La F1 accelera: pubblico giovane, boom social e team sempre più ricchi
La Formula 1 ha fatto segnare numeri impressionanti nel 2025. Una crescita straordinaria di nuovi appassionati e ricavi, senza contare la sostenibilità dei team ormai raggiunta. Il 2026 si prospetta come un anno di consolidamento, ma l'obiettivo futuro dovrà essere la qualità dello spettacolo.
Logo F1 e FIA
Foto di: Benjamin Vinel
La Formula 1 continua a crescere. Dopo il difficile periodo del Covid la spinta è stata eccezionale, andando oltre tutte le aspettative e sorprendendo anche gli analisti più ottimisti. I dati distribuiti da Liberty Media delineano un trend solido, con progressi su più fronti. La fan base globale ha raggiunto il record di 827 milioni di appassionati, un valore che colloca la Formula 1 in prima posizione con un vantaggio dell’11,4% sulla platea dell’NBA. Il profilo degli appassionati evolve: il 43% ha meno di 35 anni, confermando una base anagrafica sempre più giovane. La componente femminile rappresenta oggi il 42% del totale, con 43 milioni di nuove tifose rispetto alla stagione precedente, un segnale che consolida la crescita di un pubblico più ampio e diversificato.
Sul fronte televisivo, a fine novembre 2025 oltre un miliardo di spettatori si erano già collegati ai GP, con un incremento marcato negli Stati Uniti, in Cina, Australia, Canada e Brasile. L’audience media nei weekend di gara ha toccato i 70 milioni di telespettatori, mentre i weekend sprint hanno registrato un +19%. Negli Stati Uniti, in particolare, l’audience televisiva è cresciuta del 7%, un dato che si inserisce in un contesto di espansione dell’11% della fan base nazionale, ora salita a 52 milioni di appassionati. Anche il pubblico digitale accelera: le visualizzazioni degli highlight sul canale YouTube ufficiale della F1 sono aumentate del 30%, con più della metà della platea under 35.
I followers sui social media hanno raggiunto i 111 milioni, trascinati principalmente da TikTok, Instagram e YouTube. Secondo i report di settore, la F1 resta lo sport con il maggiore tasso di crescita sulle piattaforme social, un primato che conferma la forza del brand nel dialogo con le nuove generazioni Anche sugli autodromi il 2024 ha dato risposte significative: quasi 7 milioni di spettatori complessivi nei 24 circuiti del calendario, con il tutto esaurito mancato in solo cinque occasioni. Silverstone si è confermato l’evento con più presenze stagionali, 500.000 spettatori in pista da giovedì a domenica.
Il boom finanziario
Le stime più recenti indicano che la Formula 1 nel 2025 potrebbe aver raggiunto un fatturato vicino ai 4 miliardi di dollari, sulla scia dei 3,65 miliardi del 2024 e del +9% registrato nei primi tre trimestri. Per i team, la crescita non è un dettaglio: la quota distribuita da Liberty Media dovrebbe avvicinarsi a 1,4 miliardi di dollari, un valore che sfiora un nuovo massimo storico per la ripartizione dei proventi.
Sorridono anche gli investitori. A gennaio 2017, al momento dell’acquisizione dei diritti commerciali Formula 1 da parte di Liberty Media, il titolo FWONK quotava 26 dollari a Wall Street, per poi scendere sotto i 20 durante il lockdown del 2020. Da allora il valore ha intrapreso una lunga ascesa, superando i 100 dollari negli ultimi mesi, riflettendo la rinnovata fiducia del mercato nel modello commerciale della F1.
Ma l’aspetto più impressionante è la crescita del valore delle squadre. Il 21 agosto 2020 la Williams è stata acquistata da Dorilton Capital per 170 milioni di dollari, con un investimento successivo di pari entità destinato al rilancio della struttura. Oggi, secondo diverse conferme arrivate da addetti ai lavori, risulterebbe sul mercato a meno di 1,8 miliardi di dollari. Voci che trovano conferma indiretta nella cessione da parte di Toto Wolff del 5% delle quote del Mercedes F1 Team. Un’operazione da 265 milioni di euro, cifra che colloca la valutazione complessiva della squadra oltre i 5 miliardi.
A determinare una crescita così impressionante sono stati due fattori convergenti: l’aumento dei ricavi (quota garantita da Liberty Media + sponsor) e il tetto alle spese introdotto dal budget cap, che ha contenuto i costi e migliorato la prevedibilità finanziaria dei bilanci. Non tutte le squadre sono ancora in grado di generare degli utili per gli azionisti, ma i segnali positivi non mancano. I dati pubblici del 2025, riferiti alla stagione precedente, mostrano che la Mercedes ha dichiarato un utile netto superiore ai 130 milioni di euro, con un fatturato oltre i 700 milioni. In passato, risultati simili avrebbero alimentato nuovi investimenti tecnici, ma oggi il cost cap non lo permette.
2026: crescita o assestamento?
Nel paddock, non sono pochi a chiedersi dove si sposterà ora il baricentro della crescita. Gli Stati Uniti restano il mercato con il maggiore potenziale di espansione commerciale, ma altrove è difficile immaginare progressi a doppia cifra paragonabili a quelli degli ultimi anni. Il calendario ha raggiunto il tetto delle 24 gare, con contratti pluriennali già in essere, e anche il Paddock Club (voce chiave dei ricavi) ha saturato gli spazi disponibili, riducendo i margini di ulteriore espansione logistica.
I ricavi televisivi potranno crescere solo se lo spettacolo in pista attirerà nuovi spettatori, un punto interrogativo alla vigilia della rivoluzione tecnica del 2026. Come spesso accade, l’interesse dei mercati nazionali segue un ciclo legato ai piloti simbolo: la Germania di Schumacher e Vettel, la Spagna di Alonso, oggi l’Olanda di Verstappen. L’ascesa di un Paese coincide spesso con il rallentamento di un altro, in un’alternanza fisiologica.
Per Liberty Media potrebbe quindi arrivare una fase di consolidamento. La crescita è sempre nel mirino, ma è difficile che possa proseguire ai ritmi visti negli ultimi cinque anni. Dopo l’ingresso della Cadillac i cancelli del paddock sono stati blindati, le squadre sono destinate a restare undici per molti anni, così così come stabile appare il numero dei GP in calendario. Tutti i team arriveranno presto alla sostenibilità finanziaria, i piloti che si fanno largo sul mercato grazie a supporti finanziari saranno sempre più un lontano ricordo. Le basi della F1 sono solide, ma il lavoro non mancherà, soprattutto sul fronte sportivo e regolamentare. Archiviata la corsa alla stabilità finanziaria, la priorità diventa ora la qualità dello spettacolo: regolamenti in grado di garantire una competizione chiara e dagli esiti poco prevedibili. Non sarà una sfida di minor portata.
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