Marko: "Sveglia Ferrari, la Mercedes ha un motore che è imprendibile!"
Il consulente Red Bull mette in guardia il team del Cavallino sulla superiorità del V6 Mercedes: "Rispetto al motore Renault l’handicap di potenza passa dai 30 cavalli in gara ai 55 in qualifica. L'equivalenza dei propulsori non esiste".
Gli esiti del Gran Premio d’Australia hanno solo apparentemente calmato le acque, ma l’allarme lanciato da Helmut Marko dopo le qualifiche di Melbourne suona ancora forte.
A preoccupare il consulente speciale della Red Bull, e non solo lui, è il margine di superiorità mostrato dalla Mercedes nel giro secco, un divario cresciuto rispetto al 2017. Hamilton ha staccato di 0”664 la prima delle Ferrari, e di oltre due secondi Magnussen, sesto sulla griglia di partenza di Albert Park.
Un risultato che ha gettato benzina sul fuoco delle trattative per la nuova generazione di power unit che sarà definita in vista del Mondiale 2021. Ma non si parla solo di futuro anteriore, perché c’è una preoccupazione che guarda al presente.
La Formula 1 è entrata nel quinto anno della sua era ibrida, e se parliamo di potenziale tecnico, quanto visto lo scorso sabato a Melbourne ha ricordato più il Gran Premio d’Australia 2016 piuttosto che quello dello scorso anno.
Nel paddock c’è chi sostiene che mentre tutti sono concentrati sulle proposte 2021 c’è un triennio ancora da disputare, e se il copione darà ancora quello delle ultime quattro stagioni, non è così certo che tutti i team arriveranno intatti al nuovo ciclo tecnico ed economico del Circus.
La Red Bull è la squadra più decisa su questo fronte, nel breve e nel lungo periodo, e spera di riuscire a convincere anche la Ferrari a sposare la causa del cambiamento regolamentare.
Helmut Marko è stato molto chiaro dopo le qualifiche di Melbourne:
“È ora che si sveglino anche a Maranello, credo che inizino a rendersi conto che non riusciranno mai a raggiungere il livello delle power unit Mercedes. La superiorità Mercedes è li da vedere, rispetto al nostro motore Renault l’handicap di potenza passa dai 30 cavalli in gara ai 55 in qualifica. Possiamo costruire la monoposto migliore al mondo, ma se si perdono 8 km/h sul rettilineo c’è poco da fare. Quella attuale è una Formula Motore”.
La Ferrari è in effetti l’ago della bilancia. La posizione Red Bull è nota da tempo e, come ormai è tradizione dopo la prima gara stagionale, è trapelata l’indiscrezione secondo la quale il gruppo austriaco starebbe considerando la possibilità di offrire la Toro Rosso alla Honda e la Red Bull alla Aston Martin.
Sembrano tanto dei rumor sussurrati nel paddock da bocche interessate a creare uno scenario di allarme, non sarebbe la prima volta, ma il malcontento è reale.
C’è un problema di disequilibrio di performance che, è bene ricordare, premia il lavoro fatto dagli ingegneri Mercedes ma allo stesso rischia (dopo quattro anni di dominio e la prospettiva di durare fino al 2020) di scoraggiare la concorrenza.
“Cosa possiamo fare a parte sperare nella pioggia? – ha proseguito Marko – Mercedes in condizioni normali è in un altro mondo. Quello che abbiamo visto in qualifica a Melbourne è il loro vero valore, prima del secondo ‘run’ della Q3 hanno giocato. Con la FIA si era parlato di una differenza tra i motori al massimo del tre per cento, beh, oggi siamo molto lontani, e bisogna stare attenti, perché non credo che tutte le squadre attuali possano sopravvivere ad un dominio Mercedes per altri tre anni”.
A Melbourne è però emerso anche un dato interessante relativo alla Ferrari, accreditata di un importante velocità di punta. Sono arrivati più cavalli da Maranello o la monoposto ha un drag minore rispetto alla Mercedes?
Serviranno le prossime gare per chiarire questo punto, ma riesce difficile credere che oggi la power unit Ferrari abbia raggiunto lo spunto garantito dal motore Mercedes il sabato pomeriggio. La gara è un’altra cosa, ma possiamo già essere certi che le qualifiche del Bahrain saranno seguite con moltissima attenzione dai vari motoristi del Circus.
La speranza è quella che Melbourne possa diventare un exploit in cui anche Hamilton ha fornito un contributo straordinario.
Se così non fosse, almeno fino a quando non saranno portate in pista le power unit numero 2 (teoricamente evolute da qualche mese di lavoro in più rispetto a quelle verificate a Melbourne) il sabato pomeriggio si preannuncia un Mercedes-show.
Non che sia una notizia inedita, visto che nell’era ‘ibrida’ il team campione del Mondo ha ottenuto 73 pole position in 80 gare, ma la speranza di un maggiore equilibrio (figlia delle cinque pole ottenute lo scorso anno dalla Ferrari) era concreta. Invece, da quanto visto a Melbourne, il rischio è che si debba prendere in considerazione un brusco ritorno al passato.
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