Marchionne: "Sosterremo i team che stanno per entrare in F.1"

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Marchionne: "Sosterremo i team che stanno per entrare in F.1"
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3 ago 2017, 15:03

Il presidente della Ferrari nel paddock dell'Hungaroring ha ammesso di aver parlato con Liberty Media e la FIA per dare eventualmente i motori alle nuove strutture che si vogliono affacciare ai GP. Ma chi si cela dietro al silenzio più assoluto?

Sergio Marchionne, CEO FIAT e Niki Lauda, Presidente Non-Esecutivo Mercedes AMG F1 W08
Sergio Marchionne, Presidente Ferrari e CEO di Fiat Chrysler Automobiles, Toto Wolff, Toto Wolff, Direttore Esecutivo Mercedes AMG F1, Piero Ferrari, Vice Presidente Ferrari
Sergio Marchionne, Presidente Ferrari e CEO di Fiat Chrysler Automobiles, Toto Wolff, Toto Wolff, Direttore Esecutivo Mercedes AMG F1, Piero Ferrari, Vice Presidente Ferrari
Maurizio Arrivabene, Team Principal Ferrari, Sergio Marchionne, CEO FIAT, Mattia Binotto, Chief Tech
Adrian Campos, Campos Racing team principal
Zoran Stefanovic, CEO dello StefanF1 Team nel paddock del GP d’Austria
Jean Todt, Presidente FIA, Chase Carey, Chief Executive Officer, Executive Chairman, Formula One Gro
Jean Todt, presidente FIA e Sergio Marchionne, Presidente Ferrari e CEO di Fiat Chrysler Automobiles
Jean Todt, presidente FIA e Sergio Marchionne, Presidente Ferrari e CEO di Fiat Chrysler Automobiles

Sergio Marchionne ogni volta che mette piede nel paddock di Formula 1 è una miniera di informazioni. Cinque minuti di conversazione con il presidente della Ferrari valgono ore di chiacchiere con altri personaggi del Circus, capaci di riempire frasi piene di aria fritta, cioè il niente…

Domenica mattina il numero uno di FCA si è lasciato sfuggire una suggestione molto interessante. Perché mentre era incalzato da chi voleva sapere se la Sauber diventerà uno junior team della Ferrari per fare posto ai giovani piloti italiani (Antonio Giovinazzi o Charles Leclerc), ha aggiunto di sua sponte “…sia con Liberty Media sia con la FIA abbiamo preso l’impegno di dare un sostegno alle squadre che stanno per entrare in Formula 1. Più vengono e meglio è per noi”.

La Ferrari oltre alla Scuderia oggi fornisce la sua power unit ad Haas e Sauber, ma l’indicazione del Presidente lascia intendere che ci sia l’interessamento della FIA ad aprire un tender per allargare il numero dei team presenti nei GP accettando un paio di candidature se i requisiti minimi saranno rispettati, ma al momento non è ancora uscito nessuno alla scoperto.

Si è saputo dell’interessamento di due fondi cinesi che sarebbero propensi a mettere un piede in Formula 1: il primo avrebbe un contatto con Adrian Campos che ha già preparato un progetto di fattibilità che però non trova uno sfogo nella realtà, il secondo tratta con Bronze Fortune Limited, la società che ha cambiato nome in China F1 Racing Team Limited all’inizio del mese di maggio e aveva iniziato a reclutare tecnici della fallita Manor Racing, senza assumere nessuno.

Il quotidiano Tuttosport aveva anticipato che Steven Zhang, figlio del patron di Suning, oltre a seguire l’Inter è anche un appassionato di motori e vorrebbe sbarcare nel Circus. Per ora ci sono state solo parole, ma nessuna azione concreta, tanto più che l’ambizione era quella di entrare nel mondo dei GP già dal prossimo anno.

È evidente che l’ingresso nel paddock con una struttura nuova è impossibile in tempi così stretti, per cui c’è chi non ha escluso l’interessamento a rilevare una delle squadre in difficoltà come la Force India, ma stando alle chiacchiere che si raccolgono nel paddock si parla di un debito di oltre 200 milioni, una cifra che nessuno sarà mai disposta a sborsare, sebbene la struttura di Silverstone sia in lotta per il quarto posto nella classifica del mondiale Costruttori con un budget che può essere equiparato alla metà di quello che viene investito ogni anno nella Toro Rosso.

Tutto sembra inchiodato, almeno fintanto che non ci sarà una munifica elargizione di soldi che potrebbe far partire un progetto secondo i crismi che la FIA auspica dopo i fallimenti di HRC, Caterham e Manor – Marussia.

Nel paddock del Red Bull Ring si era visto anche Zoran Stefanovic, il serbo che a più riprese ha cercato di trovare spazio in F.1 senza successo: a Motorsport.com aveva dichiarato: “Sto costituendo una squadra di Formula 1 che avrà sede in Italia. Prima di venire in Austria ho chiuso degli accordi molto importanti: ho definito che la sede sarà a Parma che si trova a una distanza ragionevole dalla galleria del vento nella quale verrà fatto lo studio della monoposto e ho siglato un contratto con uno specialista di aerodinamica che seguirà il progetto”.

Da allora il silenzio, anche perché nessuno ha ancora fatto il passo formale di rivolgersi alla FIA per dare le necessarie credenziali, ma se il tema delle nuove squadre è diventato motivo di discussione ai livelli più alti è segno che qualcosa nello stagno si muove e potrebbe riguardare qualcuno che non è mai voluto venire allo scoperto. Aspettiamoci delle sorprese…

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Serie Formula 1
Autore Franco Nugnes
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