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Retroscena McLaren: nessun surriscaldamento, ma rottura degli scarichi!

La MCL33 non ha avuto guai di raffreddamento della power unit Renault, ma dei cedimenti agli scarichi che la McLaren ha dovuto realizzare in proprio perché non fanno parte della fornitura di Viry Chatillon. Ora c'è attesa per i prossimi test.

Fernando Alonso, McLaren MCL33
McLaren MCL33, dettaglio posteriore
Stoffel Vandoorne, McLaren MCL33
Fernando Alonso, McLaren MCL33
Stoffel Vandoorne, McLaren, Fernando Alonso, McLaren
Fernando Alonso, McLaren MCL33
Fernando Alonso, McLaren MCL33
Fernando Alonso, McLaren MCL33

Alla McLaren aspettano con grande curiosità la seconda sessione di test collettivi a Barcellona per verificare qual è la soglia di competitvità della MCL33, una monoposto che ha mostrato alcune soluzioni tecniche interessanti, ma anche dei problemi di gioventù che sono normali quando si cambia il fornitore di motori in pochissimo tempo.

A Woking sono tornati a casa con il sorriso nella consapevolezza di avere in mano un mezzo che non dovrebbe avere niente a che fare con le delusioni del 2017: Stoffel Vandoorne ha chiuso i primi quattro giorni di collaudi sul tracciato di Montmelò con il terzo tempo assoluto, ottenuto però con gomme Hypersoft, vale a dire la mescola più morbida nella gamma Pirelli, mentre Fernando Alonso si è accontentato della decima prestazione colta con pneumatici Supersoft.

La sensazione è che la McLaren abbia un po' cercato i tempi per dare morale alla squadra, nonostante alcuni guai che hanno afflitto la MCL33: prima il cedimento di un dado ruota nel posteriore mentre era alla guida lo spagnolo, poi la rottura degli scarichi hanno reso problematico lo sviluppo della nuova monoposto nata sotto la direzione tecnica di Tim Goss.

Avevamo notato che nell'ultimo giorno erano comparsi due Gurney flap a sbalzo degli sfoghi d'aria delle pance e ci eravamo interrogati come mai ,con temperature che non avevano superato i 14 gradi, la McLaren dovesse ricorrere a soluzioni utili a estrarre meglio il calore dalle fiancate.

I problemi non erano legati alle masse radianti della power unit Renault (che, anzi, erano state parzializzate con lo scotch), ma agli scarichi che si sono rotti producendo un surriscaldamento sotto al cofano motore che ha un po' cotto tutto quello che c'era intorno.

Va detto che gli scarichi non fanno parte della fornitura della power unit Renault, ma sono lasciati al disegno della squadra, mentre in precedenza, tanto Mercedes che Honda, hanno sempre fornito i terminali al team di Woking, per cui i tecnici della squadra si sono trovati per la prima volta nella condizione di affrontare la costruzione di questo importante elemento che, in precedenza, si limitavano solo a disegnare.

Sta di fatto anche dopo la "cottura" iniziale si sono registrati altri piccoli problemi (ci sarebbe  stata una perdita di tenuta fra i collettori) che hanno consigliato i tecnici a migliorare l'estrazione di aria calda dal cofano per evitare guai di affidabilità del motore che, dunque, non è mai stato tirato al limite. I guai sono stati individuati e, pare, risolti.

Ecco perché in McLaren c'è attesa per la sessione che inizierà martedì mattina in Catalunya...

 

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