La Ferrari si aggrappa ancora una volta alla sfortuna

Arrivabene ammette l'errore strategico su Raikkonen che ha fatto finire il finlandese al 14esimo posto in griglia, ma Vettel continua a credere nel potenziale della Rossa e non si rende conto che anche le Red Bull gli sono sempre davanti.

Nei suoi trent’anni di storia la pista dell’Hungaroring ha consegnato alla storia Gran Premi soporiferi alternati a corse dagli esiti sorprendenti. Se escludiamo la seconda possibilità, la Ferrari rischia di lasciare l’Ungheria con il temuto sorpasso da parte della Red Bull nella classifica del Mondiale costruttori.

Non è il giro di boa stagionale che speravano a Maranello, ma le classifiche al momento dicono questo. La squadra nelle dichiarazioni post-qualifiche si è mostrata compatta, sia nel mea-culpa seguito all’errore strategico che ha relegato Kimi Raikkonen in quattordicesima posizione, che nel sostenere che il quinto tempo di Sebastian Vettel sta un po’ stretto come bilancio finale del sabato ungherese.

Iniziamo dal problema che costringerà Kimi a partire domani dalla settima fila dello schieramento. Quando una pista si sta progressivamente asciugando, la prima regola è quella di transitare per ultimi sotto alla bandiera a scacchi. Ovviamente ci riesce solo un pilota, ma in generale l’importante è non essere tra i primi a passare sotto il traguardo. Ed è proprio quello accaduto a Raikkonen al termine della sessione Q2.

Paradossalmente quando “Iceman” è transitato sul traguardo era quello che in quel momento aveva il miglior tempo della sessione: 1’25”435. Ma ben tredici piloti alle sue spalle hanno superato il crono, e Kimi si è ritrovato escluso dalla Q3. “Colpa nostra”, ha chiarito Maurizio Arrivabene mettendoci la faccia.

Ma i volti legati all’errore commesso sono quelli di Inaki Rueda e Jock Clear. Lo scorso anno fu proprio la strategia a risolvere brillantemente molte situazioni strategiche a favore della Ferrari, dodici mesi dopo non sembra proprio la stessa situazione.
“Di sicuro quello che è accaduto è un peccato – ha commentato Raikkonen - perché la vettura è stata molto buona oggi, anche sul bagnato. Il mio tempo sul giro era competitivo nel momento in cui l’ho fatto, ma pochi secondi dopo non era più sufficiente. La pista si stava asciugando molto velocemente, e queste sono le situazioni che fanno parte del gioco: a volte lo fanno bene, a volte no”.

La Ferrari giocherà ad una punta… e mezza, visto che la posizione di partenza di Raikkonen renderà in salita la gara del finlandese. Ma anche Vettel non ha sfoggiato il sorriso delle giornate buone. E’ vero che i tecnici hanno lavorato nella giusta direzione, dopo i verdetti poco rassicuranti delle prove libere, ma è anche vero che le due Red Bull sono lì davanti.

“Abbiamo cambiato molto il setup della monoposto ed è migliorata – ha spiegato Vettel - ma purtroppo c’è stata la bandiera gialla nel settore centrale nell’ultimo giro della Q3. Ma non è stato solo quello il problema, perché ho trovato del traffico prima delle curva 11, e non sono riuscito ad entrare nella curva finale nel modo migliore. Credo che ci sarebbe stata la possibilità di abbassare molto il mio tempo, e avrei concluso la qualifica in una posizione migliore della quinta. Ma alla fine non è andata così, per circostanze non fortunate. Non siamo a livello della Mercedes, ma poteva andare meglio”.

“Domani la partenza sarà cruciale – ha proseguito Seb - devo essere pronto ad approfittare di eventuali problemi altrui. Passare su questa pista è difficile, anche se sei due o tre decimi più veloce di chi ti precede. Se farà caldo credo che potremo essere più veloci delle Red Bull, ma se saranno davanti non sarà semplice riuscire a passare”.

Le previsioni meteo indicano una corsa asciutta (anche se oggi le aspettative sono state clamorosamente smentite), e la strategia sembra essere quasi obbligatoria, questa volta compatibilmente anche con le indicazioni della Pirelli.

Se la gara avrà un andamento imprevisto possono aprirsi ovviamente possibilità inedite, ma in caso di corsa regolare, le previsioni sono tutte su due soste con supersoft-soft-soft. Un'arma in meno a disposizione di Vettel e Raikkonen per provare a ribaltare i pronostici poco promettenti in vista della corsa di domani.

Vettel, Ricciardo e Verstappen hanno lo stesso numero di supersoft nuove (un set ciascuno) e due di soft, mentre Raikkonen dispone di due set di supersoft nuovi in più. Ma la corsa di Kimi sarà ben più in salita...

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Evento GP d'Ungheria
Sub-evento Sabato, qualifiche
Circuito Hungaroring
Piloti Kimi Raikkonen , Sebastian Vettel
Team Ferrari
Articolo di tipo Commento