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Report Strategie: la stessa scelta ha portato a risultati molto differenti ad Abu Dhabi

James Allen analizza il Gran Premio di Abu Dhabi, nel quale la chiamata per fare un pit stop anticipato si è rivelata vincente per Lewis Hamilton, ma non ha pagato per altri, che sono rimasti impantanati nel traffico.

Report Strategie: la stessa scelta ha portato a risultati molto differenti ad Abu Dhabi

L'ultimo round del Mondiale di Formula 1 2018 ha visto molti più sorpassi rispetto alle gare disputate in passato a Yas Marina. La vittoria alla fine è andata a Lewis Hamilton, che ha effettuato il suo pit stop dopo appena 7 giri, durante una Virtual Safety Car, che però ha permesso solo a lui di trarre vantaggio.

Il pilota della Mercedes non è stato il solo a rientrare: Charles Leclerc e Romain Grosjean hanno provato la stessa mossa, ma se per Hamilton si è rivelata vincente, agli altri due ha regalato un pomeriggio piuttosto difficile.

Charles Leclerc, Sauber C37 and Daniel Ricciardo, Red Bull Racing RB14 battle

Charles Leclerc, Sauber C37 and Daniel Ricciardo, Red Bull Racing RB14 battle

Photo by: Simon Galloway / Sutton Images

Leclerc si è reso protagonista di una grande partenza ed ha chiuso il primo giro al quinto posto, superando la Red Bull di Daniel Ricciardo giusto prima che la gara venisse neutralizzata con la Safety Car in seguito allo spettacolare incidente di Nico Hulkenberg.

La Safety Car e la successiva Virtual Safety Car, avvenute entrambe nei primi dieci giri, hanno permesso a piloti come Verstappen, che avevano preso il via con le gomme hypersoft, di allungare il primo stint.

La maggior parte dei piloti si era indirizzata verso la supersoft come gomma da gara, perché sembrava poter durare addirittura tutta la gara se necessario. Dopo che Hamilton ha anticipato la sua sosta però, la domanda che tutti si sono fatti era: qualcuno dei suoi rivali, ad esempio Vettel, sarebbe stato in grado di reagire alla sua strategia ed attaccarlo nella parte finale della corsa, sfruttando gli pneumatici più freschi?

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09 EQ Power+, leads Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W09 EQ Power+, Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, and Kimi Raikkonen, Ferrari SF71H

Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09 EQ Power+, leads Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W09 EQ Power+, Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, and Kimi Raikkonen, Ferrari SF71H

Photo by: Glenn Dunbar / LAT Images

Il vantaggio della prima mossa

Quando un pilota ha fatto la pole ed ha un buon vantaggio, può sembrare anormale che possa provare a fare qualcosa di atipico, come fermarsi al settimo giro di una gara di 55, in regime di Virtual Safety Car. Soprattutto perché non lo ha fatto nessuno dei suoi rivali al vertice.

Ma con almeno dieci secondi risparmiati facendo la sosta in regime di Virtual Safety Car, e grazie anche al vantaggio che aveva già costruito, è riuscito a rientrare in pista al quarto posto. Questo poi gli ha permesso di rimettersi davanti a quelli che lo precedevano dopo la sua sosta.

Se Hamilton non avesse fatto quella mossa, probabilmente l'avrebbe fatta Vettel. Con il modo in cui si sono comportate le gomme supersoft, dimostrandosi costanti ed in grando di gestire il degrado, probabilmente una situazione di questo tipo sarebbe costata la vittoria ad Hamilton, anche se probabilmente la Mercedes avrebbe provato a sfruttare Bottas per farlo interferire con la gara di Vettel, come aveva già fatto con Raikkonen a Monza.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB14 sparks and Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 sparks and battles

Max Verstappen, Red Bull Racing RB14 sparks and Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 sparks and battles

Photo by: Simon Galloway / Sutton Images

Hamilton è parso inizialmente dubbioso, ma poi ha continuato a guidare con un ottimo ritmo, prendendosi però molta cura delle gomme con cui sarebbe dovuto arrivare fino alla fine della corsa.

Il nuovo leader Ricciardo non era in gara con Hamilton, ma allungando il suo primo stint fino al 33esimo giro, sperava di sfruttare le gomme più fresche nel finale per attaccare Vettel e Bottas e concludere la sua avventura in Red Bull sul podio.

C'era anche lo spettro della pioggia che si era presentato sul radar meteo, quindi non aveva nulla da perdere a rimanere fuori nel caso in cui fosse stato utile montare le intermedie. Cosa che gli avrebbe fatto vincere la gara se anche tutti gli altri fossero stati costretti a fare lo stesso.

Per andare all'attacco di Vettel però avrebbe dovuto ottenere il via libera dal compagno di squadra Verstappen per la terza posizione, cosa che non era affatto probabile. In ogni caso, non è stato capace di avvicinarsi abbastanza da provaci, ma almeno è riuscito a superare Bottas, che nel secondo stint ha faticato tantissimo e si è presentato quinto sotto alla bandiera a scacchi.

Sergio Perez, Racing Point Force India VJM11, Marcus Ericsson, Sauber C37 and Carlos Sainz Jr., Renault Sport F1 Team R.S. 18

Sergio Perez, Racing Point Force India VJM11, Marcus Ericsson, Sauber C37 and Carlos Sainz Jr., Renault Sport F1 Team R.S. 18

Photo by: James Gasperotti / Sutton Images

Leclerc vs Sainz vs Perez

Ancora una volta, Leclerc ha dimostrato perché la Ferrari ha deciso di ingaggiarlo all'età di appena 21 anni, conquistando il settimo posto. Forse avrebbe anche potuto fare meglio, ma è rimasto bloccato nel traffico dopo aver fatto anche lui il primo pit stop al settimo giro, durante la Virtual Safety Car, innescata dal ritiro del pilota a cui ha portato via il sedile del Cavallino, Raikkonen.

Al rientro in pista si è ritrovato 14esimo, ma dietro ad una serie di vetture che avevano iniziato la gara con le gomme supersoft, che quindi avrebbe fatto un primo stint molto lungo, come Stroll, Magnussen e Gasly. Leclerc è riuscito a superare i primi due ed ha scavalcato anche Gasly quando è rientrato ai box. Poi però è arrivato alle spalle di Alonso, che aveva le gomme ultrasoft, e il due volte campione del mondo si è rivelato ostico da superare, rovinando i suoi piani.

Fernando Alonso, McLaren MCL33 leads Charles Leclerc, Sauber C37

Fernando Alonso, McLaren MCL33 leads Charles Leclerc, Sauber C37

Photo by: Joe Portlock / LAT Images

Questo è costato molto tempo a Leclerc, più di quanto avesse guadagnato grazie alla Virtual Safety Car. Nel frattempo Carlos Sainz, alla sua ultima gara con la Renault prima di prendere il posto di Alonso alla McLaren, è stato abile nel completare un stint molto lungo con le gomme ultrasoft, quindi dopo il pit stop è tornato in pista davanti a Leclerc, dopo che il pilota della Sauber si era finalmente sbarazzato di Alonso.

Perez invece ha preso il via solamente dall'14 piazza, ma ha subito recuperato tre posizioni. Ha gestito una strategia ben bilanciata, completando 26 giri con le ultrasoft prima di fermarsi ai box. E' tornato in pista alle spalle di Leclerc, ma con delle gomme più fresche di ben 19 giri. In una situazione di gara normale, il degrado delle gomme gli avrebbe permesso di passare facilmente Leclerc prima della fine.

Ma è stato proprio il fatto che il degrado delle gomme supersoft fosse così basso ad Abu Dhabi ad indurre la Sauber a tentare l'azzardo strategico di un pit stop dopo appena 7 giri.

Il Report Strategie UBS è stato scritto da James Allen con i dati e gli input di diversi strateghi dei team di F1 e di Pirelli.

Il grafico della storia della corsa

Race history  

Gentilmente fornito da Williams Martini Racing, clicca per ingrandire

Il numero di giri è sull'asse orizzontale; il divario dal leader è sull'asse verticale.

Un segno positivo è una curva verso l'alto quando cala il carico di carburante. Un segno negativo è una pendenza in declino quando subentra il degrado degli pneumatici.

Grafico di utilizzo delle gomme

Tyre history  
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