Ricciardo: "Ho firmato per tre anni con la McLaren"

Il pilota australiano ha rivelato di avere un accordo triennale con la squadra di Woking: Daniel ritiene che questo sia il lasso di tempo giusto per raccogliere i frutti del lavoro. Inoltre è impaziente di provare la power unit Mercedes ed ha raccontato anche un aneddoto curioso sulla sua posizione di guida...

Ricciardo: "Ho firmato per tre anni con la McLaren"

Daniel Ricciardo si appresta ad iniziare la sua undicesima stagione in Formula 1. L’approccio sempre scanzonato, il sorriso alla…Ricciardo e la battuta ironica pronta a scattare ad ogni occasione, non devono trarre in inganno. Prossimo al trentaduesimo compleanno, e con 188 Gran Premi disputati, Daniel è ormai uno dei volti esperti della Formula 1, e il suo arrivo in McLaren è stato visto (e lo sarà anche in futuro) come un gran colpo messo a segno dal team di Woking.

Parlando in occasione della presentazione di quella che sarà la sua monoposto 2021, Ricciardo ha ammesso senza filtri di aver firmato un contratto triennale con la McLaren, sottolineando che lo ritiene il giusto lasso di tempo che serve per puntare insieme al team ai massimi traguardi. Fiducia incondizionata, quella confermata da Daniel, che non ha nascosto la grande stima che nutre in alcune figure chiave della squadra, compreso Lando Norris.

Ovviamente, non vede l’ora di provare la power unit Mercedes, soprattutto dopo aver sistemato il posto di guida al termine di un processo più lungo del previsto a causa dei suoi fianchi. “Dovrò convincere agli ingegneri che sacrificando un decimo di aerodinamica per farmi stare più comodo gliene porterò di più in pista”, ha spiegato Daniel. Ha un anno per convincerli, una stagione nella quale ci si può aspettare di tutto, visto che gli ingredienti ci sono. Si tratta di mettere tutto insieme nel modo migliore, cosa difficilissima in Formula 1, ma l’ottimismo di Ricciardo è già un segnale da non ignorare.

Come vanno i rapporti con Lando? Sarei tu a doverlo aiutare o viceversa?
“È una situazione divertente, perché se consideriamo l’anzianità in Formula 1 sono io il pilota esperto, ma se parliamo di conoscenza della realtà McLaren è indubbiamente lui a saperne di più. Sotto diversi aspetti sarò io che dovrò apprendere da Lando, soprattutto per capire come lavora la squadra e come integrarmi al meglio con le persone del team. Ho sempre pensato che quando hai un nuovo compagno di squadra è un’opportunità per imparare qualcosa di nuovo, che si tratti di metodo del lavoro, tecnica di guida o entrambe le cose. Sono sempre piuttosto aperto su questo fronte, so che ogni pilota ha fiducia in sé stesso e nelle proprie capacità, e io non faccio eccezione, ma come persona mi ritengo di mentalità aperta, e se c'è qualcosa che posso prendere da Lando e usarla per migliorare, non mi tiro certo indietro”.

Hai già un’idea di come sarà il vostro rapporto?
“Credo che entrambi abbiamo un approccio simile, amiamo quello che facciamo, ci piace il nostro lavoro ed anche scherzare. Sotto diversi aspetti ci assomigliamo pur provenendo da due generazioni differenti, dovrei essere dieci anni più anziano di Lando, se non sbaglio. Credo che la nostra coppia possa funzionare, sono pronto a scommettere che fuori dalla pista ci sarà da divertirsi, così come mi aspetto una bella competizione dal momento in cui usciremo dai box col semaforo verde, agguerrita, corretta e nell’interesse della squadra”.

Per la prima volta avrai una power unit Mercedes alle tue spalle. Che aspettative hai?
“Posso dire che non vedo l’ora? Ho sempre avuto con un motore Renault nella parte posteriore della mia monoposto da quando è iniziata l’era ibrida, quindi non vedo l'ora di provare qualcosa di nuovo, ma fino a quando non saremo in pista non posso darvi un parere. Certo, visto quanto hanno vinto mi aspetto qualcosa di buono”.

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Per quante stagioni ti sei legato alla McLaren? Credi che avrai tempo per poter puntare in alto con questa squadra?
“Non ho nulla da nascondere, ho firmato per tre anni, e credo che sia un lasso di tempo sufficiente per raccogliere i frutti di quello che faremo. Ho l’impressione di essere arrivato al momento giusto, sento uno slancio positivo all’interno della squadra e non credo sia dovuto solo ai risultati che hanno ottenuto nel 2020, ma anche alla solidità del team. Avevo parlato per la prima volta con la McLaren nel 2018, ma a quel tempo non credo che Andreas (Seidl) fosse già arrivato nel team, e neanche James Key, quindi era ancora una squadra in fase di assestamento, stavano lavorando per darle la forma che ha oggi”.

Qual è l'aspetto più difficile da affrontare quando si cambia squadra?
“Bisogna arrivare a sentirsi parte nel team il più rapidamente possibile. Essere integrati, non solo in termini di guida, ma sotto tutti i punti di vista, nell'ingegneria, nella strategia, nei rapporti di lavoro, nella convivenza. Ho già fatto tanti incontri qui all'MTC, non solo con il mio ingegnere ma con tutto il reparto corse, e posso dirvi con sincerità che la sensazione che ho è positiva, diciamo che sento il feeling che quello che dirò sarà sempre preso in considerazione. Sentire di potersi sedere in ogni stanza, in ogni contesto e poter contare su un riscontro, è probabilmente la cosa più importante, ma anche la più difficile da ottenere”.

Sembri molto ottimista. Cosa ti fa pensare così in positivo?
“Non ho una sfera di cristallo, non posso dire con certezza cosa raccoglieremo nei prossimi anni, ma la sensazione che avverto è quella di essere in una squadra che sta facendo passi importanti nella giusta direzione. Negli ultimi anni il team è cresciuto, e tutti stanno lavorando per farsi trovare pronti al cambiamento dei regolamenti che ci sarà nel 2022. Sarà un’opportunità molto importante, perché ridisegnerà i valori in campo, e questo aspetto mi fa essere fiducioso perché credo in queste persone e nelle loro capacità. Mi piace Zak e credo che Andreas sia una risorsa enorme per la squadra. Zak probabilmente mi picchierà e mi dirà che ora gli tocca pagarlo di più, ma penso che Andreas stia davvero dando la direzione giusta a questa nave. Ho anche molta stima di James (Key): ho avuto modo di lavorare con lui nel 2013 alla Toro Rosso, ed anche se è stata un’esperienza breve non vedo l'ora di tornare a lavorare con lui. Infine, aspetto importante, c’è anche qualche risorsa in più rispetto allo scorso anno”.

Abbiamo saputo di alcune difficoltà nel trovare la corretta posizione di guida nella monoposto: confermi?
“È abbastanza normale, perché ho i fianchi larghi. Ho l'ossatura piuttosto spessa, immagino, qualcuno mi ha detto una cosa del genere. Ma alla fine sono entrato, il primo modello del sedile, anche se non era proprio perfetto, tutto sommato poteva anche andare. Fortunatamente le difficoltà sono state solo legate al sedile e non alla scocca, e con una versione successiva è andata meglio, quindi posso dire che è tutto a posto. Il modo in cui tutti oggi progettano le scocche tende ad avere delle misure molto strette all’altezza dei fianchi del pilota, e nel mio caso può essere un problema. Infatti dico sempre agli ingegneri di sacrificare pure un decimo di aerodinamica ma di farmi stare comodo, perché così guadagnerò di più in pista!”.

Recentemente si è parlato molto della proposta di introdurre una Sprint Race in alcuni weekend di gara: qual è la tua posizione in merito?
“All'inizio ero preoccupato perché pensavo che sarebbe stata scelta la formula della griglia invertita, ma ora mi sento…meglio. Se non ci sono artifizi che manipolano i valori in campo, allora ho meno paura! Ciò che amo di più è la competizione, fosse per me farei ancora più gare e meno prove, e forse questa proposta va nella mia direzione. Però voglio sottolineare un aspetto: la grandezza di una vittoria in Formula 1 non deve cambiare, non vorrei mai che perdesse per strada la caratura che ha oggi e che ha sempre avuto in passato. Se è possibile introdurre un’altra corsa senza intaccare questo valore, per me va bene”.

Come è finita con il tatuaggio di Cyril (Abiteboul)? Farai una scommessa simile con Zak?
“Sarete informati, statene certi, finora non siamo ancora riusciti a combinare le cose, ma lo farà. In merito a Zak…mi ha subito chiarito che odia gli aghi, quindi la vedo più dura. Ma penseremo a qualcos'altro, so che ha una bella collezione di auto, quindi forse potremmo scommettere una delle sue macchine storiche!”.

McLaren MCL35M

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Daniel Ricciardo, Lando Norris, McLaren MCL35M

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Il nuovo casco di Daniel Ricciardo, McLaren

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Daniel Ricciardo, McLaren

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Daniel Ricciardo prova il sedile della McLaren 2021

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