La F.1 discute sul limite di tre motori a partire dal 2018

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La F.1 discute sul limite di tre motori a partire dal 2018
Jonathan Noble
Di: Jonathan Noble
Tradotto da: Matteo Nugnes
20 apr 2016, 08:55

I motoristi di Formula 1 hanno accettato l'idea di limitare a tre i motori a stagione dal 2018, come parte del progetto volto a ridurre i costi.

Daniel Ricciardo, con fumo che esce dalla sua Red Bull Racing RB11
Christian Horner, Team Principal Red Bull Racing nella conferenza stampa
Sergio Marchionne, Ferrari President and CEO of Fiat Chrysler Automobiles watches the race
Nico Rosberg, Mercedes AMG F1 Team W07
Il vincitore Nico Rosberg, Mercedes AMG F1 Team in parc ferme
Toto Wolff, Mercedes AMG F1 Shareholder and Executive Director
Press conference: Frederic Vasseur, Renault Sport F1 Team Racing Director, Yusuke Hasegawa, Head of
Kimi Raikkonen, Ferrari SF16-H
Daniel Ricciardo, Red Bull Racing RB12 leads
Christian Horner, Red Bull Racing Team Principal
Christian Horner, Red Bull Racing Team Principal
Christian Horner, Red Bull Racing Team Principal and Dr Helmut Marko, Red Bull Racing Team Consultan

In attesa dei colloqui che si terranno a fine mese per discutere i cambiamenti al regolamento relativi alle power unit, i costruttori pensano che il modo migliore per ridurre i costi e far convergere le prestazioni sia quello di tagliare il numero di motori a disposizione in una stagione.

Alcune fonti suggeriscono che i primi calcoli indicano che tagliare l'attuale limite di quattro motori (cinque con più di 21 gare), dovrebbe permettere ai team clienti di stare nei 12 milioni di euro a stagione di spese per la fornitura, come inizialmente proposto dalla FIA.

Se ne parlerà nello Strategy Group

La proposta sembra aver incontrato il supporto dei motoristi, ma per capire se questa proposta entrerà in vigore bisognerà attendere e vedere se verrà accettata dallo Strategy Group e dalla F.1 Commission.

C'era infatti la speranza che i regolamenti 2017 possano portare ad una riduzione importante dei costi, altrimenti ci sarebbe davvero il rischio di dover perseguire la strada del motore indipendente.

Parlando della situazione, il grande capo della Mercedes, Toto Wolff, ha detto: "Ci sono due settimane prima degli ultimi incontri della F.1 Commission e dello Strategy Group che dovranno servire a definire i regolamenti".

"Sul fronte del motore siamo molto vicini. Abbiamo un accordo che deve essere ratificato dagli azionisti, ma che garantirebbe benefici alla maggior parte delle squadre. Quindi spero che possa essere portato a termine".

Il presidente della Ferrari, Sergio Marchionne, ha spiegato che i costi di sviluppo delle attuali power unit si sono stabilizzati e che quindi un regolamento che le dovesse confermare aiuterebbe ad abbattere le spese.

"Diciamo che al momento si sono stabilizzati" ha detto. "Ora il prossimo passo sarà di cominciare a ridurre i costi. Se non dobbiamo reinventare i motori ogni stagione, saremo in grado di farlo".

La Red Bull è contraria

Anche se i motoristi ritengono che questa idea sia buona, non tutti sembrano avere la stessa convinzione.

La Red Bull, che era a favore del motore indipendente, dice che non vede grosse differenze rispetto a quanto era stato inizialmente proposto dalla FIA.

"Penso che Jean Todt avesse impostato quattro risultati finali da raggiungere per i produttori di motori" ha detto Christian Horner.

"Le quattro cose erano una riduzione del prezzo di fornitura a 12 milioni di euro l'anno, la disponibilità di questi motori, la convergenza della potenza delle varie unità ed un incremento del rumore. E nessuna di queste è stata soddisfatta".

"Quindi penso che sarà interessante la discussione che avverrà negli incontri dello Strategy Group e della F.1 Commission per capire quali saranno le prossime mosse della FIA e dei promoter".

"Credo che abbiano bisogno di decidere quello che vogliono. Lo hanno fatto chiaramente in passato quando hanno tolto dal tavolo la proposta del motore indipendente, dicendo che avrebbero perseguito questi obiettivi".

"Se in questo momento non sono stati raggiunti, i prezzi non stanno scendendo, non c'è convergenza di prestazioni, e le forniture sono ristrette, allora questi criteri non sono stati rispettati".

Quando gli è stato chiesto se ritiene che questo possa riaprire la porta ai motori indipendenti, ha detto: "Si, perché altrimenti cosa pensiamo di fare con costi, disponibilità e convergenza di prestazioni?".

"C'è ancora un problema importante, il più importante. Al momento le gare sono buone, ma abbiamo questo problema di fondo che deve essere affrontare. E' interessante e non può essere qualcosa che viene risolto in una settimana".

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