McLaren: ecco perché a Woking inseguono Raikkonen al posto di Alonso

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McLaren: ecco perché a Woking inseguono Raikkonen al posto di Alonso
Roberto Chinchero
Di: Roberto Chinchero
29 giu 2018, 06:25

Kimi ha definito montature dei giornalisti l'offerta della McLaren, ma il team deve sostituire lo spagnolo con un pilota che abbia vinto un GP, per soddisfare i vincoli contrattuali con uno o più sponsor, e Raikkonen è l'unico sul mercato.

Kimi Raikkonen, Ferrari
Fernando Alonso, McLaren MCL33
Zak Brown, CEO McLaren Racing, in griglia
Fernando Alonso, McLaren MCL33
Fernando Alonso, McLaren
Kimi Raikkonen, Ferrari
Kimi Raikkonen, Ferrari, e Daniel Ricciardo, Red Bull Racing, scherzano nella conferenza stampa del giovedì
Kimi Raikkonen, Ferrari, e Daniel Ricciardo, Red Bull Racing, nella conferenza stampa del giovedì
Kimi Raikkonen, Ferrari, festeggia sul podio

È sempre più certo che Fernando Alonso lascerà la Formula 1 alla fine di questo Mondiale, a caccia del tassello mancante per la conquista di una tripla-corona tornata alla ribalta (dopo anni di profondo letargo) proprio grazie al pilota spagnolo.

L’uscita del Circus di Alonso ridurrà a 3 il numero dei campioni del Mondo al via della prossima stagione, e, soprattutto, solo a 6 i piloti che (con i dati attuali) hanno in archivio almeno una vittoria in un Gran Premio.

Per nulla casualmente sono i driver dei tre top-team, ovvero Mercedes, Ferrari e Red Bull. In questo calcolo è stata volutamente considerata la possibilità che Kimi Raikkonen possa ancora essere della partita, perché di questo si è parlato giovedì nel paddock del Red Bull Ring.

Iceman è ormai alle battute finali della sua storia ferrarista, ma chi gli è vicino testimonia una voglia di correre più viva che mai. Kimi potrebbe optare per un volante lontano dalla Formula 1, ma potrebbe anche decidere di spostarsi di qualche metro, ovvero pochi box più in là rispetto ad oggi. Sembra, infatti, che la McLaren abbia sondato la volontà di Kimi, cercando di capire quali siano le sue intenzioni per un futuro dietro l’angolo.

Raikkonen, ovviamente, nega tutto in pieno stile Kimi (“siete voi dei media che scrivete quello che volete”) però la McLaren molto meno. Ma la domanda che è sorta è relativa alle motivazioni che hanno portato il team inglese a contattare il finlandese.

C’è una coincidenza che forse aiuta a capire. Prima del fine settimana del GP di Francia la McLaren ha sondato la disponibilità di Ricciardo e Bottas, ufficialmente sul mercato. Un tentativo necessario, anche se l’obiettivo dei due piloti sembra essere quello di restare dove si trovano attualmente.

Conscia di avere poche chance, la McLaren ha poi pensato a Raikkonen. I tre piloti contattati sono tre dei sei driver che vantano una vittoria in almeno un Gran Premio, insieme ovviamente a Hamilton, Vettel e Verstappen, piloti che però non sono sul mercato.

Da qui il sospetto che il team britannico abbia una clausola con uno o più sponsor, in cui si impegna ad avere al via almeno un vincitore di Gran Premio. L’altra ipotesi, non meno accreditata, è che la squadra voglia assolutamente un pilota d’esperienza da affiancare al rookie Lando Norris, il cui futuro sembra ormai disegnato da tempo dal suo manager (personale) Zak Brown.

Da questa storia emergono due aspetti, entrambi difficilmente immaginabili solo qualche anno fa. Nel 2012 la griglia di partenza includeva 6 campioni del Mondo ed 11 vincitori di almeno un Gran Premio, poi il numero è progressivamente calato nonostante l’ingresso nell’illustre club di Daniel Ricciardo, Max Verstappen e Valtteri Bottas.

C’è una nuova generazione di conduttori che avanza, e curriculum con pagine ancora bianche tutte da scrivere, ma anche un numero molto ridotto di squadre che possono ambire anche solo ad una vittoria di tappa, e questo riduce drasticamente le chance di chi non guida una Ferrari, Mercedes e Red Bull.

Il secondo aspetto riguarda la McLaren. Il team che ha marchiato a fuoco vent’anni di Formula 1 è stato il sogno di tutti i piloti di almeno tre generazioni, ma le cose sono cambiate molto in poco tempo. Oggi la squadra fa fatica ad avere con se un pilota che abbia assaggiato anche solo una volta il gradino più alto del podio, ed il dopo Alonso si preannuncia tutt’altro che semplice.

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