Magnussen: priorità a F1, ma WEC ed IMSA sono buone alternative
Il danese è in scadenza di contratto con la Haas, ma ha tutta l'intenzione di continuare la sua avventura con il team americano, anche se ha ammesso di voler fare qualcosa di divertente in futuro e l'anno sui prototipi non lo ha lasciato indifferente.
Il mercato piloti è sempre in grande fermento e ormai non c'è più una stagione dell'anno indicata dove si inizi a parlare del proprio futuro perché da diverso tempo ci si muove con larghissimo anticipo.
Uno degli esempi più eclatanti è sicuramente il passaggio di Lewis Hamilton in Ferrari per il 2025, ufficializzato quando ancora doveva partire la stagione corrente, ma fece scalpore anche la scelta di Kevin Magnussen di tre anni fa.
L'attuale alfiere di Haas stracciò il contratto con la Peugeot Sport per correre nel FIA World Endurance Championship e tornare in Formula 1 con la squadra americana, effettuando appena qualche test in Bahrain.
Il danese ora deve pensare al proprio futuro perché l'accordo con la Haas è in scadenza, ma stando a quanto affermato prima del GP di Monaco, la priorità è restare nel circus.
Kevin Magnussen, Squadra Haas F1
Foto di: Mark Sutton / Motorsport Images
"Sono in scadenza di contratto, quindi sono aperto ad ogni soluzione, ma devo anche dire che mi sono mosso in anticipo perché vorrei restare qui; sento che c'è qualcosa lasciato in sospeso", ha detto Magnussen, strizzando l'occhio alla sua attuale squadra.
"In Haas sono sempre stato convinto che ci sia un grande potenziale, la mia sensazione è che ci manca qualcosina e costanza. Fin dal primo anno, questa squadra ha avuto alti altissimi e bassi troppo bassi. Il potenziale c'è, ma non è stato sfruttato in modo costante, ma ora sento che ci stiamo avvicinando a quel livello".
Nella F1 odierna nulla si può dare per scontato, men che meno un posto assicurato per meritocrazia o simili; ecco dunque che i cosiddetti Piani B vadano per forza di cose attuati con anticipo e in tanti - fra tifosi e addetti ai lavori - sperano che 'K-Mag' possa tornare su un prototipo.
Anche lì, in effetti, ha lasciato qualcosa in sospeso perché dopo un avvio con relativo e naturale periodo di adattamento, il 31enne fece molto bene al volante dell'allora Cadillac DPi in IMSA, tant'è che la Peugeot gli offrì appunto un sedile da ufficiale sulla 9X8.
#02 Chip Ganassi Racing Cadillac DPi: Earl Bamber, Alex Lynn, Marcus Ericsson, Kevin Magnussen
Foto di: Jake Galstad / Motorsport Images
Con il Leone i rapporti si sono interrotti, come lui stesso tiene a precisare, ma il mondo dell'endurance non lo ha lasciato indifferente e quindi lascia la porta aperta nel caso in cui si chiuda quella della F1.
"Con Peugeot non ho tenuto contatti, se non dovessi riuscire a rimanere in F1, voglio fare qualcosa di divertente, come fu l'anno in cui andai sulle sportscar".
"Ma parliamo di qualcosa di ben diverso, la F1 è molto divertente e ad un altro livello, richiede anche molto di più e quindi in generale è un'altra cosa".
"Per cui, sinceramente, non so dire ora cosa potrò fare se non dovessi continuare in F1, ma senz'altro sarà qualcosa che mi voglio godere in quanto pilota, correndo su piste belle e via dicendo".
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