Norris replica a Max: "Non gli piace la nuova F1? Può ritirarsi, nessuno lo obbliga a restare"
Le parole di Verstappen sui nuovi regolamenti, schiette e dritte al punto, hanno fatto parlare nel paddock di Sakhir. Dall'altra parte, Norris ha difeso il nuovo ciclo tecnico che sta muovendo i primi passi, suggerendo che nessuno obbliga Max a rimanere in una F1 che non gli piace e che può pensare al ritiro andando in altre categorie.
Due ore dopo la tuonante conferenza stampa andata in scena ieri sera sul circuito di Sakhir, è arrivata la replica di Norris. Un’opinione rispettabile (come quella di Verstappen), con passaggi più che condivisibili ed altri un pò forzati, proprio come nel caso di Max.
Lando difende il nuovo ciclo tecnico che sta muovendo i primi passi, ma soprattutto replica alla minaccia di un potenziale ritiro lanciata da Verstappen. Il leader della Red Bull ha criticato duramente il feeling che prova alla guida di questa generazione di monoposto, arrivando a prospettare anche l’ipotesi di guardare altrove (nel mondo endurance) qualora le cose non dovessero migliorare.
“Molto divertente, mi è piaciuto molto – ha commentato Norris riferendosi a Verstappen - se vuole ritirarsi, può farlo. La Formula 1 si evolve costantemente, a volte il feeling di guida migliora, altre no. Veniamo pagati una cifra spropositata per guidare, quindi non credo che siamo nella posizione di lamentarci. E poi, ogni pilota è libero di poter cercare qualcos'altro da fare, nessuno ci obbliga ad essere qui. In questo momento siamo davanti ad una sfida, che personalmente trovo molto bella, sia nel ruolo di pilota che per gli ingegneri. Bisogna guidare in modo diverso, capire e gestire molto aspetti in maniera diversa, ma siamo comunque alla guida di una monoposto, giriamo il mondo e ci divertiamo. Quindi, no, non ho nulla di cui lamentarmi”.
Max Verstappen, Red Bull Racing
Foto di: AG Photo
Le critiche di Verstappen sono state indirizzate verso un punto preciso: il feeling di guida. Max ha puntato il dito contro la gestione dell’energia, diventata un parametro chiave per la performance, anche in qualifica: “Dovremo ricorrere al ‘lift-and-coast’ anche nel giro veloce, e questo aspetto non è da Formula 1”. È su questo punto che Norris ha sorpreso: “Non facciamo nessun lift-and-coast, neanche in modalità gara”. Una dichiarazione apparsa come una forzatura, ma probabilmente l’obiettivo di Lando era bilanciare le critiche di Verstappen. È certo che le sue parole rappresentano ossigeno per Liberty Media e soprattutto per la FIA, finita nel mirino per le osservazioni di Max.
“Se la McLaren non deve ricorrere al lift-and-coast allora il mondiale è finito!”, ha ironizzato qualche addetto ai lavori nel paddock, ma le parole di Norris contengono anche un messaggio più ampio. Se c’è una dote che ha sempre contraddistinto la Formula 1, ed in particolare quella attuale, è la capacità di identificare e risolvere problemi ad una velocità inimmaginabile in altri settori. Questa nuova generazione di monoposto è agli inizi del suo percorso: ciò che oggi appare come un limite strutturale potrebbe essere corretto o almeno ridimensionato con il progredire della stagione.
Verstappen ha parlato “alla Max”, poca diplomazia e dritto al punto. Un atteggiamento apprezzabile, sia per la sincerità sia per la volontà di metterci la faccia, come sempre. L’unico aspetto che stona è forse la tempistica. Il regolamento 2026 potrebbe rivelarsi un fallimento, così come potrebbe limare progressivamente le sue criticità fino a raggiungere un equilibrio accettabile. Tra qualche mese le parole di Verstappen saranno giudicate come profetiche o, al contrario, premature.
Quello, però, che nessuno in Formula 1 si augura, è che Max decida davvero di cambiare aria. Sarebbe un bel vantaggio per Lando e gli altri 20 piloti in griglia, che si ritroverebbero senza l’avversario più temibile. Ma non sarebbe certo una buona notizia per gli appassionati di questo sport.
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