L'epopea delle frecce d'argento

Da Lang e Caracciola fino a chumacher: una storia fatta di grandi uomini e grandi successi

L'epopea delle frecce d'argento
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Ora è il momento di Riccardo Dalmonte, faentino di 29 anni, ragioniere che lavora in uno studio di un commercialista, ma studia ancora e frequenta un master in economia della cooperazione dell'Universtità di Bologna. Grande appassionato di motori si divide fra le macchine da corsa e gli aerei. Ecco il suo pezzo... "Due frecce argentee che sfrecciano ad oltre trecento chilometri, oggi come nel 1938, quando erano Lang e Caracciola a condurre le loro W 154, trionfando sui circuiti di tutto il mondo. Mercedes e le corse. Due anime indissolubilmente legate. Un simbolo di riscatto del popolo e della tecnologia tedesca con le sue vetture argentate a dominare incontrastate in F.1 nel 1954, 1955 e la mille miglia. Non bastò la tragedia di Le Mans ad interrompere per sempre il legame tra la Casa di Stoccarda e le corse. Così, dopo più di trent’anni, rieccole tornare sul luogo del misfatto e vendicare idealmente con la vittoria la terribile tragedia che l’aveva allontanata dalle gare. Con il legame definitivamente riallacciato, in un crescendo rossiniano le vetture della stella a tre punte, imperversano senza rivali nella più nobile delle categorie per vetture turismo, il DTM e negli Stati Uniti, con la vittoria alla 500 miglia d’Indianapolis. Mancava ancora l’ultimo tassello, il ritorno alla categoria regina dell’automobilismo: la F1. Quattro anni di apprendistato per poi tornare sul tetto del Mondo con i mondiali di Mika Hakkinen, bissati poi dai due titoli di Hamilton e Button. Ed eccoci di nuovo al presente. Le frecce d’argento tornano nel 2010 nella massima categoria in prima persona, con il pilota più forte della storia, Michael Schumacher ed il giovane Nico Rosberg a formare un ideale nazionale tedesca, pronta a riprendersi il trono di regina delle competizioni".
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