares, ma in particolare per essere arrivato dodici mesi dopo il tremendo incidente del 2007.
Un impatto violentissimo, con tutto il paddock che restò con il fiato sospeso fino alle prime rassicuranti notizie che arrivarono dall’ospedale di Montreal.

Robert Kubica, BMW Sauber F1 Team, F1.07, ha un violento incidente durante la gara di Montreal
Photo by: XPB Images
Robert ne uscì solo con qualche livido, e lunedì si ritrovò a pranzo con Jarno Trulli, il pilota più scosso per l’accaduto. Un miracolo, a cui anche la stessa BMW stentò a credere. Dopo qualche giorno fu la stessa squadra a rendere pubblici i dati registrati dalla centralina della monoposto del polacco, che furono analizzati insieme alla FIA.
L’impatto avvenne a 230 km/h, e per un millesimo fu registrato il picco record di 75G. La scocca ancora oggi è esposta in un museo BMW.

Robert Kubica, BMW Sauber F1.07, ha un violento incidente durante la gara del GP del Canada 2007
Photo by: Andrew Ferraro / LAT Images
Dall’inferno al trionfo
Dodici mesi dopo Kubica si ritrovò ancora sui titoli dei telegiornali canadesi (e non solo) ma questa volta per la vittoria arrivata al termine di settanta giri intensi ed imprevedibili, una giornata che riconciliò Robert con la pista di Montreal (sempre tra quelle più amate) ed il Canada, che lasciò domenica sera da leader del Mondiale.
La vittoria arrivò sempre con la BMW-Sauber F1.08, e resta l’unico successo sia per Kubica che per il team (oggi è passato alla denominazione Alfa Romeo) come testimonia la coppa esposta in bella mostra all’ingresso della sede di Hinwil.
Il successo di Robert fu festeggiato da tutto il pubblico di Montreal, che ricordava bene la storia dell’anno precedente, e a fine gara tra i più entusiasti nel complimentarsi con Robert fu il gruppo di commissari che lo aveva soccorso dodici mesi prima estraendolo dalla monoposto.
“Tante persone sognano il successo – disse uno di loro – ma questo ragazzo ha dato tutto per avverarlo”.
Il polacco tornò sul circuito Gilles Villeneuve nel 2010 (la stagione precedente il Gran Premio non fu inserito in calendario) e al volante della Renault ottenne una settima posizione alle spalle di McLaren, Ferrari e Red Bull, poi una pausa forzata di nove anni a causa del terribile incidente nel Rally di Andora nel Febbraio del 2011.
Una favola nascosta

Robert Kubica sul podio del GP del Canada vinto nel 2008 davanti a Nick Heidfeld e David Coulthard con la BMW Sauber F1.08
Photo by: XPB Images
Per Kubica tornare al via del Gran Premio del Canada sarà uno dei momenti più emozionanti di una storia con pochi precedenti in Formula 1.
Purtroppo il momento nerissimo della Williams ha reso questa favola quasi trasparente al grande pubblico, che ignora (non certo per colpa sua) il percorso e gli sforzi profusi da Robert per vincere la sua sfida.

Robert Kubica, BMW Sauber F1.08
Photo by: Sutton Images
La mancanza di competitività della FW42, praticamente una classe a parte nelle gerarchie del Mondiale, nonché la crisi della squadra che va oltre il fronte tecnico, ha reso impossibile (anche per lo stesso Robert) capire fin dove si è spinto il suo recupero.
Ma al di là della frustrazione per classifiche che non si muovono e per i tempi sul giro che non calano, per Kubica il weekend di Montreal sarà molto speciale. Il
polacco non ama esternare le sue emozioni, ma le curve e i rettilinei del circuito Gilles Villeneuve non saranno dei passaggi qualunque, almeno nei primi giri che percorrerà venerdì.
Chissà se prevarrà il ricordo di ciò che è stato o la gioia per essere di nuovo li, una sfida che nessun bookmaker avrebbe quotato e che, invece, Kubica ha vinto. Una storia breve ma intensa, quella tra Robert e Montreal, ma di quelle che lasciano un solco profondo nei ricordi degli appassionati di questo sport.
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