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Formula 1 GP di Russia
Mercedes: ecco come si "costruisce" la fortuna a Sochi
L'inattesa doppietta nel GP di Russia della squdra di Brackley evidenzia come una situazione favorevole possa materializzarsi anche con una macchina meno veloce della Ferrari, ma con una tattica ben congegnata contando sul talento immenso di Hamilton.

Roberto Chinchero
Modificato: 29 set 2019, 16:29
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La Mercedes ha ottenuto a Sochi la doppietta più inaspettata del Mondiale 2019, un 1-2 arrivato al termine di una gara in cui per vincere c’era bisogno di un imprevisto.
La chance si è materializzata al giro numero 27, quando Sebastian Vettel ha parcheggiato la sua Ferrari all’esterno della curva 15, causando l’immediato regime di virtual safety car. Senza questo episodio il Gran Premio di Russia avrebbe avuto un altro epilogo, quindi sul verdetto finale la fortuna (o le circostanze) hanno avuto un peso cruciale.
Bisogna però dare atto alla Mercedes di essersi fatta trovare pronta a cogliere la chance, grazie alla decisione presa nelle qualifiche di sabato di prendere il via della corsa con gomme medie, una scelta che ha consentito a Hamilton e Bottas di farsi trovare pronti ad effettuare il loro pit-stop durante il congelamento della corsa, con il conseguente guadagno di 10 secondi (rispetto al tempo perso a gara aperta) che ha consentito a Hamilton di tornare in pista da leader.
Nel primo stint di gara Hamilton si è aperto più volte via-radio con il muretto box facendo intendere molto chiaramente che non riusciva a tenere il passo delle due Ferrari, ma per quanto Lewis abbia faticato molto nei primi 27 giri, il vantaggio che Leclerc ha accumulato nei suoi confronti fino al momento del pit-stop è stato di soli tre secondi.
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Gli ingegneri della Mercedes non avevano previsto quale distanza sarebbero riusciti a percorrere Lewis e Valtteri con le medie montate al via, ed erano pronti due opzioni, ovvero mescola hard (in caso di degrado eccessivo) o soft qualora giro dopo giro la gomme avessero mantenuto la performance.
A dare una mano alla Mercedes sono stati i riscontri forniti dagli altri team, che hanno ampiamente superato i primi 20 giri con le gomme ‘rosse’, e questo ha consentito di puntare su quella mescola per il secondo stint di gara.
Con le soft Hamilton, e soprattutto Bottas (poco a suo agio con le medie), sono riusciti a trovare una buona performance ed una costanza notevole, condizione che ha permesso al finlandese di non cedere all’assalto di Leclerc. A giocare a vantaggio di Valtteri è stata la performance nel terzo settore, un tratto che gli ha consentito di guadagnare il margine sufficiente per tenere a bada la Ferrari nel temutissimo primo settore.
“Ci sono stati tre giri in cui Charles era molto vicino – ha commentato Toto Wolff – ma Valtteri è stato in grado di resistere, e con l’avvicinarsi alla bandiera a scacchi le gomme della Ferrari hanno iniziato progressivamente a perdere performance, almeno questa è stata l’impressione. Ma Valtteri è stato perfetto, ha disputato una grandissima gara”.
“Non avevamo il pacchetto più veloce – ha concluso il team principale della Mercedes – ed in questi casi provi a sfruttare quello che hai a disposizione. La scelta di partire con gomme medie è stata una scelta maturata per avere una chance allungando il primo stint, ed è andata proprio così”.
Conto alla rovescia per Lewis
Grazie al nono successo stagionale, Hamilton ha portato a 73 i punti di vantaggio su Bottas, prenotando la festa per il sesto Mondiale nel Gran Premio del Messico. Un titolo iridato che inizia a diventare sempre più nitido, ed anche in questa stagione i numeri riflettono quanto dice la pista senza margine di dubbio.
Hamilton a Sochi è stato splendido in una qualifica in cui è riuscito a mettersi alle spalle Vettel, e micidiale anche in gara, visto il divario che ha messo tra sé e Bottas nel primo tiratissimo stint (ben 13 secondi), su una pista in cui il passato il finlandese era sempre stato più veloce di lui.
È ancora possibile meravigliarsi quando si parla di Lewis Hamilton? Si, e non tanto per le sue doti velocistiche che ormai sono diventate un undicesimo comandamento per gli appassionati di motorsport, quanto per la fame di questo campione che, a dispetto del tempo che passa, è sempre lo stesso ragazzo che esordì in Formula 1 nel 2007, mettendo subito in crisi Fernando Alonso.
Quella di oggi è stata una vittoria arrivata soprattutto grazie a circostanze favorevoli, ma Hamilton ha sempre spinto al massimo possibile, anche quando sembrava impossibile ambire a qualcosa in più di un comodo (in chiave Mondiale) terzo posto. La forza mostrata della Mercedes negli ultimi anni può prescindere dallo straordinario contributo che ha sempre garantito questo campione.
Toto Wolff e tutta la squadra hanno festeggiato una doppietta che lancia anche la Mercedes verso il sesto Mondiale (consecutivo). I 44 punti russi hanno portato a 162 il margine sulla Ferrari nella classifica Costruttori. Se tra due settimane a Suzuka (quando la W10 riceverà diversi update tecnici) il team campione del Mondo guadagnerà 14 punti sulla Scuderia, sarà già tempo di festeggiamenti.



















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