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La Top 10 dei GP di F1 sotto alla pioggia

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La Top 10 dei GP di F1 sotto alla pioggia
Di:
15 apr 2020, 08:37

Una delle tante qualità dei grandi piloti è sapere dare il meglio anche nelle peggiori condizioni meteo possibili, riuscendo a compensare le carenze del mezzo. Ma quali sono state le gare migliori sotto la pioggia? Ecco la nostra Top 10. Abbiamo tenuto conto della miglior prestazione di 10 piloti per cercare di risolvere l'annosa discussione.

Scegliere questa Top 10 non è stato affatto facile e ha richiesto un'ampia ricerca, oltre a parlare con le persone coinvolte nei fatti. L'unica regola applicata per questa Top 10 è far apparire un pilota non più di una volta. Per questo abbiamo dovuto scegliere tra il GP del Portogallo 1985 e la più famosa vittoria di Ayrton Senna sul suolo britannico, il GP d'Europa del 1993 svolto a Donington Park.

Ma non indugiamo oltre, vi lasciamo scoprire la nostra Top 10 che trovate proprio qui sotto. Buona lettura e fateci sapere cosa ne pensate nei commenti.

10. Damon Hill, 1994, GP del Giappone, Williams FW16

Partito: secondo

Risultato finale: primo

Damon Hill, Williams FW16 celebrates his victory

Damon Hill, Williams FW16 celebrates his victory

Photo by: Sutton Images

Nonostante non sia considerato da tanti come uno dei migliori piloti della storia, Damon Hill era davvero molto forte sul bagnato. Al Gran Premio del Brasile 1996, gara spesso dimenticata, riuscì a doppiare la Ferrari di Michael Schumacher. Ma fu il GP del Giappone del 1994 a consacrarlo.

"Fu la gara più intensa della mia vita", ricorda Hill. Non solo le condizioni della pista erano estremamente difficili, ma Hill ha dovuto affrontare Michael Schumacher mentre questo era in lotta per vincere il primo titolo iridato. Il pilota della Williams è arrivato a Suzuka con 5 punti di ritardo e doveva battere Schumacher per avere una possibilità di ottenere il titolo nella gara finale, in Australia.

Schumacher colse la pole e mantenne la vetta a inizio corsa. Dopo soli due giri entrambi avevano già staccato di 9 secondi Johnny Herbert. La pioggia, sempre più intensa, fece ritirare numerose vetture a causa di incidenti, compresa quella di Herbert.

L'incidente causato dalla McLaren di Martin Brundle - che colpì un marshal - costrinse la direzione gara a esporre la bandiera rossa mentre Shumacher aveva un vantaggio di 6"9 su Hill. La gara riprese e Hill andò in testa sfruttando la sosta di Schumacher per il pit stop. A metà corsa Hill fece la sua unica fermata montando solo 3 gomme nuove, considerando la che posteriore destra non riuscì a staccarsi.

La Williams del britannico tornò in testa e allungò. Al 36esimo giro Schumacher tornò in testa ma dovette fare un secondo pit stop. Schumacher riuscì a ridurre il divario da Hill, ma, nonostante una gomma molto consumata, Damon portò a casa la nona vittoria della sua carriera, considerata la migliore.

9. Keke Rosberg, 1983, GP di Monaco, Williams FW08C

Partenza: quinto

Risultato finale: primo

Keke Rosberg, Williams leads Patrick Tambay, Ferrari

Keke Rosberg, Williams leads Patrick Tambay, Ferrari

Photo by: Williams F1

Nel 1983 i motori turbo avevano quasi sopraffatto il Cosworth DFV aspirato. Keke Rosberg aveva trionfato in una drammatica e bizzarra stagione 1982, ma la potenza del turbo era sempre più necessaria.

I circuiti cittadini offrivano ai piloti che ancora sfruttavano un motore DFV, come Rosberg che correva per la Williams, la speranza di poter centrare un bel risultato. Nell'83, però, i risultati delle Qualifiche di Monte-Carlo non erano poi così promettenti.

Rosberg riuscì a qualificarsi solo al quinto posto, a 1"5 dalla Renault di Prost. C'è da dire che risultò comunque 1"4 più rapido del compagno di squadra Jacques Laffite.

La pioggia scesa domenica mattina aveva posto il dubbio: partire con gomme slick o da bagnato? La maggior parte dei piloti dotati di motore turbo scelsero gomme da bagnato, mentre Rosberg optò per le slick.

Il finlandese scattò perfettamente salendo subito in seconda posizione alla Sainte Devote per poi passare Prost al secondo giro, arrivando con 1"7 di vantaggio sul francese e la Renault che, a sua volta, aveva 9"2 sul resto del gruppo.

Mentre gli altri piloti entrarono ai box per montare le slick, Rosberg continuò a spingere e Laffite salì al secondo posto. Le due Williams erano separate da 30". Il primo degli avversari era a oltre 45" di ritardo.

Rosberg, poi, iniziò a soffrire per un problema al motore. Laffite si fece minaccioso ma fu costretto al ritiro a causa di un guasto al cambio al giro 53 dei 76 previsti. Rosberg rimase in testa con la sua Williams e con oltre 1 minuto di vantaggio sulla Brabham di Nelson Piquet e su Alain Prost, ma Rosberg era in difficoltà. Rosberg riuscì a vincere.

8. Sebastian Vettel, 2008, GP d'Italia, Toro Rosso STR3

Partenza: primo

Risultato finale: primo

Podium: Gerhard Berger, Team Co-owner, Scuderia Toro Rosso, and Sebastian Vettel, Toro Rosso

Podium: Gerhard Berger, Team Co-owner, Scuderia Toro Rosso, and Sebastian Vettel, Toro Rosso

Photo by: Charles Coates / Motorsport Images

La stagione 2008 è stata una delle migliori per la Toro Rosso, con il picco clamoroso della strepitosa vittoria ottenuta da Sebastian Vettel al Gran Premio d'Italia sulla pista di Monza.

La pioggia caduta nel corso delle Qualifiche permise a Vettel ci sfruttare la STR3 con motore Ferrari e firmare una pole sensazionale. Il giorno della gara la pista era ancora bagnata, ma l'idea era veder tornare in testa le monoposto più veloci sin dai primi giri.

La gara iniziò alle spalle della Safety Car e Vettel riuscì a tenere la testa davanti alla McLaren di Heikki Kovalainen. Vettel riuscì a controllare il finlandese, ma a metà gara si trovò ad affrontare Lewis Hamilton, risalito dal 15esimo posto dopo una grande rimonta.

Hamilton decise di azzardare montando gomme full wet: qualora fosse scesa più pioggia, non avrebbe più dovuto fermarsi. Questo fu un momento cruciale. La pioggia non arrivò, così Hamilton fu costretto a rientrare ai box per montare gomme intermedie.

Vettel effettuò la seconda sosta senza perdere il vantaggio. Tornato in pista con 12"5 di vantaggio su Kovalainen, divenne in quel momento il pilota più giovane a vincere un GP di F1.

7. Graham Hill, 1962, GP di Germania, BRM P57

Partito: secondo

Risultato finale: primo

Graham Hill, BRM P57

Graham Hill, BRM P57

Photo by: Motorsport Images

Il GP di Germania del 1962 disputato al Nurburgring è una sorta di gioiello dimenticato e fu teatro di uno dei più grandi successi di Graham Hill.

A inizio weekend la nuova BRM di Hill venne distrutta in un incidente ad alta velocità causa di una telecamera a bordo della Porsche di Carel Godin de Beaufort. Hill ne uscì illeso, ma dovette passare a una vecchia P57 per il resto del weekend.

Il giorno della gara la partenza venne posticipata di più di un'ora a causa delle terribili condizioni meteo, che causarono addirittura piccole frane. Dan Gurney, partito dalla pole, comandò la corsa nei primi giri, ma al terzo giro Hill prese il comando.

Due giri più tardo John Surtees strappò il secondo posto a Gurney, ma tutti e tre si trovarono in lizza per la vittoria. Hill dovette fare i conti con l'estintore non più allacciato nella maniera opportuna, ma anche Gurney si trovò a fare i conti con un problema alla batteria della vettura.

Surtees, arrivato nelle fasi finali della corsa, pensava di avere la velocità giusta per superare Hill e aveva in mente di farlo all'ultima curva destrorsa prima del rettilineo d'arrivo. Arrivato in quel punto, uscì dalla scia ma si trovò davanti una Porsche e dovette desistere.

Dopo 2 ore e 40 minuti di corsa Hill vinse con appena 2"5 di margine su Surtees. Gurney chiuse terzo a 1"9 da Surtees.

6. Jean-Pierre Beltoise, 1972, GP di Monaco, BRM P160B

Partito: quarto

Risultato finale: primo

Jean-Pierre Beltoise, BRM P160B

Jean-Pierre Beltoise, BRM P160B

Photo by: Motorsport Images

Va chiarita una cosa prima di descrivere questo GP: il miglior risultato ottenuto quell'anno da una BRM fu un nono posto. E, dopo il GP di Monaco, Beltoise non fece meglio di un ottavo posto.

Ma il francese aveva già brillato sul bagnato in precedenza. Ricordiamo infatti la grande rimonta al GP d'Olanda del 1968 in cui risalì dal 16esimo posto sino al secondo con la Matra. Eppure la sua gara migliore fu proprio a Monaco.

Beltoise corse con una delle 5 BRM iscritte al GP, classificandosi quarta a 1"1 dalla Lotus di Emerson Fittipaldi e preceduto anche dalle Ferrari di Kacky Ickx e Clay Regazzoni su pista asciutta.

All'inizio del GP, con pista incredibilmente bagnata, fu Beltoise a conquistare la vetta. Dopo 3 giri il francese poteva contare su ben 5" di vantaggio sul primo degli inseguitori.

Al quinto giro sia Regazzoni che Fittipaldi commisero errori, permettendo a Ickx di salire al secondo posto. Il pilota della Ferrari sembrò poter rimontare, ma Beltoise - in grande fiducia con il mezzo e la pista bagnata - continuava ad avere un passo eccezionale, superando tutti i doppiati.

Jackie Stewart riuscì a risalire al terzo posto con la Tyrrell, ma gettò tutto al vento a causa di un testacoda fatto mentre era intento a portare l'attacco alla Ferrari di Ickx, scendendo quarto anche a causa di un problema al motore.

Beltoise conquistò così una strepitosa vittoria con 38"2 di vantaggio sulla Ferrari di Ickx. Tutti gli altri furono doppiati e Beltoise firmò il miglior giro della gara, che fu di ben 6 decimi più rapido rispetto al secondo.

5. Lewis Hamilton, GP Gran Bretagna 2008, McLaren MP4-23

Partito: quarto

Risultato finale: primo

Lewis Hamilton, McLaren MP4-23

Lewis Hamilton, McLaren MP4-23

Photo by: Steven Tee / Motorsport Images

"Sono prestazioni di questo calibro che rendono leggende – dichiara Autosport dopo quella che probabilmente è la gara più notevole della carriera di Hamilton in Formula 1.

Dopo due gare deludenti – compreso il tamponamento in Canada – Hamilton crollato in quarta posizione nella classifica generale ed aveva bisogno di un buon fine settimana. Il britannico ha avuto difficoltà in qualifica, ma è stato autore di una formidabile partenza dalla seconda fila che gli ha quasi permesso di sorpassare il compagno di squadra e poleman Kovalainen alla Copse, con le due McLaren che si sono sfiorate.

Mentre i due più veterani Mark Webber e Felipe Massa giravano sul bagnato al primo giro, Hamilton metteva pressione al suo compagno di squadra. Ma l’inglese è riuscito nell’impresa di sorpassarlo al quinto giro alla Stowe, con Kovalainen che gli ha reso le cose semplici.

Nonostante alcuni problemi con la visiera appannata, è riuscito ad avere una visuale chiara ed è stato il più veloce e gentile con le gomme. Ha iniziato la fuga, ma si è trovato costretto ad affrontare un’altra sfida quando Kovalainen è andato in testacoda e Kimi Raikkonen con la Ferrari ha iniziato a chiudere il gap.

I due sono arrivati ad essere vicini, ma mentre la Ferrari ha mantenuto lo stesso set di intermedie sulla monoposto di Kimi Raikkonen, la McLaren ha montato un nuovo set sulla vettura di Hamilton. All’uscita, la pioggia ha giocato a favore del britannico: le nuove gomme andavano meglio delle vecchie quando l’acqua è aumentata e Raikkonen si è trovato a 22 secondi di distacco dopo soli cinque giri dalla sosta.

Questo è stato l’ultimo momento in cui è stato visto Hamilton, a parte una breve uscita alla Abbey quando la pioggia si è intensificata di nuovo. Alla seconda tornata di soste, la McLaren ha montato delle nuove intermedie nel momento in cui il pilota più veloce in pista aveva delle gomme da bagnato estremo.

Per un po’, Lewis Hamilton era più lento di tre secondi rispetto al miglior tempo, fatto segnare con gomme da bagnato. Ma la pista è andata asciugandosi pian piano e lui non si è dovuto fermare di nuovo avendo già le intermedie, quindi il suo dominio è cresciuto.

Il risultato è stato che Hamilton ha doppiato quasi tutti i piloti, compreso Raikkonen in quarta posizione, tagliando il traguardo con 1’08”6 di vantaggio sul secondo, Nick Heidfeld su BMW.  

“Scegliere la mia gara preferita di tutti i tempi non è facile, ma quello è stato un weekend indimenticabile – afferma Hamilton in un’intervista alla fine del 2016 – i piloti andavano in testacoda ovunque. Potevo vedere i fan che si alzavano e mi sostenevano. Quello è stato uno dei momenti più importanti della mia carriera”.

4. Jim Clark, GP del Belgio 1963, Lotus 25

Partito: ottavo

Risultato finale: primo

Jim Clark, Lotus 25-Climax

Jim Clark, Lotus 25-Climax

Photo by: Motorsport Images

Clark aveva diverse gare candidate nella lista, ma la vittoria con cinque minuti di vantaggio su una pista che non amava particolarmente detiene il primato. È vero che guidava la Lotus 25, la miglior macchina della griglia, ed i regolamenti 1500cc all’epoca non erano i più insidiosi in Formula 1, ma la configurazione da 8.8 miglia di Spa era ancora spaventosa.

Le prove non erano andate per il verso giusto e Clark si era classificato in ottava posizione. Ma è stato autore di una partenza fenomenale, così bella che il personale del team e gli spettatori che erano lì vicino in pista hanno dovuto spostarsi mentre lui si muoveva velocemente sulla destra.

La BRM di Graham Hill inizialmente teneva il passo di Clark, ma la Lotus ha iniziato presto a scomparire in condizioni di bagnato. Dopo cinque giri aveva otto secondi di vantaggio. Il distacco è poi diventato di un minuto e mezzo quando dei problemi al cambio hanno messo fine alla gara di Hill, al 32esimo giro.

Grant riporta: “Clark ha compiuto una di quelle partenze da manuale: dalla terza fila è passato in prima posizione ben prima della fine della corsia box”

Al 24esimo giro del GP del Belgio, la gara era diventata completamente bagnata a causa di un temporale. I tempi sul giro erano passati da quattro a sei minuti ed il dominio di Clark cresceva sempre di più.

Le condizioni erano così pessime che Colin Chapman, fondatore della Lotus, e Tony Rudd, capo tecnico BRM, hanno chiesto di fermare la gara, ma la loro richiesta fu respinta.

Successivamente, Clark ha doppiato il secondo classificato Bruce McLaren, ma la Cooper ha rimontato poco prima della bandiera a scacchi, quindi il vincitore della gara con la Lotus ha tagliato il traguardo con ‘solamente’ 4.54 minuti di vantaggio. Per far capire le condizioni, la velocità media di Clark era di 18 km/h, la più lenta dal GP del Belgio del 1953, quando il mondiale è stato corso con il regolamento della Formula 2.

3. Michael Schumacher, GP di Spagna 1996, Ferrari F310

Partito: terzo

Risultato finale: primo

The Ferrari team celebrate Michael Schumacher's victory in the Ferrari F310

The Ferrari team celebrate Michael Schumacher's victory in the Ferrari F310

Photo by: Rainer W. Schlegelmilch

"L’uomo del miracolo in Ferrari”, questa l’affermazione di Autosport dopo la prima vittoria di Schumacher con il team italiano a Barcellona.

La Ferrari aveva un passo molto lento sull’asciutto (Schumacher era quasi un secondo più lento della Williams del poleman Damon Hill), perciò ha optato per un setting full-wet – downforce massimo e molle più morbide. Tuttavia, la F130 aveva dato prova di essere insidiosa sul bagnato.

La Williams e la Benetton, in quale modo sorprendente, ha optato per un set-up misto nel caso in cui le condizioni fossero migliorate, ma Schumacher è stato autore di una partenza orribile. Alla fine del primo giro era sesto, nonostante avesse iniziato a recuperare terreno.

“Ho premuto la frizione ma non c’era niente – aveva affermato Schumacher – sono quasi andato in stallo, poi ho provato di nuovo. Avevo avuto un on/off della frizione per qualche motivo”.

Tuttavia, secondo Roebuck “ha incredibilmente guadagnato un passo che andava oltre a quello dei suoi rivali”. La Ferrari di Eddie Irvine è uscita al secondo giro e Hill ha avuto la prima di tre uscite due giri dopo.  

Schumacher ha superato la Benetton di Gerhard Berger al quinto giro prendendo la terza posizione, poi è andato a caccia dell’altra B196 di Jean Alesi, che ha sopravanzato al nono giro alla Curva 5. Al 12esimo giro, Schumacher ha superato Jacques Villeneuve nello stesso punto e dopo due giri aveva più di 10 secondi di vantaggio.

“Le manovre erano state commentate in maniera positiva e tutto quello che doveva fare Schumacher era mantenere la concentrazione”, ricorda Roebuck. Schumacher non ha mai perso il comando nemmeno durante le due soste. Anche il V10 non ha dato opportunità a nessuno.

Più di qualsiasi altro pilota, Schumacher ha sperimentato con linee diverse ed era felice di cercare il grip ad ogni parte del circuito. ha vinto con 45 secondi di vantaggio in una giornata in cui metà gruppo si è girato o è caduto.

Autosporti dice: “Era uno dei più grandi piloti sul bagnato della storia, merita un paragone con la performance di Ayrton Senna ad Estoril nel 1985 o a Donington nel 1993”.

Anche l’ingegnere della Williams James Robinson era impressionato: “Vedendo la Ferrari non penso che la macchina fosse brillante. Sembrava che andasse sul ghiaccio. Ma il pilota era un’altra cosa, spettacolare”.  

2. Ayrton Senna, GP del Portogallo 1985, Lotus 97T

Partito: primo

Risultato finale: primo

Ayrton Senna, Lotus 97T

Ayrton Senna, Lotus 97T

Photo by: Sutton Images

Il GP d’Europa del 1993 è famoso, ma la prima vittoria in carriera di Ayrton Senna lo è ancora di più. Data la sua inesperienza all’epoca, l’assenza del traction control e la difficoltà del motore turbo Lotus-Renault 1985, possiamo confermare ciò.

Senna aveva già dimostrato le proprie qualità sul bagnato nel GP di Monaco del 1984 e ad Estoril è partito dalla posizione ideale: la pole position, la prima della sua carriera. Senna, che era solamente alla sua seconda stagione in Formula 1, ha comandato dalla prima posizione in condizioni pessime, completando il primo giro con 2.7 secondi di vantaggio sul compagno di squadra Elio De Angelis.

Poco prima di metà gara, la pioggia ha iniziato ad intensificarsi così tanto che Senna – che aveva 37 secondi di vantaggio – ha iniziato a chiedere a gesti che la gara fosse fermata. Non è stato così e Prost, che provava a sorpassare De Angelis, è andato in acqua planning sul rettilineo principale ritirandosi. Le due Lotus sono uscite fuori nei primi giri, mentre Senna comandava su De Angelis, prima che la McLaren di Prost si avvicinasse per lottare per la seconda posizione.

“Il grande pericolo era che le condizioni cambiavano continuamente – aveva spiegato Senna – era difficile anche tenere la macchina sul rettilineo e sicuramente la gara doveva essere fermata. È stata molto peggio rispetto a Monaco dello scorso anno. Ad un certo punto ho avuto una perdita di controllo davanti ai box, come Prost, e sono stato fortunato a restare in pista”.

Solo nove dei 26 partecipanti sono arrivati al traguardo, circa metà dei ritiri è stato dovuto a testacoda o incidenti. Senna ha doppiato tutti tranne la Ferrari di Michele Alboreto, che ha chiuso ad 1’03” dalla Lotus.

“La vittoria di Senna sarà ricordata come un classico. È stata una prestazione ipnotica”, afferma Roebuck nel suo report su Autosport.

“Solo poche volte si assiste ad una gara dove un pilota fa sembrare gli altri ordinari, e questa è stata una di quelle gare. Ha dimostrato di essere di un altro livello già dallo spagnersi del semaforo”.

1. Jackie Stewart, GP di Germania 1968, Matra MS10

Partito: sesto

Risultato finale: primo

Jackie Stewart, Matra MS10 Ford

Jackie Stewart, Matra MS10 Ford

Photo by: Motorsport Images

Per battere Senna e Schumacher su questa lista ci voleva qualcosa di speciale ed il dominio di Jackie Stewart nella gara bagnata  del più grande circuito di tutti i tempi, il Nurburgring di quasi 23 chilometri, è il più adatto. È vero che ha avuto un vantaggio di gomme sui suoi rivali e che la Matra MS10 era un’ottima macchina, ma la pista insidiosa e le circostanze del successo di Stewart gli hanno fatto guadagnare la prima posizione della lista.

“Una monoposto di Formula 1 sul ‘Ring era un mostro – si viaggiava così veloce che si decollava circa 13 volte, ed era più stretto rispetto ad oggi”, ricorda Stewart.

“Era decisamente il padre di tutti i circuiti, non c’era un tracciato nel mondo che ci si avvicinasse”.

Stewart si era schierato in terza fila dopo una qualifica complicata e ritardata, in cui aveva avuto problemi elettrici sulla Matra ed inoltre pochi piloti erano riusciti a far segnare il tempo a causa delle condizioni di pioggia e nebbia. Ma in partenza è balzato in terza posizione.

“Sono andato sulla pitlane – aggiunge – c’era più grip rispetto all’asfalto e non avevo slittamento delle ruote”. Poi ha sopravanzato la Ferrari di Chris Amon all’Adenau: “Non pensavo che se lo aspettasse”. Successivamente ha superato la Lotus di Graham Hill per andare a comandare con otto secondi di vantaggi alla fine del primo giro.

“Al secondo giro, Stewart aveva 25 secondi di vantaggio, la Matra sembrava solitaria ma sicura in testa al gruppo”, recita il report di Autosport, che descrive anche le condizioni come “incredibilmente orribili” e “probabilmente le peggiori al ‘Ring da prima della guerra”.

All’ottavo giro Stewart aveva fatto segnare il giro veloce della gara, 9’36”, che era di 15 secondi più veloce di chiunque altro. Nelle ultime fasi, Hill è andato in testacoda quando era secondo ed è andato in stallo prima di poter recuperare, permettendo così a Stewart di incrementare il vantaggio. La vittoria è arrivata con un distacco di 4’03”.

Stewart aggiunge: “Ho commesso un solo errore, poco dopo il Karussell. Era così bagnato che i rivoli non erano gli stessi giro dopo giro e ne ho preso uno. Non mi sono girato, ma ci sono andato vicino”.

Come se le condizioni non fossero già abbastanza insidiose, Stewart ha anche guidato con un supporto in plastica al polso, dato che si era rotto lo scafoide in un incidente a Jarama.

“Se fosse stata una gara asciutta non avrei vinto – ammette Stewart, costretto a saltare i GP di Spagna e Monaco di quell’anno – Sarebbe potuto essere troppo per me, ma sul bagnato non mi sono preoccupato minimamente”.

Per gli standard di Stewart, anche il GP d’Olanda del 1968 ed il GP del Canada del 1971 erano candidati per questa lista, la sua guida era davvero notevole e meritava la prima posizione di questa lista.

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Serie Formula 1
Autore Kevin Turner