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Retroscena: linguaggio cifrato di Ricciardo quando ha chiesto di bere

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Retroscena: linguaggio cifrato di Ricciardo quando ha chiesto di bere
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2 ott 2016, 12:51

Ricciardo si è arrabbiato quando Verstappen lo ha attaccato al 38esimo giro, perché Max ha sfruttato una strategia più favorevole.E allora Daniel ha chiesto via radio se poteva bere: un messaggio criptico per chiedere di bloccare le posizioni.

Il vincitore della gara Daniel Ricciardo, Red Bull Racing festeggia sul podio
Il vincitore della gara Daniel Ricciardo, Red Bull Racing
Podio: il secondo classificato Max Verstappen, Red Bull Racing e il vincitore della gara Daniel Ricc
Podio: il vincitore della gara Daniel Ricciardo, Red Bull Racing
Daniel Ricciardo, Red Bull Racing RB12precede il compagno di squadra Max Verstappen, Red Bull Racing RB12
Il vincitore della gara Daniel Ricciardo, Red Bull Racing festeggia con il compagno di squadra Max V
Il vincitore della gara Daniel Ricciardo, Red Bull Racing festeggia con il compagno di squadra Max V
Il vincitore della gara Daniel Ricciardo, Red Bull Racing RB12 festeggia mentre prende la bandiera a
Daniel Ricciardo, Red Bull Racing RB12
Daniel Ricciardo, Red Bull Racing RB12 e il compagno di squadra Max Verstappen, Red Bull Racing RB12

E’ stato trionfo, una doppietta che in casa Red Bull mancava dal Gran Premio del Brasile 2013. Ma riavvolgiamo il nastro del Gran Premio di Malesia fino al giro numero 37. Verstappen, che grazie ad un’azzeccata decisione del muretto Red Bull aveva effettuato il primo pit-stop in regime di Virtual Safety Car, era ormai nella scia di Daniel Ricciardo.

Le due strategie differenti scelte dalla Red Bull avevano condotto a due terzi di gara entrambi i piloti in pista con gomme hard, ma Verstappen poteva godere di un vantaggio non indifferente, essendo passato alle mescole più dure cinque giri dopo il compagno di squadra.

E Max ha sfruttato bene la situazione, recuperando dopo la sosta cinque secondi a Ricciardo. Nel giro 38 si è scatenato il confronto, con Verstappen che ha attaccato con decisone e l’australiano che ha risposto senza esitazioni.

“Ero un po’ arrabbiato – ha poi confessato Ricciardo – visto che la strategia anche questa volta non mi aveva certo aiutato”.

Il riferimento è al Gran Premio di Spagna (vinto proprio da Verstappen all’esordio con la Red Bull) in cui la strategia tagliò fuori Daniel dalla lotta per la vittoria favorendo il compagni di squadra. Questa volta Ricciardo era forse più che “arrabbiato”, ed infatti ha chiarito in pista che non avrebbe dato strada. Ed al muretto Red Bull ci sono stati attimi di alta tensione.

Poi è arrivato il problema alla power unit di Lewis, che per la Red Bull è stato provvidenziale sotto tutti i punti di vista. La lotta tra suoi due piloti è passata dall’essere un confronto per la seconda posizione ad un duello per la vittoria. Ma, soprattutto, ha consentito al muretto box di richiamare sia Ricciardo che Verstappen ai box per un prudente (ed anche opportuno) passaggio alla mescola soft.

Di fatto questa decisione ha invertito la situazione, perché Ricciardo è tornato in pista con una gomma nuova (risparmiata sabato in qualifica) mentre Verstappen con un set con cui aveva percorso tre giri.

L’australiano, allora, ha capitalizzato il vantaggio, prendendo due secondi di vantaggio sull’olandese e le due Red Bull non sono più entrate in contatto “zona DRS” fino alla bandiera a scacchi. Ma c’è anche un piccolo giallo...

In questa fase di gara Ricciardo ha chiamato via-radio il muretto box, inviando un messaggio strano: “Ho bisogno di bere”.

Il giro dopo sia l’ingegnere dell’australiano che quello di Verstappen hanno risposto con un altro messaggio atipico: “Ricordatevi che potete bere”.

Nel paddock c’è chi ha interpretato questo dialogo non proprio come una necessità fisica dei piloti, ma come una comunicazione cifrata. “Se ha sete un pilota beve – ha commentato un addetto ai lavori – non credo che si debba chiedere il permesso all’ingegnere. Ed è ancora più sospetto che i due ingegneri il giro dopo abbiano ricordato ai piloti di… bere”.

Il dubbio che dietro il dialogo ci sia stato un “mantenete le posizioni” sorge, anche se in pista i tempi delle due Red Bull sono stati molto veloci, e Verstappen è arrivato fino ad un secondo e due decimi dal compagno di squadra prima di mollare a quattro giri dal termine.

Ordine di squadra o meno, Ricciardo ha meritato sul campo una vittoria favorita dal ritiro di Hamilton, ma da nient’altro. Piuttosto era il team che rischiava ancora una volta di condizionare con le sue scelte strategiche la corsa di Daniel, dopo le scelte di Barcellona ed il pit-stop di Montecarlo.

Due vittorie che per Ricciardo si sono trasformate in due delusioni, e di certo per colpe non sue. Di fatto le vicende del Gran Premio di Malesia hanno rimesso le cose a posto. In tutti i sensi...

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