Ricciardo: "Non ho un motore diverso da Max, in Messico voglio vincere"

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Roberto Chinchero
Di: Roberto Chinchero
26 ott 2018, 09:49

Prima di lasciare la Red Bull, Daniel Ricciardo vuole conquistare ancora un risultato importante: "Spero di fare una bella gara, altrimenti i ragazzi della Red Bull si stancheranno di vedermi così incazzato. Credo sia meglio per tutti salutarsi con un gran risultato, no?”.

Daniel Ricciardo, Red Bull Racing, indica i suoi baffi
Daniel Ricciardo, Red Bull Racing, posa per un selfie con un tifoso
Max Verstappen, Red Bull Racing e Daniel Ricciardo, Red Bull Racing palleggiano con la testa della pinata di Daniel Ricciardo, Red Bull Racing
Daniel Ricciardo, Red Bull Racing, e Max Verstappen, Red Bull Racing, posano con uno scheletro
Daniel Ricciardo, Red Bull Racing, sul retro di una moto, dopo il ritiro
Daniel Ricciardo, Red Bull Racing RB14

Daniel, ma cosa succede alla tua monoposto? “Non sono superstizioso, ma anche se lo fossi vi assicuro che ultimamente non sono passato sotto delle scale, e nessun gatto nero mi ha attraversato la strada. Davvero non so”.

Ricciardo, al di là delle battute, spera in quella che dovrebbe essere (sulla carta) la miglior chance per la Red Bull di tornare al successo: il circuito di Città del Messico.

Il tracciato intitolato ai fratelli Rodriguez lo scorso anno si sposò al meglio con la monoposto di Adrian Newey, permettendo a Verstappen una cavalcata solitaria fino alla bandiera a scacchi.
“Se ci confermeremo come dodici mesi fa – ha proseguito Ricciardo – allora credo che potremo fare molto bene. Penso di essere stato il più veloce nelle prove libere del venerdì e poi il sabato ho avuto dei problemi, ma Max ha confermato che la monoposto andava molto bene".

"Sento che su questa pista potremo confermarci con un buon potenziale, ed anche se mi aspetto una Mercedes molto forte, tutto sommato credo che saremo lì”.

Poi Ricciardo è tornato sul suo momento negativo: “Non sento di dover cambiare nulla in ciò che faccio, sono ancora determinato a cercare un gran risultato, soprattutto qui. Tornando al problema di Austin è stato un malfunzionamento della batteria, non un imprevisto dovuto ad errori di uno dei meccanici, ma un guasto tecnico. Sono situazioni che fanno parte di questo sport".

"L’ho capito da ragazzino, avevo nove anni quando ho iniziato a correre in kart. Un weekend, di colpo sono stato bloccato da problemi di accensione: abbiamo cambiato tutto, carburatore, tubi, tutto quello che era possibile sostituire ma… niente da fare. Sono tornato a casa delusissimo, ma abbiamo deciso di tornare in pista qualche giorno dopo per capire e risolvere il problema".

"Beh, abbiamo tirato giù il kart dal furgone, lo abbiamo acceso e… ha funzionato alla perfezione! Nessun problema per l’intera giornata, non ci potevo credere, ma da quel giorno ho capito che i mezzi a motore sono strani! Diciamo così, ma ci sarebbero altre parole che potrei usare…”.

Daniel ha poi respinto ogni sospetto di una differenza di fornitura tra la sua monoposto e quella di Verstappen (“Non sto li a controllare i numeri di serie delle power unit… ma per quanto ne so ho lo stesso materiale di Max”) confermando anche che i problemi avuti negli ultimi mesi dalla power unit Renault non hanno innescato ripensamenti sulla decisione di passare alla Casa francese il prossimo anno.
“Sono consapevole che c'è del lavoro da fare – ha concluso - questa è la verità, ma lo sapevo anche quando ho firmato il contratto, e non vedo l’ora di iniziare questa nuova avventura. Spero comunque di concludere con una bella gara, altrimenti i ragazzi della Red Bull si stancheranno di vedermi così incazzato. Credo sia meglio per tutti lasciarsi con un gran risultato, no?”.

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