La Red Bull ha "drogato" il mondiale spendendo di più

Il Resource Restriction Agreement non ha più alcun senso di esistere nel mondiale 2011

La Red Bull ha
Che senso ha imporre un limite di spesa, se poi chi vince il titolo mondiale se ne infischia? Il tetto per la stagione 2010 era di 100 milioni di dollari e la Red Bull Racing ha clamorosamente sforato questo muro, spendendo altri 60 milioni. Certo Christian Horner ha preso le difese d'ufficio della scuderia di Milton Keynes, ma era nel suo ruolo di team principal mettere un argine alle accuse che sono partite da Max Mosley, ex presidente FIA, ancora molto ben informato di quanto accade nel Circus, visto che ha uomini di sua fiducia nei punti nevralgici della struttura federale. Il fatto grave è che la struttura di Dietrich Mateschitz non ha rispettato il gentlemen agreement dei costi (forse a Milton Keynes hanno speso solo 100 milioni, ma il resto è finito in tante, troppe consulenze esterne...) e nemmeno il piano di riduzione del personale. Chi utilizza meno addetti può spendere un po' di più: questa è una scelta che viene lasciata alla libertà di ogni squadra. La Red Bull Racing non solo ha speso di più, ma vanta anche un organico meno “sgonfio” di altri top team. E allora? Se le cose stanno così è come se Sebastian Vettel avesse corso con un motore da 3500 cc. Vi ricordate quante polemiche avevano scatenato il mondiale vinto da Nelson Piquet nel 1983 con la Brabham-Bmw? Il brasiliano si aggiudicò il titolo con un carburante illegale, capace di regalare qualcosa come 100 cavalli al turbo bavarese. Negli annali della frode perpetrata da Bernie Ecclestone ormai non c'è traccia, restano invece i nomi di Piquet e della Brabham nell'albo d'oro della F.1. La Red Bull Racing si è comportata allo stesso modo, potendo investire sulla Rb6 più degli altri, nella consapevolezza che tanto l'avrebbero fatta franca. L'accordo, infatti, vincolava le squadre della FOTA, ma non faceva e non fa parte del regolamento di F.1, per cui la Federazione Internazionale non ha titoli per intervenire. Le altre squadre hanno fatto la figura dei... cornuti e mazziati. Stanno tutti zitti nella consapevolezza di essere stati buggerati, oppure ciascuno sa le magagne di casa sua e preferisce tacere. Chi sfora il budget in un anno, dovrebbe correre l'anno successivo sottraendo dalla propria disponibilità la cifra spesa in esubero. La Red Bull Racing, quindi, dovrebbe difendere il mondiale con soli 40 milioni di dollari. Viene da ridere solo a pensarlo! Non stupisce affatto, quindi, che proprio Mateschitz voglia ridiscutere il Resource Restriction Agreement e c'è da pensare che ci sarà certamente qualcuno che sarà pronto ad appoggiare questa proposta. Ma allora non ha alcun senso mantenere il blocco totale dei test, alimentando un ipocrita risparmio, se poi gli investimenti vengono dirottati sui simulatori e sui costosissimi software necessari a farli funzionare a dovere. Non tutti lo sanno, ma Neil Martin, lo specialista che la Ferrari ha ingaggiato dalla Red Bull (in precedenza è stata anche alla McLaren) non ha una grande esperienza di Formula 1. Era uno dei maghi della borsa di Londra. Era apprezzatissimo nel mondo dell'economia e della finanza perché sapeva scrivere complicatissimi algoritmi grazie ai quali i colossi della City potevano programmare il loro futuro. Non è uomo né di tattica, né di strategia, ma un esperto informatico che sa sviluppare programmi di analisi molto complicati, quanto funzionali. Insomma è considerato una sorta di genio nel suo campo: grazie alla sua esperienza la Ferrari dovrebbe fare un grosso salto di qualità non solo nella gestione della corsa, ma anche nella funzionalità dei sistemi di simulazione. La sfida mondiale, insomma, non si combatte solo in pista, ma anche nelle stanze più segrete delle factory. L'importante è che la lotta per il titolo non si trasformi in una battaglia fra avvocati e commercialisti, ma rimanga una questione fra piloti. Si dice che alla McLaren abbiano cercato di completare la macchina 2011 entro fine anno per far ricadere quei costi nel budget della stagione appena conclusa ed avere più disponibilità da spendere nello sviluppo della Mp4-26. Un tentativo encomiabile, certamente sostenuto da Martin Withmarsh, team principal di Woking e presidente FOTA. Sarà forse anche per questo che sono in molti nel Circus a voler rinnovare l'incarico al bravo dirigente McLaren? Aspettiamoci dei fragorosi cambiamenti nelle prossime settimane...
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