Vai al contenuto principale

Consigliato per te

F1 | Rammarico Leclerc: "Sono felice per Lewis e il team, ma vado a casa deluso. Tocca a me fare un passo avanti"

Formula 1
Barcellona
F1 | Rammarico Leclerc: "Sono felice per Lewis e il team, ma vado a casa deluso. Tocca a me fare un passo avanti"

F1 | Wolff durissimo: "Oggi abbiamo perso due volte: male l'affidabilità e anche la strategia"

Formula 1
Barcellona
F1 | Wolff durissimo: "Oggi abbiamo perso due volte: male l'affidabilità e anche la strategia"

F1 | Vasseur: "Non eravamo scarsi 2 gare fa, non siamo campioni del mondo oggi. Terremo lo stesso approccio di sempre"

Formula 1
Barcellona
F1 | Vasseur: "Non eravamo scarsi 2 gare fa, non siamo campioni del mondo oggi. Terremo lo stesso approccio di sempre"

F1 | Hamilton: "Ora capisco cosa vuol dire vincere con la Ferrari. Il titolo? Non è finita qui"

Formula 1
Barcellona
F1 | Hamilton: "Ora capisco cosa vuol dire vincere con la Ferrari. Il titolo? Non è finita qui"

F1 | Hamilton da sogno: vince la prima gara con la Ferrari a Barcellona davanti a Russell. Antonelli ritirato

Formula 1
Barcellona
F1 | Hamilton da sogno: vince la prima gara con la Ferrari a Barcellona davanti a Russell. Antonelli ritirato

WEC | Toyota beffa BMW e Cadillac centrando la sesta vittoria alla 24h di Le Mans

WEC
24h di Le Mans
WEC | Toyota beffa BMW e Cadillac centrando la sesta vittoria alla 24h di Le Mans

WEC | Le Mans, 22a Ora: Toyota mette la freccia

WEC
24h di Le Mans
WEC | Le Mans, 22a Ora: Toyota mette la freccia

LIVE Formula 1 | Gran Premio di Barcellona, Gara

Formula 1
Barcellona
LIVE Formula 1 | Gran Premio di Barcellona, Gara

Panel F1: la McLaren avrebbe dovuto vincere il GP del Giappone?

Persino la McLaren non negherà che Max Verstappen ha vinto a Suzuka con una vettura più lenta rispetto ai due piloti che hanno terminato la gara subito dietro di lui. Ma il team Papaya ha davvero ottenuto il massimo domenica? Il nostro gruppo internazionale di redattori ci offre il suo parere.

Lando Norris, McLaren, Oscar Piastri, McLaren, Max Verstappen, Red Bull Racing

Si dice spesso che Max Verstappen abbia bisogno di un compagno di squadra forte che lo sostenga durante le gare. Con la McLaren che ha due piloti in grado di lottare in testa, dovrebbe essere in grado di superare la Red Bull ed il suo leader con la strategia.

Ma questa è solo teoria. In pratica, non sempre funziona, come ha dimostrato il GP del Giappone: nonostante il vantaggio sul passo delle McLaren, Verstappen è riuscito a mantenere la testa della corsa per tutti i 53 giri, trasformando la sua prestazione in qualifica nella prima vittoria del 2025.

Ma la domanda è: la McLaren avrebbe povuto prevalere?

La McLaren ha avuto due momenti per essere più aggressiva

"Questa gara è stata persa sabato", è stata la principale conclusione che la McLaren ha tratto dopo il Gran Premio del Giappone. E sì, il vantaggio dell'aria libera è stato un fattore importante nella vittoria di Max Verstappen, visto che i sorpassi si sono rivelati quasi impossibili a Suzuka.

Ma per quanto importanti siano state le qualifiche, la McLaren aveva ancora 53 giri a disposizione domenica per rimettere le cose a posto dopo aver mancato la pole. Andrea Stella ha sottolineato che il team papaya aveva un paio di decimi di vantaggio su Verstappen in termini di ritmo di gara puro. Ciò significa che la McLaren aveva due opzioni per questa gara: andare sul sicuro ed accettare il doppio podio dietro a Verstappen, o almeno tentare qualcosa, non giocando d'azzardo, ma in un modo che non avrebbe danneggiato il punteggio del campionato costruttori.

Max Verstappen, Red Bull Racing

Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images

Quest'ultima opzione sembrava possibile in due modi. In primo luogo, attraverso la strategia, come suggerito da Norris. Stella aveva ragione a dire che un undercut sarebbe stato troppo rischioso, sia per la minaccia di una safety car sia per la perdita di posizione in pista. Ma come ha dimostrato Antonelli, un overcut avrebbe potuto essere un'arma, soprattutto con la velocità della McLaren. I dati post-gara suggeriscono che, anche se non avesse funzionato, Norris avrebbe probabilmente perso solo la posizione a favore di Piastri, quindi non ci sarebbe stato alcun danno per la squadra.

La seconda possibilità è stata quella di scambiare le posizioni verso la fine per dare a Piastri almeno la possibilità di superare Verstappen. Sì, Stella ha parlato della necessità di un delta di sette o otto decimi e del fatto che Piastri non avesse tutto questo ritmo, ma perché non provarci? Bastava dare a Piastri cinque o dieci giri per attaccare con regole chiare e, se non funzionava, scambiarli di nuovo. Anche se il risultato finale sarebbe stato lo stesso, resta la sensazione che la McLaren avrebbe potuto essere almeno un po' più aggressiva.

- Ronald Vording

C'era solo una stretta finestra per fare qualcosa

La vittoria di Verstappen è stata il coronamento di un weekend magico o un'occasione mancata per la McLaren con la vettura più veloce sulla griglia? La verità sta nel mezzo, ma la domanda apre la porta a una considerazione più ampia.

Le opportunità per Max tendono ad emergere quando i piloti McLaren non riescono a sbloccare il pieno potenziale della MCL39 e a metterlo insieme, come è successo in qualifica. Per battere questa McLaren è necessaria un'esecuzione impeccabile, e non è un caso che Andrea Stella abbia descritto il giro della pole di Max come "quasi perfetto". È lì che Verstappen ha posto le basi per la sua vittoria.

Lando Norris, McLaren, Max Verstappen, Red Bull Racing

Lando Norris, McLaren, Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Steven Tee / Motorsport Images

La McLaren aveva una reale possibilità di ribaltare la gara e battere Max? Piccola, ma sì. Alla fine del 20° giro, c'era una finestra ristretta per effettuare il pit-stop e tentare di scalzare Verstappen. Il margine era ridotto, l'esecuzione doveva essere perfetta e anche in questo caso il successo non era garantito.

Ma è proprio questo il punto. Aspettare solo un altro giro, come abbiamo visto, ha di fatto annullato le loro possibilità. Quel momento era l'unica vera possibilità di battere Verstappen su una pista dove i sorpassi sono quasi impossibili a meno che non si abbia un vantaggio di sette o otto decimi al giro. Sarebbe stata una scommessa, un'occasione remota che poteva cambiare il risultato. Ma valeva la pena rischiare?

Sì, se l'obiettivo era quello di puntare alla vittoria. No, se la priorità era quella di rimanere "corretti" con entrambi i piloti in questa fase della stagione e garantire pari opportunità nella lotta per il titolo. Ecco perché Piastri è stato chiamato per primo, per minimizzare i rischi ed assicurarsi almeno un podio, anche se non c'erano rischi immediati.

La McLaren ha perso un'occasione? Avrebbero potuto fare qualcosa di diverso? Probabilmente sì. Ma non è questo il punto principale. Ciò che ha definito la loro strategia è stato il loro approccio, che ha fatto la differenza.

- Gianluca d'Alessandro

Solo col senno di poi

Dopo il Gran Premio del Giappone, Christian Horner della Red Bull ha suggerito che l'undercut è stato "ragionevolmente potente" a Suzuka, e che Lando Norris avrebbe potuto trarre vantaggio da una sosta un giro prima rispetto a Max Verstappen. Secondo Horner, il problema della McLaren è la sua politica di riservare lo stesso trattamento a entrambi i piloti: il pit stop del terzo classificato Piastri, il giro prima che Verstappen, Norris e Charles Leclerc si fermassero, ha impedito il tentativo di undercut.

Lando Norris, McLaren, Andrea Stella, McLaren

Lando Norris, McLaren, Andrea Stella, McLaren

Foto di: Clive Rose / Getty Images

C'è più di un gioco di prestigio qui: Horner si diverte a prendere in giro i suoi rivali. Con il senno di poi, la McLaren avrebbe potuto dividere la sua strategia, facendo rientrare un pilota relativamente presto per tentare un undercut su Verstappen, lasciando all'altro il compito di "andare lungo" e tentare un overcut.

Ma questo presuppone che la Red Bull l'avrebbe seguita e, dato che non ha abboccato quando la McLaren ha cercato di bluffare dicendo che avrebbe fatto rientrare Norris in anticipo, non è affatto scontato. La McLaren che si fosse fermata in anticipo sarebbe probabilmente rimasta imbottigliata nel traffico, bruciando di fatto la propria gara.

Questo avrebbe sicuramente causato un problema di relazioni diplomatiche e avrebbe danneggiato il bottino di punti della McLaren per il costruttori. I vantaggi erano davvero pochi per bilanciare il rischio.

Infatti, i dati forniti dal partner di Motorsport.com, PACETEQ, indicano che l'undercut non era poi così potente. Un overcut avrebbe potuto funzionare, ma il caso definitivo è stato fornito dalla Mercedes: George Russell e Kimi Antonelli hanno effettuato il pit stop a 12 giri di distanza l'uno dall'altro e Antonelli è stato il più veloce dei due nello stint finale. Le estrapolazioni dai long run del venerdì indicano che Norris avrebbe potuto percorrere altri 12 giri con il primo treno di gomme senza rischiare di essere scalzato da Leclerc o Russell.

Ma, naturalmente, la sfera di cristallo non è una dotazione standard del muretto dei box. Quando la McLaren ha deciso di far rientrare Norris ai box, il banco di prova della Mercedes si trovava ancora el futuro.

E naturalmente, anche se la McLaren avesse rischiato su un overcut, Norris avrebbe comunque dovuto superare Verstappen in pista: difficile a Suzuka, anche con un vantaggio in termini di pneumatici. E ancora più difficile, vista la propensione di Max alla "fisicità" quando si tratta di battagliare in pista.

Quindi, qual è il punto? Con 21 Gran Premi e cinque sprint ancora da disputare, la McLaren può permettersi di giocare a lungo termine e di non rischiare in gare come questa.

- Stuart Codling

La McLaren non poteva permettersi il lusso di giocare d'azzardo

A dire il vero, non capisco nemmeno questo dibattito. La McLaren ha perso il Gran Premio del Giappone nelle qualifiche di sabato. In parte a causa di un piccolo errore di Lando Norris nella chicane, ma soprattutto per il fatto che Max Verstappen rimane il pilota di spicco sulla griglia di partenza della Formula 1 di oggi.

Lando Norris, McLaren, Max Verstappen, Red Bull Racing

Lando Norris, McLaren, Max Verstappen, Red Bull Racing

Foto di: Clive Mason/Getty Images

Non credo che Oscar Piastri sia stato davvero più veloce di Norris, anche se i suoi messaggi radio possono aver suggerito il contrario. Certo, avrebbero potuto scambiarsi le posizioni per un po', per vedere se fosse davvero in grado di farlo. Ma Piastri non sarebbe mai riuscito a passare Verstappen e alla fine si sarebbero scambiati di nuovo le posizioni, con Norris che sarebbe arrivato comunque secondo.

Anche il dibattito sulle strategie di undercut o overcut è inutile. Se la McLaren avesse fatto rientrare Norris prima per un undercut, avrebbe potuto lasciare Piastri esposto agli attacchi di Leclerc e Russell. Questo approccio semplicemente non è in linea con la filosofia della squadra, che privilegia il miglior risultato possibile per il team prima di considerare il campionato piloti.

E il fatto che Kimi Antonelli non abbia perso posizioni con il suo overcut non significa che fosse la strategia più veloce. Non lo era, era quella più lenta. La Mercedes poteva permettersi di giocare d'azzardo, sperando nella pioggia o in una safety car, perché Antonelli aveva un distacco sufficiente dietro di sé per non perdere la posizione in pista. Il duo McLaren non poteva permettersi questo lusso.

- Christian Nimmervoll

Articolo precedente F1 | V10: se ne parla in Bahrain, ma la maggioranza vuole anche il KERS
Prossimo Articolo F1 | Per Vasseur il mondiale 2025 si deciderà in qualifica, ma sarà così?

Top Comments

Ultime notizie