Martini Racing e l'attrazione fatale per la Formula 1

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Martini Racing e l'attrazione fatale per la Formula 1
Roberto Chinchero
Di: Roberto Chinchero
09 mar 2016, 10:24

Paolo Perego, Regional President di Bacardi Martini Europe, spiega qual è la strategia del marchio che è sponsor principale della Williams in Formula 1. I Gp nonostante tutte le critiche hanno un seguito che arriva a 800 milioni di persone.

Williams FW38
Felipe Massa, Williams e Valtteri Bottas, Williams
Felipe Massa, Williams e Valtteri Bottas, Williams
Felipe Massa, Williams con i giornalisti
Williams FW38 e la collezione Martini vintage
Manfredo Rossi di Montelera

Nella storica sede della Martini a Chieri, a pochi chilometri da Torino, si respira la storia. Non è solo il luogo dove nel 1863 ha mosso i primi passi un’azienda diventata un marchio tra più popolari al Mondo. In occasione della presentazione dei programmi Williams Martini 2016, sono state anche schierate tutte le monoposto Formula 1 sponsorizzate nella sua lunga storia nel Motorsport dal gruppo piemontese.

“Piano piano sono riuscito a rimettere insieme queste vetture – ha raccontato il rappresentate della famiglia fondatrice Manfredo Rossi di Montelera – mi sono concentrato sulle Formula 1 perché nessuno lo aveva mai fatto. Pensare di raggruppare tutte le vetture “Martini” nel Motorsport è realisticamente difficile, molte fanno parte di collezioni private e non sono in vendita. Ma intanto le Formula 1 le abbiamo”.

Accanto alle monoposto storiche, ha fatto bella mostra anche la Williams 2016, a testimonianza del nuovo capitolo iniziato nel 2014. Un abbinamento tornato a nuova vita due anni fa a conferma che la Formula 1 è sempre una grande vetrina.

“Se guardiamo la nostra operazione puramente dal punto di vista del marketing – ha spiegato Paolo Perego, Regional President di Bacardi Martini Europe - i numeri ci dicono che l’affinità di un marchio come Martini è estremamente elevato con la Formula 1. E lo è ancora di più con i fans che seguono questo sport. Un altro aspetto molto importante è il seguito. In ogni Gran Premio la Formula 1 ha un seguito enorme, dai 600 agli 800 milioni di contatti”.

L’identità italiana è molto sentita in casa Martini, e quando la conversazione scivola su Monza, Perego descrive una visione concreta di come dovrebbe muoversi la Formula 1:
“Personalmente credo che ci siano delle tradizioni che non si possono abbandonare. Io sono nato a Monza, e trovo impensabile che la Formula 1 possa mettere da parte uno dei luoghi dove è nata. Se ci sono dei problemi economici in questi casi bisogna risolverli ad ogni costo".

"Bisogna anche considerare che il mondo di oggi è diventato molto più piccolo e se lo vediamo dal punto di vista del business, la Formula 1 ha bisogno di generare risorse, ed in questo momento fuori dall’Europa ci sono maggiori opportunità. Trovo che sia anche bello portare la Formula1 in posti dove non è mai stata, cercando nuovi fans”.

Un ultimo aspetto dalle attività Martini è legato alla campagna sul bere responsabilmente.
“Facciamo tante iniziative – ha spiegato Perego – è un progetto iniziato tanti anni fa con Michael Schumacher che è stato portato in tantissimi paesi. Recentemente abbiamo incluso la Russia, e lanceremo la campagna proprio a Sochi nel primo Gran Premio Europeo del 2016".

"E' una iniziativa che attiviamo in tantissimi paesi, come in Russia lo scorso anno ed ovviamente nel resto dell'Europa. Stiamo potenziando ulteriormente questo settore, e lanceremo una nuova piattaforma ancora più amplificata a Sochi, in occasione del primo Gran Premio Europeo del 2016”.

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