La Ferrari accelera nella realtà virtuale del simulatore

La Ferrari accelera nella realtà virtuale del simulatore

A Maranello dovrebbero arrivare due specialisti della McLaren "consigliati" da Pat Fry

La Ferrari non si perde d'animo: Stefano Domenicali spinge gli uomini del Reparto Corse a dare il massimo, mentre Fernando Alonso crede di poter rientrare nella lotta per il mondiale. La squadra del Cavallino va ad Hockenheim per puntare al bottino pieno, anche se c'è la consapevolezza che alla Gestione Sportiva in questo momento manchi sempre qualcosa per tornare al vertice in modo stabile. Sulla F10 verrà montato un diffusore posteriore modificato per sfruttare al meglio gli scarichi soffianti: in Germania anche la Ferrari disporrà del sistema che ritarda l'accensione e permette, quindi, di avere un piccolo aumento di carico aerodinamico anche quando il pilota è in fase di rilascio con il piede sull'acceleratore. Ciò che la squadra di Maranello sta patendo di più è il divieto dei test: spesso le soluzioni messe a punto dagli uomini di Aldo Costa sono eccellenti in galleria del vento o al simulatore, ma non risultano altrettanto valide in pista. Come mai? La ragione in verità è piuttosto semplice: di solito nelle corse si è abituati ad introdurre una modifica alla volta per vedere se nel pacchetto di novità c'è qualcosa che non va. In tempi non lontani la Ferrari verificava ogni nuovo particolare in pista: non andava su una macchina da Gp se prima non aveva avuto una delibera nei collaudi. Questa metodologia di lavoro è stata superata dai regolamenti e dalla necessità di ridurre i costi. Una scelta giusta nel principio che, però, ha portato i top team a investire pesantemente in nuove strategie di sviluppo. La parola di moda oggi è simulazione. Al banco prova per motori e cambi, al banco dinamico per sospensioni e freni, in galleria del vento per l'aerodinamica. A tutti questi strumenti si è aggiunto di recente il simulatore. Quello della Ferrari sta in un nuovissima palazzina di tre piani sorta accanto alla Gestione Sportiva. Fino allo scorso anno la squadra del Cavallino usava la struttura del Centro Ricerche Fiat, mentre ora è diventata autonoma con un impianto all'avanguardia e molto innovativo. A Maranello stanno scoprendo le potenzialità che la realtà virtuale è in grado di offrire nel lavoro di sviluppo di una monoposto di F.1, ma l'esperienza è ancora piuttosto acerba. Marco Fainello è il responsabile del programma, ben coadiuvato da Gabriele Delli Colli. Sul simulatore si cimentano oltre ai piloti titolari anche Marc Genè, Luca Bertolini e Davide Rigon. Dal Gp di Spagna a Barcellona anche la Ferrari ha cominciato a pianificare dei week end di Gran Premio paralleli: mentre in pista girano Alonso e Massa, in contemporanea sul simulatore agisce un collaudatore. Il coodinamento delle informazioni fra paddock e casa non è cosa semplice, anche perché ci deve essere un'organizzazione che sa integrarsi nel già complicato lavoro di messa a punto del venerdì, nel quale non si può sprecare nemmeno un minuto. La F10 con gli scarichi bassi ha debuttato a Valencia: in quel pacchetto c'erano tante novità importanti. Diffusore modificato, radiatori diversi, sospensione posteriore con attacchi spostati e ali per quel tipo di pista. Qualcosa non aveva funzionato a dovere e aveva messo in crisi tutto il resto, sebbene le soluzioni viste al Gp d'Europa fossero un concreto passo avanti. In pista non c'era stato il tempo per calibrare una novità alla volta ed il risultato è stato quello che si è visto. La McLaren ha aspettato il Gp di Gran Bretagna per mettere in campo altrettante novità. E, proprio come gli uomini di Maranello, quelli di Woking si sono subito trovati in difficoltà: la Mp4-25 era diventata instabile e difficila da guidare, tanto che Hamilton e Button beccavano quasi due secondi dalle Red Bull. Al Technocentre non si sono persi d'animo e hanno fatto lavorare il tester Gary Paffett per tutta la notte, per riconfigurare la vettura senza gli scarichi bassi e recuperare il tempo di una giornata buttata via con un pacchetto di novità che per mancanza di messa a punto in pista non funzionavano. A Woking quest'area di lavoro si chiama Mission Control, un reparto che non sta subendo il taglio dei costi che aggredisce tutti gli altri, ma anzi è in piena fase di espansione. In qualifica Hamilton si è avvicinato ad Alonso e in gara Lewis è stato l'unico in grado di mettere un po' di pressione alla Rb6 dell'imprendibile Mark Webber. Paffett ha proseguito il lavoro al simulatore nel week end, contribuendo in modo concreto alla soluzione dei problemi e quello che poteva diventare un Gp disastroso per la squadra di Woking si è trasformato in una gara tutto sommato positiva. Questa mentalità non è ancora acquisita a Maranello e si stanno facendo passi da gigante per recuperare sulla migliore concorrenza: le voci del paddock assicurano che proprio dalla McLaren potrebbero arrivare due tecnici “consigliati” da Pat Fry, il fresco vice-direttore tecnico giunto da Woking. Uno specialista di CFD ed un altro che conosce il sistema Mission control...
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Campionati Formula 1
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