Marko: "Abbiamo influito sul cedimento della power unit di Lewis!"

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Roberto Chinchero
Di: Roberto Chinchero
04 ott 2016, 14:07

Marko lancia l'ipotesi che la rottura del motore Mercedes di Hamilton possa essere stata causata dalla pressione che le Red Bull sono riuscite a mettere al campione del mondo: "E anche senza il ritiro avremmo avuto una sorpresa per Lewis".

Podium: race winner Daniel Ricciardo, Red Bull Racing
Dr Helmut Marko, Consulente Red Bull Motorsport in griglia
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W07 Hybrid si ritira dalla gara per la rottura del motore
Podium: race winner Daniel Ricciardo, Red Bull Racing
(Da sx a dx): Max Verstappen, Red Bull Racing RB12 lotta per la posizione con Daniel Ricciardo, Red

Il ritorno alla doppietta dopo tre anni di digiuno, ha riportato in Red Bull una fiducia che non si vedeva da tempo. Non è solo questione di adrenalina, perché terminata la festa che a Sepang ha celebrato il successo di Daniel Ricciardo e la seconda piazza di Max Verstappen, Helmut Marko si è attribuito anche una ruolo nella rottura della power unit di Lewis Hamilton, episodio che ha aperto alla Red Bull le porte del successo.

“La mia ipotesi è che molto probabilmente abbiamo influito sul cedimento della power unit di Lewis – ha dichiarato Marko al sito ufficiale della Formula 1 – abbiamo costantemente messo pressione su di lui, e Lewis è stato costretto a spingere al massimo per creare un margine si sicurezza. E probabilmente non è stata la cosa migliore per il suo motore. Ma comunque, anche senza il ritiro di Hamilton, avevamo un asso nella manica. Non voglio rivelare cosa, ma le nostre due monoposto erano su due strategie differenti, e nei giri finali il piano era quello di essere vicini a Lewis”.

Marko ha anche chiarito come il muretto-box ha gestito le fasi finali della gara, quando Verstappen continuava a spingere Ricciardo.
“Max era molto veloce – ha spiegato Marko – ma aveva sollecitato molto le gomme. Gli abbiamo detto che se avesse continuato su quel ritmo le gomme anteriori sarebbero crollate, ed ha così deciso di non rischiare la seconda posizione. Ma se ne era accorto già da solo che giro dopo giro i suoi pneumatici erano peggiorati”.

Il manager austriaco ha concluso parlando del Mondiale Costruttori, classifica in cui, dopo Sepang, la Red Bull occupa una salda seconda posizione davanti alla Ferrari:
“Mancano cinque gare, e non dobbiamo credere che ormai sia fatta. Ci saranno piste che non saranno l’ideale per noi, quindi non dobbiamo abbassare la concentrazione. Ma alla fine non ci sono tatticismi, quando si è in pista si prova a vincere, non ci sono approcci per una seconda posizione”.

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