Partnership Sauber: ecco perché l'Alfa dà soldi e la Ferrari li prende

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Partnership Sauber: ecco perché l'Alfa dà soldi e la Ferrari li prende
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30 nov 2017, 12:02

Sabato mattina ad Arese Sergio Marchionne svelerà i piani dell'Alfa Romeo in F.1 grazie all'accordo pluriennale con la Sauber. Cerchiamo di analizzare quali sono le prospettive per un marchio che torna nei GP credendo nell'ibrido...

Sergio Marchionne, CEO FIAT
Logo Alfa Romeo sulla carrozzeria della Ferrari SF70H
Race winner Juan Manuel Fangio, Alfa Romeo 159A
Andrea de Cesaris, Alfa Romeo 182B
Charles Leclerc, Sauber C36
Charles Leclerc, Sauber
Marcus Ericsson, Sauber C36
Marcus Ericsson, Sauber
Ferrari SF70H gear box
Logo Alfa Romeo sulla carrozzeria della Ferrari SF70H
Bruno Giacomelli, Alfa Romeo 179B leads Mario Andretti, Alfa Romeo 179B
Alfa Romeo logo

Dunque l’Alfa Romeo torna in Formula 1 dopo 33 anni. Un numero che è evocativo di una storia che ha profonde radici tanto nel mondo dei Prototipi che delle corse Turismo. Sabato mattina Sergio Marchionne svelerà i piani Alfa Romeo in F.1 dal Centro Direzionale di Arese, laddove è rimasto il Museo che ancora rappresenta il “cuore” del marchio del Biscione che, in realtà, ha ormai da anni la sua base a Torino.

L’ultima vittoria del quadrifoglio risale al GP di Spagna del 1951 con Juan Manuel Fangio sulla 159. La pole più recente resta quella di Andrea de Cesaris nel 1982 con la 182 che era partita davanti a tutti nel GP degli Usa a Long Beach. Parliamo di un marchio che in F.1 deve guardare al suo trapassato remoto (mentre i successi nel turismo con le 155 e 156 sono stati molto più recenti).

Eppure c’è un rituale, una sorta di liturgia per toccare nel profondo la… fede degli alfisti che sono sparsi nel mondo. E sono tanti, pronti a uscire allo scoperto dopo anni di vero oscurantismo. Bene ha fatto Marchionne a separare il ruolo della Casa di Arese che lancia una partnership tecnico-commerciale pluriennale con la Sauber, da quello della Ferrari, sebbene Sergio abbia in testa entrambi i cappelli.

L’Alfa Romeo porterà risorse alla squadra svizzera diventando il prestigioso title sponsor, mentre la Ferrari fornirà tecnologia (power unit 2018, cambio e sospensione posteriore) e, giustamente, pretenderà di essere pagata.

Marchionne, insomma, da una mano dà e dall’altra… prende. Anche perché il ritorno dell’Alfa Romeo in Formula 1 non è proprio piaciuto ai suoi uomini di Maranello, sebbene il team di Hinwil dovrebbe essere visto come una sorta di junior team, un po’ come la Red Bull Racing ha fatto con la Toro Rosso.

Se la scritta Santander sulla SF70H può valere una quarantina di milioni di euro all’anno, ci si può fare un’idea che un conto è l’investimento sulla Ferrari che ha lottato per il titolo con la Mercedes e un altro sponsorizzare la Sauber, fanalino di coda dello schieramento. È pensabile, quindi, che al team elvetico venga girata una percentuale del budget annuale di pubblicità dell’Alfa Romeo.

Con un costo di accesso al Circus molto basso, l’Alfa Romeo si assicura una visibilità mondiale del marchio che sarà straordinaria, ma l’investimento in soldoni pare che non basti a coprire anche il secondo giovane piloti della FDA, per cui Antonio Giovinazzi potrebbe restare in lista di… attesa (come terzo pilota?), mentre Charles Leclerc si era già garantito il volante Sauber per il 2018.

Per il monegasco, fresco campione della Formula 2, la squadra del Cavallino aveva già concesso uno sconto sulla fornitura di motore e trasmissione, per cui le trattative sui piloti marciano su piani separati. È molto probabile che Pascal Picci, presidente di Sauber Holding AG, sabato annunci Marcus Ericsson come seconda pilota accanto a Leclerc.

Longbow Finance S.A., la società che ha il controllo delle quote Sauber, finché avrà la maggioranza vorrà garantire l’appoggio dei soci svedesi a Ericsson, ma non è detto che l’operazione Alfa Romeo non possa essere implementata in step successivi.

Sergio Marchionne non crede nell’elettrificazione delle auto a breve termine e, in controtendenza con i grandi Costruttori tedeschi, punta sull’ibrido. La tecnologia dell’ERS dovrà avere quanto prima una ricaduta dalla F.1 alla… Giulia, per proporre sul mercato un prodotto che possa essere compatibile con il sentimento sempre più ecologico della gente. La sfida è capire in quanto tempo si passerà dalle parole ai fatti. E si capirà, quindi, come mai il presidente della Ferrari abbia minacciato l’uscita dalla Formula 1 se i motori del 2021 dovessero snaturare la natura ibrida delle power unit.

Il matrimonio dell’Alfa Romeo con la Sauber testimonia che non c’è alcuna volontà di uscire dal Circus, visto che il brand milanese “…potrà beneficiare dello scambio tecnico e strategico con un partner di esperienza indiscussa come Sauber F1 Team”, una struttura che dispone di una delle gallerie del vento più invidiate del Circus.

Non capiamo come gli ingeneri e i tecnici del Biscione possano “…ulteriormente ampliare la loro esperienza portando al Sauber F1 Team competenze tecniche di assoluta avanguardia”. Ma questo Marchionne, probabilmente, ce lo racconterà sabato…

 

 

 

 

 

 

 

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Riguardo questo articolo

Serie Formula 1
Piloti Marcus Ericsson , Antonio Giovinazzi , Charles Leclerc
Team Sauber
Autore Franco Nugnes