Raikkonen: "In F1 mi sono divertito, a modo mio"

Il finlandese dopo aver annunciato il ritiro ammette che non ha alcuna intenzione a cosa farà dopo: "In F1 c’è sempre stato un programma da rispettare, sapevo cosa dovevo fare in una data specifica. L'esistenza, invece, va oltre le corse: non voglio che la vita familiare sia scandita dalle date delle gare, dai test o dei voli da prendere".

Raikkonen: "In F1 mi sono divertito, a modo mio"

“Mi sono divertito, e l’ho fatto a modo mio”. Poche parole che riassumono il pensiero di Kimi Raikkonen a qualche ora di distanza dall’annuncio ufficiale del suo ritiro.

È un addio sereno, quello di Kimi, reduce da un periodo in cui ha dovuto convivere con la passione che lo ha portato ad essere ancora in pista e il crescente desiderio di dedicarsi ad altro, in primis alla famiglia.

A 41 anni, e senza più nulla da chiedere al suo percorso sportivo, Raikkonen ha deciso che gli ultimi Gran Premi del 2021 saranno l’epilogo della sua lunga carriera. Una scelta da rispettare, che Kimi ha rivelato di aver valutato molte volte in passato, ma alla fine sempre rinviata andando contro il suo piano ‘originale’.

Nonostante resti il più imperturbabile in assoluto nel paddock di Formula 1, e nonostante la mascherina non permetta di scorgere smorfie, nella conferenza stampa di oggi il tono di voce di Raikkonen ha indicato qualcosa di diverso, forse un pizzico d’emozione s’è fatta breccia anche nell’impassibile Iceman. È la fine di una storia, ed è un lieto fine.

È stato difficile prendere la decisione di ritirarti?
“Non proprio e, ovviamente, non l’ho deciso ieri. È un passo che ho già fatto in passato, e in quel momento è stato giusto farlo, sono qui da molto tempo ma la Formula 1 non è mai stata tutta la mia vita. Ha occupato molto tempo, certo, ma non è mai stata la cosa principale della mia vita, ho sempre vissuto anche all'esterno del mio ruolo sportivo”.

Hai già pensato a cosa farai dopo la Formula 1?
“No, no ho nessun piano al momento. Non voglio avere orari e scadenze per un bel po', sono stato in Formula 1 per 18 o 19 anni e ho trascorso due anni nei rally, e c’è sempre stato un programma da rispettare, sapevo cosa dovevo fare in una data specifica, una programmazione stretta".

"Ecco, non voglio più avere questo vincolo. La vita va oltre le corse, certo ci sono altri orari, la famiglia, le scuole o l'asilo dei bambini, ma non voglio che la vita familiare sia scandita dalle date delle gare, dai test o dei voli da prendere".

"Non ho fretta, non ci ho ancora pensato, ovviamente so da un po' di tempo che avrei salutato la Formula 1, ma per quanto sia cosciente che avrò possibilità di fare altre cose, in questo momento non sono interessato a pensarci”.

Guardando indietro alla tua carriera, quale ritieni sia stata la tua più grande dote?
“Non so se ne ho una! Ho fatto un buon percorso, sono contento di quello che ho ottenuto, ovviamente vuoi vincere sempre di più, ma non è facile. Volevo essere campione del mondo, e ci sono andato vicino parecchie volte per poi centrare l’obiettivo con la Ferrari, e sono particolarmente felice di averlo fatto con loro. Ma, per il resto, mi sono divertito e l'ho fatto a modo mio. Non cambierei nulla del mio percorso anche se potessi, perché se lo facessi forse oggi non sarei seduto qui. Non posso davvero lamentarmi”.

Quel’è stato il tuo momento più bello vissuto in Formula 1?
“Sicuramente in pista, piuttosto che con i media! L'ho sempre detto chiaramente, ovviamente il mio scopo è sempre stato quello di guidare, è per questo che sono qui. Ovviamente ci sono un sacco di cose che accadono intorno a questo sport, ma per me non sono mai state il motivo per cui essere qui”.

Cosa ti mancherà della Formula 1?
“Ho incontrato molte persone nel corso degli anni, alcune sono diventate degli amici con cui continuerò a vedermi”.

Qual è stata la vittoria che ti ha soddisfatto di più?
“Ogni vittoria è diversa, alcune arrivano più facilmente di altre, alcune sono più importanti di altre. Nel finale di stagione del 2007 sono arrivati dei successi molto importanti, ma anche alcune vittorie a Spa sono decisamente dei bei ricordi. In generale non saprei indicarne uno in particolare, ma alcuni sono più speciali di altri. Ovviamente la prima vittoria è sempre difficile da ottenere, quindi diventa diversa dalle altre”.

Hai confermato di aver preso la decisione di ritirarti lo scorso inverno, perché ci hai messo così tanto ad annunciarlo?
“Non c'è un motivo particolare per cui ho atteso, è stata una mia decisione quando annunciarlo. Ho parlato con il proprietario della squadra, penso che fosse prima di Natale, mi ha fatto una domanda e ho risposto che al 95 per cento sarebbe stato il mio ultimo anno”.

In passato hai mai preso in considerazione di ritirarti?
“Il mio piano originale era di concludere la carriera prima dei 30 anni, ma non ha funzionato. Posso dirti con certezza che ci sono stati molti, molti anni in cui ero sono stato vicino a fermarmi, ma è successo adesso, molto tempo dopo quello che era previsto dal mio piano. Sono stato fuori dalla Formula 1 per un paio d'anni, quindi, e senza quella pausa di sicuro non sarei qui oggi”.

Pensi che in futuro indosserai ancora casco e tuta per scendere in pista?
“Se lo sapessi te lo direi, ma come ho detto, non ho piani e non ho intenzione di averne in questo momento. Voglio godermi il tempo senza orari, a parte quelli familiari, ne sono felice e non vedo l'ora. Chi lo sa? Forse disputerò delle gare da qualche parte, forse no, ma davvero oggi non lo so”.

Pensi che il tuo ritiro porterà Valtteri Bottas a prendere il tuo posto all'Alfa Romeo il prossimo anno?
“Non lo so, non dirigo la squadra. Non so cosa accadrà, sento molte speculazioni, quindi speriamo che possa avere un sedile che lo soddisfi, ma ne so quanto voi ragazzi”.

Resterai vicino alla Formula 1, magari con la squadra, magari come commentatore?
“Non sono mai stati questi i motivi che mi hanno portato qui, quindi dubito e… non mi ci vedo in quei ruoli”.

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