Felipe Massa

La colonna di Massa: "È stato giusto partire con la Safety-Car!"

Feiipe Massa nella sua colonna rivela che il pilota brasiliano ha parlato con Alonso, Vettel, Bottas e Button prima del via del GP di Monaco. Tutti erano molto preoccupati per la totale mancanza di grip ed erano favorevoli alla vettura staffetta.

Quella di Monaco è una pista che mi piace. Parliamo di un tracciato che rappresenta una delle sfide più dure della stagione, a prescindere dalla condizioni meteo. Ma in caso di pioggia, come abbiamo avuto domenica scorsa, tutte le difficoltà vengono ulteriormente amplificate. Quando sono uscito dai box per il giro di pre-griglia, le condizioni di aderenza erano davvero precarie. E non è stata solo una mia sensazione. Poco prima della partenza ci siamo ritrovati in zona podio per l’inno nazionale che precede la partenza, ed ho avuto la possibilità di parlare con Alonso, Vettel, Bottas e Button: tutti erano molto preoccupati per la totale mancanza di grip.

Sensato il via in safety car

La decisione di prendere il via della gara in regime di safety-car, credo sia stata molto sensata. Abbiamo percorso molti giri dietro la vettura di servizio, e probabilmente chi era nelle prime posizioni avrebbe voluto avere il “via libera” con un paio di tornate d’anticipo. Posso capirlo, ma chi come me era a metà gruppo, vedeva davvero poco. Abbiamo atteso un paio di giri in più e le condizioni sono migliorate, quindi alla fine credo che tutto sia stato fatto nel modo giusto.

La pioggia nella prima fase di gara è progressivamente calata, ma vi assicuro che non è stata una corsa semplice. Per un pilota a Monaco è difficile avere il polso della gara, perché non c’è modo di vedere oltre gli avversari diretti. La squadra ha deciso di allungare molto il mio primo stint con gomme da bagnato, e sono rimasto in pista anche quando le condizioni erano ormai da intermedie.

Una decisione legata al traffico, perché era fondamentale avere il margine sufficiente per effettuare il pit-stop e tornare in pista davanti alla Manor di Wehrlein. Viceversa, avrei perso molto tempo, come è accaduto ad altri piloti. Quindi ho allungato molto il mio stint fino al ventesimo giro, quando sono passato alle intermedie.

Potevamo puntare a montare subito le slick

Col senno di poi avrei potuto provare a restare in pista ancora una decina di tornate in più per puntare a montare direttamente le slick, come ha scelto di fare Hamilton. Non sarebbe stato facile, ma neanche impossibile. Se avessimo rischiato, e tutto fosse andato come nel caso di Lewis, mi sarei ritrovato nella top-5. Ma nel momento in cui è stata presa la decisione, era in effetti una strategia molto azzardata.

Il mio passo con la gomma intermedia è stato comunque buono, così come con gli pneumatici slick. A parte Perez, che si è confermato più veloce, il resto degli avversari diretti era alla mia portata. E considerando che quella di Monaco rappresenta per noi della Williams la corsa più difficile in calendario, direi che il punto finale è da vedere come un segnale positivo.

Sono l’unico pilota andato a punti nei sei GP

Anche perché mi ha permesso di essere l’unico pilota ad aver concluso nella top-10 tutte le sei gare del Mondiale finora disputate. Nel corso del weekend abbiamo migliorato progressivamente il setup della monoposto, e nel confronto con i dati dell’edizione 2015, dopo la Red Bull la squadra che è cresciuta maggiormente è stata la Williams.

Purtroppo nel bilancio finale del weekend ha inciso la qualifica, che non si è conclusa come speravo. Nel primo e secondo settore tutto è andato molto bene, poi nella parte finale del mio giro veloce la temperatura degli pneumatici posteriori è salita troppo, ed ho perso quello che avevo guadagnato in precedenza.

Il Canada è favorevole alla Williams

Archiviato Monaco, adesso il calendario offre una sequenza di tracciati che dovrebbe sposarsi bene con la nostra monoposto. Quella di Montreal è una pista tradizionalmente favorevole per la Williams, e partiremo per il Canada con un motivato ottimismo.

Avremo qualcosa di nuovo sulla monoposto, e ci attendiamo ottimi riscontri dalla nostra power unit, che a Montreal si è sempre dimostrata un’arma importante. Sulla successiva tappa di Baku non abbiamo ancora molti riferimenti, ma sappiamo che c’è un rettilineo molto lungo, e questa per noi è una buona notizia.

Avrò un’idea più precisa nel corso di questa settimana, dopo aver provato la pista al simulatore. Poi seguiranno le trasferte di Spielberg e Silverstone, piste su cui solitamente andiamo molto bene, e questo

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