La Ferrari di Vettel era nervosa perché aveva un danno al fondo!

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La Ferrari di Vettel era nervosa perché aveva un danno al fondo!
Roberto Chinchero
Di: Roberto Chinchero
26 mag 2016, 17:12

Sulla Ferrari di Sebastian Vettel è stata trovata una rottura nel fondo che ha fatto perdere carico aerodinamico alla Rossa causando le due successive toccate del tedesco che si è trovato a condurre una macchina inguidabile.

Sebastian Vettel, Ferrari SF16-H
Sebastian Vettel, Ferrari SF16-H
Kimi Raikkonen, Ferrari SF16-H
The car of Kimi Raikkonen, Ferrari SF16-H
Kimi Raikkonen, Ferrari SF16-H
Mario Isola, Pirelli Racing Manager with Sebastian Vettel, Ferrari
Kimi Raikkonen, Ferrari with Mark Arnall, Personal Trainer
Sebastian Vettel, Ferrari SF16-H

Settimo Raikkonen, nono Vettel. Non sono i riscontri migliori per godersi con spensieratezza il tradizionale venerdì di riposo monegasco, ma sono dati che vanno analizzati. Terminata la seconda sessione di prove libere, sulla monoposto di Sebastian Vettel è stato rilevato un danno al fondo, che ha comportato una perdita di carico aerodinamico.

Due toccate per Vettel

In Ferrari hanno confermato che il problema è stato antecedente ai due imprevisti di Vettel: un testacoda con rottura dell'ala posteriore al Mirabeau, ed una toccata alla St.Devote nella quale Seb ha danneggiato il cerchio posteriore sinistro.

Non tutto è andato liscio, ma il dubbio resta: quanto hanno influito questi imprevisti nel giovedì di Vettel? Difficile prevederlo.

Sono davanti anche le Toro Rosso

Una Ferrari dietro le due Mercedes ci sta, dietro le due Red Bull sarebbe già una beffa. Ma dietro le due Toro Rosso sembra troppo. Probabile, quindi, che nel frastagliato giovedì della Ferrari le simulazioni di qualifica non siano da prendere come riferimenti di valore assoluto.

Vettel ha smorzato le paure di un appuntamento che apparentemente è iniziato in salita, confermando di aver utilizzato le tre ore di prove libere per provare diverse soluzioni tecniche portate in pista per affrontare al meglio il tracciato monegasco. Per lo più novità meccaniche sull’avantreno: alcune hanno funzionato, altre no.

Buona la simulazione gara di Kimi

Ma un po’ di preoccupazione tra i sostenitori delle Rosse c’è, almeno per quanto riguarda le simulazioni di qualifica. Diverso il discorso relativo ai long-run, che di fatto non sono comparabili nel gruppo dei top-driver a causa delle differenti mescole utilizzate.

Il leader di giornata, Daniel Ricciardo, oltre a stampare il miglior crono ha completato una simulazione di gara con gomme ultrasoft di venti tornate. Il passo è stato molto costante, tra il crono di 1’18”195 fino a sfiorare il tetto del 1’19”00 nelle tornate conclusive.

Ma non è stato da meno Kimi Raikkonen, che ha completato un long-run di dodici giri utilizzando mescola supersoft. “Iceman” ha iniziato sul piedi del 1’18”7, scendendo fino a 1’17”914 prima di tornare ai box.

E al termine della sessione FP2 Raikkonen ha confermato i miglioramenti sul fronte del setup:
“Questa mattina non ero molto contento del comportamento della vettura ma nel pomeriggio siamo riusciti a migliorarlo. C'è molto lavoro da fare e questo non è il posto più facile quando le cose non funzionano esattamente come si desidera”.

Kimi ha fotografato bene la situazione, ovvero la strada imboccata sembra essere giusta, ma manca ancora parecchio da fare. Montecarlo regala un giorno in più, e in Ferrari non sarà proprio una giornata di pausa.

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Su questo articolo

Serie Formula 1
Evento GP di Monaco
Sotto-evento Giovedì, prove libere 2
Location Montecarlo
Piloti Kimi Raikkonen, Sebastian Vettel
Team Ferrari
Autore Roberto Chinchero
Tipo di articolo Analisi