Perché Stroll farà di tutto per portare al titolo Aston Martin
La trasformazione dalla modesta Racing Point alla potenza Aston Martin è in pieno svolgimento. Lo è sotto la guida di Lawrence Stroll, il quale ha un solo obiettivo: diventare campione del mondo in F1.
Le ambizioni dei proprietari precedenti del team che attualmente è denominato Aston Martin Racing sono state sempre piuttosto basse nelle prime stagioni. In pochi sono riusciti a immettere le risorse che Lawrence Stroll ha garantito alla struttura di Silverstone, andando all'attacco immediatamente.
Dopo un 2020 in cui l'allora Racing Point ha assunto la denominazione di "Mercedes Rosa", portando a casa addirittura la vittoria di un gran premio a Sakhir, i vertici della squadra britannica hanno attaccato in maniera pesante il mercato degli ingegneri con il preciso intento di fare enormi passi avanti anche in vista del cambio regolamentare che avverrà all'inizio del 2022.
A capo di tutto ciò c'è una vecchia volpe, Lawrence Stroll, il cui successo nel mondo degli affati ha mostrato che arrivare e adottare l'atteggiamento di "bravo ragazzo", in quel campo non porta alcun frutto. Stesso discorso vale anche per la Formula 1.
"Se hai intenzione di partecipare, non credo che avrai successo in questo sport, o in qualsiasi altro sport", ha dichiarato Stroll in una rara intervista concessa ai media.
"Non so se possa essere considerato come un disturbatore. Mi sono battuto per ciò che credo sia corretto. Non ho fatto un investimento significativo in questa società per non lottare per i Mondiali. Quindi faremo tutto il necessario. All'interno del regolamento, questo è ovvio".
"Essendo un gentiluomo, non credo di aver fatto nulla che altri team non avrebbero fatto al posto nostro. Stiamo cercando di costruire un'organizzazione fantastica. Quando c'è qualcosa che reputo sia un errore, lo dio senza problemi".
Sebastian Vettel, Aston Martin AMR21
Photo by: Jerry Andre / Motorsport Images
Stroll ha contribuito a rendere marchi come Tommy Hilfiger e Michael Kors in giganti globali. Già questi erano indizi che la Formula 1 avrebbe dovuto cogliere riguardo la convinzione del magnate canadese quando si mette in testa un'idea e la vuole realizzare.
Eppure, per garantire che tutto fosse a posto nei piani di Stroll, è dovuto avvenire il cambio di nome del team. Da Racing Point ad Aston Martin. Il primo passo verso il raggiungimento degli obiettivi enormi che Lawrence si è imposto.
E' realistico immaginare che il successo non potrà arrivare rapidamente. L'obiettivo è arrivare ai titoli entro 5 anni dalla nascita del team Aston Martin. Inoltre, lo stesso Stroll, sa bene che questo percorso non sarà poco dispendioso. Anzi, sarà una vera e propria spesa che, però, lui considera investimenti per il futuro.
Ma, se volete una prova di come ogni decisione presa sia basata sulla metrica del successo, allora non avete bisogno di guardare oltre. Vi basti soffermarvi sulla galleria del vento della squadra.
A gennaio il direttore tecnico dell'Aston Martin, Andy Green, si sentiva sicuro che un accordo di condivisione con Mercedes per la galleria del vento sarebbe stato sufficiente a soddisfare le esigenze della squadra nel lungo periodo.
Il team ha scavato più a fondo per capire dove cogliere più profitti e si è reso conto che sarebbe stato meglio avere la propria struttura, fatta su misura delle esigenze dei propri ingegneri. Mentre i team più grandi hanno bisogno di fare i conti per destinare i fondi contingentati dal budget cap, le regole affermano che i costi di proprietà siano esclusi dall'attuale limite imposto di 145 milioni di dollari, fornendo così un'opportunità di espansione.
Stroll, visto il regolamento, ha preferito non esitare. Soprattutto perché il team sta realizzando una nuova fabbrica all'avanguardia.
Sebastian Vettel, Aston Martin AMR21, makes a pit stop
Photo by: Glenn Dunbar / Motorsport Images
"Andy ha cambiato idea", sorride Stroll riguardo la situazione della galleria del vento. "E' tornato da me e mi ha detto: 'Guarda, mi sono reso conto che c'è un potenziale positivo sui tempi e la disponibilità che abbiamo attualmente utilizzando la galleria Mercedes. Possiamo avere la nostra galleria".
"Ha detto: 'Se volete davvero essere campioni del mondo è uno strumento di cui avremo bisogno'. Così ha cambiato idea. Mi è costato un po' di soldi quel cambio di idea. Ero contento della prima che aveva avuto!".
Oltre alla fabbrica, Aston Martin sta continuando ad assumere personale. Avendo lavorato con circa 400 persone nell'era Racing Point, il team ha aggiunto circa 100 persone da allora e vuole portare il numero finale a circa 800.
E, avendo già attirato alcuni membri importanti della Red Bull, tra cui il capo degli aerodinamici Dan Fallows come nuovo direttore tecnico, Stroll ha affermato che tanti altri sono in arrivo.
"Stiamo assumendo tanti e nuovi ingegneri molto brillanti. Ci vorrà tempo, ma il risultato sarà merito dello sforzo della società. Riusciremo a fare come, se non meglio, quello che fanno i top team di Formula 1".
"Al momento stiamo annunciando nuovi arrivi su base settimanale, in pratica. Assumiamo ingegneri e tecnici molto bravi. Questa settimana annunceremo un altro membro che ha grande esperienza che si unirà a noi. Al momento lavora per un'altra squadra...".
Gli investimenti nella fabbrica, nella struttura e nel personale sono enormi. E Stroll accetta che il successo in F1 non sia economico. Quindi, se vuole realizzare le sue ambizioni, il libretto degli assegni dovrà essere aperto svariate volte.
"Devi essere un individuo molto ricco o una società molto grande per essere in grado di permettersi di essere in Formula 1", ha detto Stroll. "Questo è uno sporto che richiede molto capitale. Per esempio, costruire una nuova galleria del vento. Va ben oltre un costo di 150 milioni di sterline. C'è un investimento significativo".
Sebastian Vettel, Aston Martin, and Lance Stroll, Aston Martin, at the drivers parade
Photo by: Mark Sutton / Motorsport Images
Ma è chiaro che non è solo il potere di spesa che Stroll sta portando: perché le finanze sono solo uno dei quattro cardini chiave che dovranno definire se Aston Martin rimarrà un team di metà classifica o andrà avanti e riuscirà a raggiungere il successo.
Stroll ritiene che un team di F1, per diventare campione, abbia bisogno di altre tre cose, oltre al denaro: gli strumenti migliori, le persone migliori e i procedimenti migliori in termini di gestione.
Stroll non sta portando ad Aston Martin solo potere di spesa: "Controlliamo tutti e quattro i punti cardine e stiamo andando avanti. Abbiamo una visione molto chiara delle cose e del nostro futuro".
"Sono stato attorno a questo sporto in un modo o nell'altro nel corso degli ultimi 32 anni, quindi non sono un novellino. Come nei miei affari precedenti, voglio portare cultura vincente in questo business".
In questo momento è chiaro che Stroll sia un uomo in missione.
Lawrence Stroll, Owner, Aston Martin F1, with the Aston Martin AMR21
Photo by: Glenn Dunbar / Motorsport Images
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