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Report strategie: la rimonta di Verstappen ha imposto la reazione Ferrari

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Report strategie: la rimonta di Verstappen ha imposto la reazione Ferrari
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Tradotto da: Matteo Nugnes
25 ott 2017, 10:15

James Allen analizza le strategie del Gran Premio degli Stati Uniti, nel quale la Red Bull ha costretto uno dei due top team a cambiare strategia.

La Red Bull è venuta fuori alla distanza, dopo un avvio di stagione complicato, proprio come lo scorso anno, e ora ha un ruolo sempre più importante sui risultati dei GP.

Non essendo coinvolta nella lotta per il titolo, può anche optare per delle strategie aggressive per provare a mandare in confusione gli avversarsi. Lo abbiamo visto fare a Max Verstappen ad Austin, quando a sorpresa ha fatto una seconda sosta al 37esimo giro.

Qui analizzermo la strategia ed i motivi che hanno portato la Ferrari e la Mercedes a reagire come hanno fatto.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB13
Max Verstappen, Red Bull Racing RB13

Photo by: Charles Coates / LAT Images

Considerazioni pre-gara

Pirelli aveva portato ad Austin le gomme ultrasoft, uno step più aggressivo rispetto agli anni precedenti, quando invece erano incluse le medie. Con le strategie che sono state quasi sempre legate a due sole mescole, invece che allargarsi sull'intera gamma di tre, l'azienda italiana sta cercando di stimolare le squadre modificando le sue allocazioni.

Questo ha funzionato ad Austin, perché in gara abbiamo visto utilizzare tutte e tre le mescole. Dopo le prove libere, che sono state disputate per la maggior parte con l'asciutto, la decisione pareva molto equilibrata tra fare una o due soste.

La Red Bull e Daniel Ricciardo si erano qualificati al quarto posto ed erano riusciti a risparmiare due set di gomme supersoft nuove per la gara, lasciando ipotizzare una strategia a due soste. L'australiano sembrava effettivamente indirizzato in quella direzione, ma un rottura del motore ci ha impedito di vedere quale sarebbe stato il risultato.

La Mercedes ha mantenuto la sua solita tattica, tenendo aperte tutte le opzioni, con un set di supersoft ed uno di soft nuove, mentre la Ferrari non aveva set di supersoft nuove per la gara. Ne aveva però utilizzato uno nella FP3 che era praticamente nuovo.

The car of Lewis Hamilton, Mercedes-Benz F1 W08 is pushed by mechanics
La vettura di Lewis Hamilton, Mercedes-Benz F1 W08, spinta dai meccanici.

Photo by: Sutton Images

Un violento temporale arrivato nella mattinata della gara, ha riversato enormi quantità d'acqua sulla pista e portato via parte della gomma che era stata depositata sull'asfalto nel corso del weekend, favorendo così la possibilità di una gara con due soste.

Le chiavi per la gara, dunque, sono diventate la temperatura ed il degrado e se queste avrebbero portato ad una strategia a due soste. Domenica la temperatura era più bassa rispetto a sabato e questo ha danneggiato la Ferrari, giocando un ruolo nel decidere la gara a favore di Hamilton piuttosto che di Vettel.

Un altro fattore nelle pianificazione delle strategie è stato l'influsso del DRS, che sul rettilineo più lungo poteva valere fino a 0"7. Quindi, immettendosi sul rettilineo vicino alla vettura davanti, le probabilità di portare a compimento il sorpasso erano molto alte.

Inoltre abbiamo anche visto che il DRS ha dato la possibilità di avvicinarsi e tentare il sorpasso nelle curve successive, soprattutto nelle fasi conclusive della corsa, quando le gomme erano più degradate.

Max Verstappen, Red Bull Racing RB13
Max Verstappen, Red Bull Racing RB13, in rimonta.

Photo by: Sutton Images

Red Bull prova una strategia alternativa

Verstappen si è reso protagonista di una gara straordinarai, dopo aver rimediato una penalità in griglia per la sostituzione della sua power unit Renault con una più performante. Scattando dal 16esimo posto in griglia, sapeva di aver bisogno di una strategia speciale.

Verstappen ha fatto alcuni sorpassi eccellenti, ma l'idea geniale è stata quella di far rientrare l'olandese al 37esimo giro per montargli le gomme supersoft. Questo ha creato scompiglio nella battaglia per la seconda posizione, che in quel momento vedeva Vettel davanti a Bottas e Raikkonen.

La Red Bull ha potuto rischiare perché non aveva nessuna minaccia alle spalle: Ocon era 50 secondi più indietro, quindi Verstappen ha potuto azzardare le gomme supersoft nuove per andare all'attacco di chi lo precedeva, che invece disponeva di gomme soft usate.

In particolare, Vettel e Bottas parevano essere in difficoltà con le loro gomme, mentre quelle di Raikkonen erano ancora in buone condizioni.

La Red Bull sperava che la Ferrari e la Mercedes reagissero per provare a coprire la loro mossa. Ma una volta che lo ha fatto, è stato chiaro che Bottas e Raikkonen non avrebbero potuto fermarsi un giro più tardi, perché in ogni caso avrebbero perso la posizione.

Sebastian Vettel, Ferrari SF70H, in the pit lane
Sebastian Vettel, Ferrari SF70H, nella pitlane

Photo by: Steven Tee / LAT Images

Solo Vettel aveva un magine sufficiente a coprire la mossa, inoltre in radio aveva già parlato di piano B, che era fare due soste. Dunque, è logico che lui abbia provato a coprire Verstappen.

Con Bottas e Raikkonen compromessi da questa mossa, i cosiddetti "numeri due" sono stati lasciati in pista per cercare di bloccare la risalita di Verstappen. Bottas, inoltre, sarebbe stato chiamato a provare a fermare anche Vettel.

Questo significa che Vettel avrebbe dovuto lottare per riprendersi il suo secondo posto, ma è una sfida che ha accettato. Dato che Verstappen ha raggiunto Raikkonen solo all'ultimo giro, si potrebbe sostenere che la sosta extra di Vettel non fosse necessaria, ma comunque si era già lamentato delle sue gomme soft, quindi aveva senso.

Verstappen ha recuperato 18 secondi in 19 giri, raggiungendo Raikkonen perché il finlandese ha dovuto gestire il consumo del carburante nel finale. Cosa che era già capitato a Vettel in Malesia, a riprova che la Ferrari ha qualche difficoltà da questo punto di vista da quando ha introdotto l'ultima specifica del suo motore.

La Mercedes aveva un margine di 9 secondi con Hamilton e, con Bottas a fare tampone, non ha sentito la necessità di coprire la scelta strategica di Verstappen e Vettel con Lewis.

Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W08
Valtteri Bottas, Mercedes AMG F1 W08

Photo by: Charles Coates / LAT Images

La Mercedes non è perfetta, Bottas "manca" di nuovo

Bottas ha festeggiato insieme alla Mercedes il quarto titolo costruttori consecutivo, ma il suo passaggio alla squadra più forte della Formula 1 non si è rivelato da sogno come avrebbe sperato.

Nelle ultime settimane ha faticato parecchio e ad Austin non è riuscito neppure a salire sul podio in una domenica in cui il compagno di squadra ha dominato la gara.

Bottas si è qualificato terzo ed ha mantenuto quella posizione fino al primo pit stop, che con il passaggio alle gomme soft sembrava averlo indirizzato verso una gara con una sola sosta.

Dal 35esimo giro però è stato piuttosto chiaro che sia lui che Vettel stavano lottando contro il grande degrado delle gomme ed iniziavano a prendere in considerazione una strategia a due soste.

Secondo la Mercedes però tentare un undercut su Vettel non avrebbe avuto troppo senso, perché il ferrarista si sarebbe potuto coprire nel giro successivo. Quindi, le possibilità di passargli davanti erano limitate. A quel punto però l'obiettivo era riuscire a tenersi dietro a Raikkonen.

Cosa che al muretto ritenevano possibile, visto che Raikkonen era in modalità fuel-saving, ma hanno commesso un errore. Kimi ha infatti infilato Bottas al 42esimo giro. Successivamente sono arrivati Vettel e Verstappen con gomme fresche e lo hanno superato, inducendo il finlandese ad una sosta extra.

Del resto, avendo un enorme vantaggio nei confronti di Ocon, non c'era più niente da perdere a farlo. Tuttavia, resta il fatto che quello che poteva tranquillamente essere un podio, si è trasformato in un quinto posto per Bottas.

Carlos Sainz Jr., Renault Sport F1 Team RS17
Carlos Sainz Jr., Renault Sport F1 Team RS17

Photo by: Sutton Images

Brillano Sainz ed Ocon

Carlos Sainz ha concluso sesto ad Austin nel 2015, anche se in seguito è statao arretrato al settimo per un eccesso di velocità in pitlane. L'anno scorso ha ottenuto il sesto posto e quest'anno, al debutto con la Renault, ha centrato un altro settimo posto dietro ad Esteban Ocon. Un risultato fantastico.

In questo è stato aiutato dall'ultima puntata della faida tra i due piloti della Force India, con Sergio Perez che chiedeva strada mentre Ocon gestiva il passo con le gomme morbide e quindi non riteneva che il messicano fosse più veloce di lui.

La squadra non ha voluto scambiare la posizione dei suoi piloti, perché pensava che non sarebbe cambiato il suo bottino di punti, proprio come in Giappone. Ma, a differenza dell'ultima gara, hanno sbagliato perché Sainz è riuscito a sorpassare Perez, facendolo arretrare così all'ottavo posto.

Felipe Massa ha iniziato la gara al decimo posto, approfittando anche delle penalità altrui, e con le gomme supersoft ha fatto un primo stint molto lungo. Al 29esimo giro ha montato quindi le gomme ultrasoft, quando ne mancavano 26 alla fine.

Una strategia insolita, che però gli ha permesso di centare il nono posto, superando nel finale la Toro Rosso di Daniil Kvyat. Tuttavia, non ha mai avuto il passo di Sainz e delle Force India.

Il report delle strategie UBS è scritto da James Allen con dati forniti da diverse squadre di Formula 1 e dalla Pirelli.

Storia della corsa e grafici sull'utilizzo delle gomme

I grafici mostrano le prestazioni delle vetture ed i gap tra loro. I tempi sul giro ed i distacchi sono sull'asse verticale. Il numero dei giri su quello orizzontale.

Race history

Guardando il passo di Bottas in comparazione a quello di Hamilton, se si fosse fermato al 35esimo o al 36esimo giro, non sarebbe stato superato da Verstappene e probabilmente avrebbe potuto sorpassare Raikkonen nelle fasi finali della corsa, assicurandosi un podio.

Dati forniti dalla Williams Martini Racing

Tyre history
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Riguardo questo articolo

Serie Formula 1
Evento GP degli USA
Location Circuito delle Americhe
Autore James Allen