MotorLegendFestival: Ickx è tornato a guidare la 312B dopo 48 anni!

Il campione belga ha girato a Imola sulla 312B di Paolo Barilla con la quale si era classificato al secondo posto nel mondiale 1970 di F1: "Io gli anni passati me li sento tutti, mentre... lei che è rimasta la stessa. Non è cambiata in niente".

MotorLegendFestival: Ickx è tornato a guidare la 312B dopo 48 anni!
Jacky Ickx, Ferrari 312 B
Jacky Ickx, Ferrari 312 B
Jacky Ickx, Ferrari 312 B
Jacky Ickx
Jacky Ickx, Ferrari 312 B
Jacky Ickx
Jacky Ickx, Ferrari 312 B
Ferrari 312 B
Ferrari 312 B
Ferrari 312 B
Jacky Ickx, Ferrari 312B
Ferrari 312 B
Ferrari 312 B

Sono trascorsi quarantotto anni, eppure Jacky Ickx a Imola ha vissuto delle emozioni come se fosse ieri: il campione belga, ormai 73enne, è tornato al volante della Ferrari 312B, la Rossa con la quale aveva vinto tre GP nel 1970 conquistando il secondo posto nel mondiale piloti di F.1: “Avevo concluso a cinque punti da Rindt – ricorda Jacky – ma è stato giusto che il mondiale sia andato postumo a Jochen che è morto nelle qualifiche di Monza. Fino alla tragedia si era rivelato nettamente superiore a tutti per cui era giusto che nessuno usurpasse il suo titolo”. Chapeau, tanto per cominciare…

Ickx è un campione a tutto tondo che ha vinto relativamente poco in F.1 (8 GP su 118 presenze con 13 pole), ma si è affermato su ogni tipo di vettura che è stato chiamato a guidare: ha vinto i mondiali Endurance con la Ferrari e la Porsche, si è aggiudicato sei 24 Ore di Le Mans, ma si è aggiudicato anche la Parigi-Dakar, senza dimenticare il titolo Can-Am, piuttosto che il campionato Europeo Turismo. Insomma un eclettico che ha saputo imporsi nelle categorie più svariate…

“Una volta si correva ogni domenica: con la Ferrari avevo gareggiato in F.1 e nel mondiale Prototipi con la 312PB che usava lo stesso 12 cilindri boxer della Rossa da GP, mentre oggi c’è una specializzazione estrema per cui è impossibile seguire categorie che sono molto diverse”.

Il MotorLegendFestival è stato il teatro di questa magica rentrée all’Enzo e Dino Ferrari. EPaolo Barilla ha chiuso il cerchio di un sogno giovanile: ha comprato e restaurato la Ferrari 312B ed è riuscito a farla guidare a quello che era uno dei suoi idoli quando era ragazzo.

“Ho cominciato a seguire la F.1 proprio nel 1970 ed ero rimasto affascinato dalla 312B – spiega Barilla – a mio padre, che conosceva bene Enzo Ferrari, avevo chiesto se fosse stato possibile avere un volante di quella monoposto da appendere nella mia cameretta. Per sei, sette mesi non successe niente, poi ricevetti il volante ed era firmato da Jacky. Ce l’ho ancora e lo tengo gelosamente come uno dei cimeli a cui tengo di più”.

La storia della 312B la conoscono in molti perché l’ex pilota parmense della Minardi l’ha resa nota grazie a un docu-film che è già diventato un cult richiestissimo. L’epilogo del lungometraggio è stato il precipitoso ritiro al GP di Monaco storico per un problema di pescaggio del carburante: “Torno a Monte Carlo quest’anno contando di poter disporre di tutta la potenza di questo meraviglioso 12 cilindri piatto – prosegue Barilla – e qui a Imola abbiamo potuto constatare che finalmente è tutto a posto”.

Jacky Ickx l’ha potuto scoprire in prima persona: “Ero emozionato quando in abiti borghesi mi sono calato dentro l’abitacolo – rivela il belga – perché a distanza di quasi mezzo secolo mi sono ritrovato con le stesse sensazioni di un tempo. È stata una sensazione strana, profonda. Difficile da raccontare con delle parole, ma per un attimo è stato come se il tempo non fosse mai passato”.

“Pierino la peste”, come era stato soprannominato dal direttore di Autosprint dell’epoca, Marcello Sabbatini, ha indossato casco (il tradizionale blu scuro con una riga bianca) e tuta pronto a infilarsi nell’abitacolo della Rossa: “Si guidava in una posizione molto distesa – racconta Jacky – e l’ho trovata perfetta anche oggi”.

Paolo Barilla ha effettuato un giro di shakedown, prima di cedere la 312B numero 4 al belga che ha lasciato la pit lane mettendosi nella scia di Riccardo Patrese con la Brabham BT49-Cosworth.

Del resto è il momento delle celebrità al MotorLegendFestival e il ruggito del 12 cilindri boxer lacera il silenzio (e subito i soliti “rompi” che abitano ai lati del tracciato si sono lamentati del rumore, non capendo che si trattava di… musica): Ickx parte dalla corsia dei box con la delicatezza di un campione e si goda i tre giri che gli vengono concessi.

Quando rientra in corsia resta nell’abitacolo per assaporare fino in fondo quel deja vu: “Ho vissuto emozioni nettamente superiori a quelle che mi potessi aspettare. E’ stata una sensazione bellissima e intensa risentire il suono del 12 cilindri boxer dietro alla schiena”.

Come se i quarantotto anni non fossero mai trascorsi: “Non scherziamo, io gli anni passati me li sento tutti – ride Jacky – mentre è… lei che è rimasta la stessa. Non è cambiata in niente. Oggi era proprio come la ricordavo. Barilla e l’ingegner Forghieri hanno fatto un grosso lavoro…”.

“E’ bellissimo essere all’Enzo e Dino Ferrari con la 312B in un evento che ripropone l’essenza delle corse che è la passione. Io ho avuto la fortuna e il privilegio di viverla da pilota, ma la passione per le corse deve essere condivisa con tutti gli appassionati che sentono le stesse emozioni”.

Parole sante, monsieur Ickx…

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