La FIA non punisce il cartello criptato della Ferrari

Un team ha presentato ai commissari sportivi del Bahrain una foto nella quale si vedeva un cartello del muretto Ferrari che segnalava un messaggio in codice. La FIA ha accettato le spiegazioni di Maranello, ma i controlli restano serrati

Il giro di vite imposto dalla FIA sulle comunicazioni tra i piloti ed il muretto-box è pienamente operativo. Dopo il Gran Premio del Bahrain la Federazione Internazionale ha ricevuto una segnalazione da parte di una squadra che ha sottoposto all’attenzione del collegio dei commissari sportivi un cartello di segnalazione esposto dalla Ferrari sul rettilineo d’arrivo durante il Gran Premio di Al Sakhir.

La fotografia riporta un cartello di segnalazione con un messaggio criptico che si presta a  molte interpretazioni: "3.2-LFS6-P1".

L’analisi dei commissari, ha scagionato la Ferrari già nella sera del Gran Premio del Bahrain, dopo che dal box del Cavallino hanno risposto alle richiesta di chiarimenti da parte della FIA.

L’episodio conferma la capillarità dei controlli che la Federazione Internazionale sta effettuando su tre fronti: comunicazioni radio, messaggi sugli schermi presenti sul volante e comunicazioni attraverso le tabelle esposte sul rettilineo di partenza.

La nuove regole non sembrano però aver convinto i piloti, che le reputano eccessivamente restrittive. Un commento molto chiaro al proposito è arrivato in Bahrain da Fernando Alonso: “Ci danno da guidare delle astronavi e poi non possiamo parlare via-radio”.

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