Norris: "Imparare da Ricciardo è un'ottima opportunità"

Il pilota della McLaren si appresta ad iniziare la sua terza stagione in Formula 1, ma sa di dover migliorare ancora in diversi aspetti, per questo crede che avere un compagno esperto come Ricciardo sia un'occasione da sfruttare.

Norris: "Imparare da Ricciardo è un'ottima opportunità"

Il 2021 sarà un passaggio cruciale nella carriera di Lando Norris. All’esordio scintillante del 2019 ha fatto seguito una stagione 2020 in cui le cose non sono sempre andate come il ventunenne di Bristol avrebbe voluto, soprattutto nel confronto interno con Carlos Sainz.

La posta in palio è alta, perché questo Mondiale dirà se Norris può essere inserito di diritto nella nidiata di piloti di talento arrivati di recente in Formula 1 (insieme a George Russell e Charles Leclerc) o se nel caso di Lando bisognerà trovare una collocazione differente. Norris è, senza alcun dubbio, un pilota che merita di essere in Formula 1, ma ci sono tanti modi di vivere il Circus, e Lando spera di poter entrare nell’ambito gruppo di chi viene considerato un potenziale campione del Mondo.

Per riuscirci avrà bisogno di un 2021 importante, che nel suo caso è fortemente incentrato nel confronto con il suo nuovo compagno di squadra, Daniel Ricciardo. Poi ci saranno anche gli obiettivi che dipenderanno dal potenziale della nuova monoposto che i due piloti della McLaren hanno svelato oggi a Woking, ma questa è un’altra storia. Ora l’attenzione e le energie sono tutte focalizzate sulla migliore preparazione alla stagione ormai alle porte, con la minaccia del Covid ormai alle spalle dopo la quarantena forzata a Dubai.

Iniziamo dalla brutta avventura del Covid. Come è andata?
“Fortunatamente nel mio caso non è stata una forma molto aggressiva. Inizialmente i sintomi si sono manifestati con assenza di sapore ed odore, successivamente è arrivata una forma di stanchezza che è durata un paio di settimane, poi tutto è tornato alla normalità. Il disagio maggiore è stato l’isolamento, che ha comportato l’impossibilità di allenarmi al di là di pochi esercizi che riuscivo a fare nella mia stanza. Quando sono riuscito a tornare in Inghilterra ho ritrovato la mia bici e il mio tapis roulant, e soprattutto ho potuto riprendere gli allenamenti”.

Un anno fa alla vigilia alla vigilia della stagione avevi degli obiettivi chiari sugli aspetti che avresti dovuto migliorare, ma i risultati non sono stati tutti dalla tua parte. Hai riflettuto in merito a cosa non ha funzionato? Soprattutto in vista del confronto con un pilota come Ricciardo…
“Ho trascorso del tempo qui in McLaren con l’obiettivo di valutare nel miglior modo possibile alcuni aspetti della scorsa stagione. Ci sono stati alti e bassi, il finale di Abu Dhabi, ad esempio, è stato la conclusione perfetta, credo di aver disputato un ottimo weekend. C’è stato però anche un momento difficile a metà stagione, soprattutto per quanto riguarda la performance in qualifica, difficoltà legate alla mancanza di fiducia nella monoposto e probabilmente anche nelle scelte di assetto. Gli sviluppi introdotti durante la stagione hanno comportato un cambiamento di guida, dettagli, ma che fanno la differenza, e questo ha complicato le cose. Nella parte finale del campionato le cose sono tornate ad essermi più chiare, è riapparsa la fiducia e con essa la sensazione che serve per dare il massimo. Sto lavorando su tanti piccoli aspetti, perché ho capito la loro importanza, alcune cose le provo al simulatore e ho fatto anche un test con una Formula 3 qualche giorno fa per alcune risposte che cercavo. Nel complesso credo di essere nuovamente molto fiducioso, l’obiettivo è sapere cosa voglio quando sono in macchina e saperlo trasmettere ai miei ingegneri. Lavoreremo con un po' più di armonia, e questo aiuterà ad ottenere migliori prestazioni sia da parte mia che da parte della squadra”.

Ti sei sentito spesso con Daniel durante la pausa? È un pilota con cui avevi dei rapporti prima del suo arrivo in McLaren?
“I contatti che ho avuto con Daniel prima del suo arrivo in McLaren sono stati pochissimi, probabilmente limitati a quando ci siamo ritrovati alle conferenze stampa o nel paddock nel momento delle interviste. Poi è capitato raramente di sentirci via-messaggi o al telefono. Ma era accaduto lo stesso con Carlos, non gli avevo mai parlato prima del suo arrivo in McLaren, e di fatto ci siamo conosciuti in occasione del primo incontro all’MTC. Daniel lo conosco un po' di più avendo già corso due anni in Formula 1, ma ci si comincia a frequentare davvero quando inizia la stagione, in giornate come questa che trascorriamo insieme qui nella sede del team”.

In generale, credi che per te sia una buona opportunità affrontare un confronto con un nuovo compagno di squadra come Daniel?
“Assolutamente si, credo sia un’ottima opportunità. Sappiamo che Daniel è un pilota che ha vinto dei Gran Premi, dimostrando molto nel suo percorso in Formula 1 e confermando di non avere punti deboli.  Quindi per me è una chance che mi consentirà di poter osservare ed imparare da un compagno nuovo, che potrebbe avere un approccio differente sul lavoro mostrandomi qualcosa che non ho mai preso in considerazione. In Formula 3 o in Formula 4 a volte hai tre o quattro compagni di squadra, quindi puoi lavorare con molte persone differenti, ma quando arrivi in Formula 2, e successivamente in Formula 1, condividi il box con un solo compagno, e dopo un po' ci si conosce bene, non ci sono sempre aspetti nuovi. Per cambiare le cose e conoscere qualcuno di diverso le occasioni non solo poi molte, ma quest’anno per me ci sarà e la reputo un’opportunità interessante”.

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Ti sei posto degli obiettivi? Ti aiuterà la spinta di Daniel?
“È difficile saperlo, questa settimana avremo il primo shakedown ed inizierò a farmi un’idea. Osserverò bene Daniel, imparando da lui, imparando dai suoi feedback, ma qualcosa sono già riuscito a coglierla sul simulatore. In termini di ‘come e dove’ Daniel potrà spingermi a migliorare…non so, fino a quando non saremo nei test e nel primo weekend di gara non so rispondere, poiché è lì che alla fine tutto prende vita e le persone mostrano il loro vero potenziale. In merito agli obiettivi, voglio iniziare come ho concluso lo scorso anno, perché le cose sono andate bene in termini di guida e di lavoro con i miei ingegneri, senza fare affidamento sull’altra parte del box, ma andando avanti per la nostra strada. Voglio iniziare bene”.

Sei molto vicino ad Alex Albon, e hai visto quanto può essere crudele a volte il mondo della Formula 1. Che idea ti sei fatto?
“Siamo buoni amici, andiamo molto d'accordo e parliamo spesso e a lungo. Ma non ho voluto spingere su questo punto, intendo quanto gli è accaduto con le decisioni della Red Bull, mi dispiace un po' perché so che è un ottimo pilota. La sua vicenda evidenzia quanto sia dura la Formula 1, puoi essere un pilota estremamente bravo e battere tutti quelli contro cui hai corso in altre categorie, ma se arrivi in ​​Formula 1 e non fila tutto nel modo migliore può diventare tutto molto crudele, con le porte che si chiudono con la stessa velocità con cui poco tempo prima si erano aperte. Non ho molto altro da dire.  Ho un’ottima opinione di Alex, lo rispetto molto, ed è un peccato che al momento non abbia un volante, ma sono sicuro che saprà trovare il modo per tornare in Formula 1”.

È un approccio diverso quello di Lando Norris rispetto alle due precedenti stagioni?
“È sempre un po' diverso. La mia seconda stagione in Formula 1 è stata molto diversa rispetto alla prima, perché quando sei all’esordio la crescita è continua, e non potrebbe essere altrimenti.  Ti avvicini a un mondo completamente nuovo, ed apprendi in ogni momento. Quest'anno è più simile a dodici mesi fa’, non c'è niente in sé di inedito, ma si cerca di lavorare sui dettagli, e questo credo che sia un processo che non si esaurisce mai, c’è sempre qualcosa da migliorare. Credo che alla fine l’obiettivo di tutti i piloti, al di là dei risultati, sia quello di essere felici e soddisfatti del lavoro fatto, e spero di poterlo essere alla fine di questa stagione”.

Daniel Ricciardo, Lando Norris, McLaren MCL35M
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