McLaren: ci sono due misteri nella gara scialba di Vandoorne

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McLaren: ci sono due misteri nella gara scialba di Vandoorne
Franco Nugnes
Di: Franco Nugnes , Direttore Responsabile
29 mag 2018, 08:38

Stoffel ha chiuso il GP di Monaco al 14esimo posto a causa di un pit inspiegabilmente lungo e per il consumo delle gomme supersoft anomalo: pare che nel retrotreno ci fosse un problema alla sospensione già dalle qualifiche.

Stoffel Vandoorne, McLaren MCL33, pit stop
Stoffel Vandoorne, McLaren
Stoffel Vandoorne, McLaren MCL33
Stoffel Vandoorne, McLaren
Stoffel Vandoorne, McLaren
Stoffel Vandoorne, McLaren MCL33, precede Max Verstappen, Red Bull Racing RB14
Stoffel Vandoorne, McLaren MCL33, effettua un pit stop
Stoffel Vandoorne, McLaren MCL33
Stoffel Vandoorne, McLaren

Stoffel Vandoorne è come se fosse un elemento estraneo alla McLaren. La squadra diretta da Zak Brown è tutta polarizzata su Fernando Alonso: il due volte campione del mondo ha il diritto di scelta sulle nuove soluzioni che vengono portate in pista e il belga, molto professionale, non può che far buon viso a cattiva sorte.

Del resto la classifica iridata parla nettamente a favore di Fernando che è settimo nell’iride piloti avendo già messo in saccoccia 32 punti mondiali, (anche se a Monaco ha incassato il primo ritiro per il cedimento della trasmissione), mentre il bottino di Stoffel è molto più asfittico, perché bisogna cercarlo al 15esimo posto con 8 punti, fra i due piloti della Sauber, Charles Leclerc e Marcus Ericsson.

E nel Principato, dopo promettenti prove libere che lo avevano portato all’ottavo posto proprio davanti a Fernando, c’è stato un graduale peggioramento che si è concluso con il deludente 14esimo posto in gara, facendo quindi peggio della posizione in griglia di partenza, quando era 12esimo in una casella già non esaltante.

La McLaren, una volta di più, ha confermato che la MCL33 non è quel gran telaio che il team di Woking si era impegnato a magnificare l’anno scorso e su un tracciato come quello di Monaco, dove l’efficienza aerodinamica non conta, alla fine è sempre la terza squadra motorizzata Renault.

Fernando Alonso ha provato una nuova ala anteriore nelle libere del sabato che poi lo spagnolo ha scartato: ce n’erano due esemplari e sono stati riservati solo al “capitano”. Si può capire che Vandoorne, uno dei talenti inespressi del Circus, ci sia rimasto male perché trovandosi spesso in inferiorità tecnica rischia di finire nell’anonimato…

“Il primo stint è stato molto difficile - ha ammesso Vandoorne - Abbiamo iniziato la gara con le ultrasoft e l’idea era di allungare il run al massimo, ma non siamo riusciti a farlo, perché abbiamo avuto troppo degrado alle gomme posteriori. Avevamo la stessa strategia di Hulkenberg e avremmo dovuto finire dietro o anche davanti a lui. Sfortunatamente non ci siamo riusciti e nella seconda parte della gara siamo stati molto più veloci delle vetture davanti, ma il danno era già stato fatto”.

Hai perso anche del tempo prezioso al pit stop…
“Sì la sosta più lunga mi è costata diverse posizioni in pista. I meccanici avevano finito il cambio gomme, ma il semaforo verde non si è acceso e ho perso qualche secondo. Non so cosa sia successo…”.

Sei stato sacrificato per Fernando?
“Decisamente. Penso che avremmo dovuto fare il pit cinque giri prima considerata l’usura delle gomme. Fernando si è fermato un giro prima di me, quando il danno era già stato fatto. Deludente…”.

Ti aspettavi di più dalla McLaren dopo i test in Spagna?
“Sì, sicuramente. Abbiamo fatto un buon passo avanti a Barcellona e il test era andato bene anche per trovare la giusta direzione di sviluppo della nostra vettura. Non è stato bello finire senza punti qui”.

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Su questo articolo

Serie Formula 1
Evento GP di Monaco
Location Montecarlo
Piloti Stoffel Vandoorne
Team McLaren
Autore Franco Nugnes
Tipo di articolo Analisi