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Formula 1
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La FIA prevede che le F1 2026 saranno più lente delle attuali: ecco di quanto

Nikolas Tombazis, direttore del dipartimento tecnico monoposto della FIA, ha dato un'importante anteprima: le monoposto 2026 di F1 saranno più lente rispetto alle attuali in un delta che andrà da 1" a 2"5 a seconda della pista. Ma poi questo gap sarà recuperato.

Rendering dell'auto F1 2026 FIA

Rendering dell'auto F1 2026 FIA

Foto di: FIA

F1 2026

Tutto ciò che c'è da sapere sulla tecnica e le novità regolamentari riguardo la nuova era della F1 che scatterà a partire dalla stagione 2026

Questione di abitudine. Quante volte abbiamo utilizzato questa frase per parlare di un cambiamento discusso e discutibile? Parlando del regolamento 2026 che andrà a ridisegnare le monoposto (e le power unit) di Formula 1 potrebbe essere il caso di rispolverarla.

Il perché è presto detto. Le nuove monoposto, che faranno il loro esordio in pista nello shakedown a porte chiuse previsto a fine gennaio al Montmelo di Barcellona, sulla carta dovrebbero essere più lente delle monoposto attuali. E non di pochi decimi.

La preoccupazione, dunque, è legata alle sensazioni dei piloti al volante, ma anche agli spettatori che le vedranno in pista o le seguiranno dal piccolo schermo. A scacciare questi fantasmi è stato Nikolas Tombazis.

Il direttore del dipartimento tecnico monoposto della FIA ha chiarito quale sarà la forbice prestazionale in termini di tempo tra le attuali monoposto e quelle del futuro. Si parla di un delta che va da 1" a 2"5 in base alla tipologia di pista.

Soprattutto, però, ha parlato di abitudine. Forse, nei primi istanti di pista delle nuove monoposto, sarà percepibile la differenza di velocità dalle precedenti. Ma, una volta fatta l'abitudine, questo aspetto verrà assimilato e non più catalogato come "problema" o differenza.

Rendering dell'auto F1 2026 FIA

Rendering dell'auto F1 2026 FIA

Foto di: FIA

"Prima di tutto, mi sorprende un po' l'enfasi che viene data al tempo sul giro effettivo. Perché in questo sport abbiamo attraversato varie fasi in cui le auto erano più lente o più veloci, e penso che una volta che ci si abitua, allora le cose andranno bene", ha subito chiarito l'ex ingegnere della Ferrari.

"Se esci da un simulatore o nella vita reale da una vettura e passi a un'altra che è forse un secondo e mezzo più lenta, inizialmente pensi 'questa non è una buona vettura' perché senti quel secondo e mezzo. Ma penso che una volta che l'hai guidata un po', in realtà non ha importanza".

"Nelle nostre simulazioni siamo tra uno e due secondi e mezzo più lenti l'anno prossimo all'inizio del regolamento, e chiaramente ci sarà un'evoluzione che li renderà più veloci. Quindi non credo proprio che il tempo sul giro sarà un fattore determinante una volta che le persone si saranno abituate a queste auto e inizieranno a guidarle. Penso che sia un commento che si fa inizialmente quando si ottiene il delta iniziale, ma francamente non credo che sarà un fattore determinante, né sarà molto diverso da ora".

"In tutta onestà, non abbiamo i dati di tutte le squadre, non abbiamo i livelli esatti di deportanza o altro delle squadre. Potrebbero esserci alcune squadre che inizialmente non riusciranno a ottenere il risultato desiderato e forse saranno un po' più lente, ma non prevediamo che i tempi sul giro saranno un argomento di discussione. Trovo anche un po' sorprendente il motivo per cui la gente se ne preoccupi davvero. Voglio dire, chiaramente se realizzassimo auto lente come quelle di F2 o qualcosa del genere, allora ovviamente la gente avrebbe qualcosa da dire al riguardo, ma non è assolutamente questo il caso".

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