Kimi Antonelli esclusivo: vi raccontiamo il dietro le quinte dell'esordio in F1
Motorsport.com ha seguito da molto vicino l'esordio in Formula 1 di Andrea Kimi Antonelli, consumatosi a Melbourne e culminato con un quarto posto dopo una grande rimonta. Ecco cos'è successo nel weekend australiano che non avete potuto né vedere, né sapere...
Roberto Chinchero, Motorsport.com Italia con Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Mercedes GP Petronas Formula One Team
Kimi Antonelli osserva sul suo smartphone il programma di giornata, puntualmente inviato dai responsabili media della Mercedes. Mancano ventiquattr’ore al debutto in Formula 1, il fuso orario è ormai alle spalle, la partenza anticipata per Melbourne è stata dettata proprio dalla necessità di allinearsi il prima possibile agli orari australiani. “Ma davvero oggi riusciremo a fare tutta questa roba?”, chiede Kimi dopo aver messo a fuoco il programma di giornata. Alle nove del mattino è in agenda un incontro con i media insieme a George Russell, Valtteri Bottas e Toto Wolff, la location è sul lungomare di St.Kilda, una struttura che si affaccia sull’oceano. Antonelli arriva indossando la divisa che la Mercedes ha scelto per i fine settimana di gara del 2025.
Roberto Chinchero, Motorsport.com Italia segue Andrea Kimi Antonelli che è con George Russell
Foto di: Mercedes GP Petronas Formula One Team
“Come sto?”, chiede Kimi con un certo orgoglio. Poi sale sul palco e da quel momento inizia un vero e proprio tour de force. Terminata la sessione media si va in pista, dove è pianificato un incontro con gli ingegneri. Seguirà l’operazione di peso che la Federazione Internazionale richiede a tutti i piloti prima dell’inizio di stagione, la foto ufficiale, la prima conferenza stampa ufficiale FIA, una sessione per i canali social della squadra, una sessione autografi, l’incontro con una rappresentanza di giocatori di football australiani, una riunione con il suo ingegnere di pista Peter “Bono” Bonnington e la presenza ad un evento con i rappresentanti di Mercedes Australia.
Nei due incontri ‘media’ della giornata Antonelli ha dovuto rispondere a diverse domande su cosa prova nel rivestire i panni del sostituto di Lewis Hamilton. “Non voglio apparire presuntuoso – confessa Kimi – ma vorrei scrivere la mia storia, non so cosa mi riserverà il futuro ma voglio semplicemente fare il mio cammino”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
Antonelli non lo fa vedere, ma giovedì attende soprattutto l’arrivo a Melbourne della famiglia, papà Marco, mamma Veronica e la sorella minore Maggie. Alloggiano in un hotel diverso dal suo, e la mattina è lui a passare a prendere la famiglia per andare in pista. “Ora che ho la patente mi sembra anche giusto, mi hanno scarrozzato in giro per anni”.
Venerdì la sveglia suona abbastanza presto, alle otto Kimi è in palestra con il suo fisioterapista, Sergj Avila. È una figura importante per Antonelli, un ruolo che va oltre quello di guida per mantenere la migliore forma fisica. A poche ore dal debutto in un weekend di gara c’è da smorzare un po' di tensione. “Iniziamo sempre con esercizi di mobilità – spiega Avila – poi altri di attivazione veloce e visuale. Serve anche per capire se il sonno è stato corretto”.
Andrea Kimi Antonelli firma gli autografi a Melbourne
Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images
La vita dei piloti di Formula 1 è monitorata dallo ‘smart ring’ (l’anello di colore scuro che indossano tutti) un dispositivo che tra le tante cose rivela anche l’orario in cui ci si è addormentati e quello in cui è suonata la sveglia. “Lo ‘sleep tracking’ non permette ai piloti di tirare tardi – ammette sorridendo Avila - verrebbero subito smascherati. Per noi è interessante anche monitorare la frequenza cardiaca e capire la qualità del sonno”. “L’avessimo avuto noi – commenta papà Antonelli che ha un lungo trascorso da pilota – l’anello sarebbe volato dalla finestra dopo un solo minuto!”.
Andrea Kimi Antonelli con papà Marco
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
L’attenzione al dettaglio è maniacale. Nel lungo viaggio dall’Italia a Melbourne Antonelli e Avila hanno deciso di fermarsi per un giorno in Malesia, a Kuala Lumpur. “È un modo per assorbire il fuso orario in modo più progressivo – spiega Avila –i due voli sono stati anche scelti in fascia notturna per arrivare a destinazione nelle prime ore del mattino”. Un altro aspetto è ovviamente la dieta, ma su questo fronte non ci sono criticità: “Kimi ha la fortuna di essere in una famiglia che cura in modo particolare l’alimentazione, quindi, nessun problema”.
All’arrivo in pista Antonelli scopre una delle caratteristiche di Melbourne. I piloti sono tra i pochissimi autorizzati a percorrere in auto le stradine interne di Albert Park, ed una volta raggiunta l’area di parcheggio a loro riservata percorrono a piedi la Melbourne walk, ovvero la strada che porta direttamente al paddock diventata negli anni la meta più ambita per il pubblico. Una sorta di muro della passione, diventato uno dei tratti iconici del weekend australiano.
La tradizione impone una sosta a tutte le celebrità del Circus, una passeggiata tra autografi, foto, saluti, tutto all’insegna di un ordine esemplare. “Ma quanta gente c’è?”, esclama Kimi quando intravede il serpentone coloratissimo formato dai fans. Tutti lo chiamano per nome, tra foto ed autografi c’è una ragazza che gli porge una foto che ritrae Antonelli giovanissimo in kart. “Ma questa dove l’hai presa?”, chiede Kimi sorpreso. C’è chi si rivolge a lui in italiano (“Non siamo qui solo per la Ferrari!”) chi gli chiede un podio nella gara di domenica, domanda a cui Antonelli risponde con prudenza. “Magari! C’è bisogno di tempo”.
Kimi viene scavalcato nel percorso da Christian Horner, a quanto pare meno richiesto di Antonelli, e dopo una ventina di minuti ecco l’ingresso nel paddock. L’agenda è serrata, saluti ai presenti poi subito una prima riunione nell’ufficio degli ingegneri. Non lascia indifferenti vedere un ragazzo di diciotto anni rispondere ad una serie di domande molto precise (la scena si ripeterà in serata e nei giorni successivi), tutti indossano una cuffia e hanno uno schermo davanti, facendo tornare alla mente l’immagine degli ingegneri NASA che monitorano una missione spaziale. Terminato il briefing arriva Wolff, manca poco alla prima sessione di prove libere. “Tutto a posto Kimi?”. L’approccio è già diverso rispetto a quello dei giorni precedenti, Antonelli annuisce con un cenno del capo, è già in modalità ‘pista’.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Sam Bagnall / Motorsport Images
La giornata scorre veloce, alla fine della sessione FP2 Kimi tira le somme. “Con il long-run siamo messi bene – spiega – con le soft devo ancora capire bene il giro di warm up”. Mamma Veronica lo accarezza velocemente sul capo. “Va bene ma devo ancora migliorare molte cose”, papà Marco gli fa presente due osservazioni e Antonelli annuisce. Poi altra riunione con gli ingegneri. “È vero che ho già corso su questa pista lo scorso anno in F.2 – confessa Antonelli – ma al volante di una Formula 1 sembra un altro circuito, cambia tutto. Ed anche le gomme sono tutt’altra cosa rispetto a quelle usate nei test”. ‘Bono’ lo tranquillizza: “Buon inizio”, ma si vede chiaramente che Antonelli vuole di più.
Roberto Chinchero, Motorsport.com Italia con Andrea Kimi Antonelli, George Russell, Mercedes
Foto di: Mercedes GP Petronas Formula One Team
Sabato mattina inizia con il consueto bagno di folla all’ingresso del paddock, ma non sarà l’apice della giornata. Alle 11:00 la ferrea agenda riporta “fan zone”, e con dieci minuti d’anticipo arriva la chiamata di Rosa Herrero, la persona del dipartimento media dedicata a Kimi. “È ora, andiamo”. Una vettura porta Russell e Antonelli verso un’area molto ampia con un palco sul quale si alternano con puntualità svizzera tutti i venti piloti. Mentre ci si avvicina alla meta, Kimi fa qualcosa non abituale per un pilota di Formula 1. Le vetture hanno rigorosamente vetri scuri per non far intravedere chi è presente all’interno, ma Antonelli decide di abbassare il suo finestrino per salutare le centinaia di persone assiepate lungo il tragitto. “Ma quanta gente c’è? È davvero bello vedere così tanti appassionati, dai, e sono quasi tutti giovani”.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes, alla Fan Zone di Melbourne con Russell
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
Antonelli e Russell salgono sul palco accolti da un’ovazione. “Sembra un concerto!”, dice Maggie, che Kimi ha portato con sé a questo appuntamento mano nella mano. Dieci minuti di domande, qualche quiz con il pubblico, lancio dei cappellini, poi di nuovo in auto e ritorno nel paddock per le qualifiche. Sarà il momento più deludente del fine settimana di Kimi, impossibilitato a passare la Q1 dopo aver danneggiato il fondo in un passaggio sul cordolo della curva 6.
Andrea Kimi Antonelli largo con la Mercedes W16
Foto di: Andy Hone / Motorsport Images
La Mercedes fa subito quadrato intorno ad Antonelli: “Tranquillo, succede - è il coro di tutto il box – pensiamo a domani”. Antonelli abbozza un sorriso ma il suo disappunto è fin troppo chiaro, il quinto posto ottenuto nella sessione FP3 aveva fatto ipotizzare uno scenario diverso rispetto alla sedicesima posizione in cui ha concluso le qualifiche. “Però se domani dovesse davvero piovere…”, commenta papà Marco, le sue parole si riveleranno profetiche.
Domenica la pioggia arriva sul serio, forte al punto da costringere gli organizzatori a cancellare la gara di Formula 2. “Pensa che delusione – commenta Kimi – venire in Australia e poi non poter correre. Soprattutto per chi partiva davanti deve essere una bella mazzata ripartire per l’Europa senza essere scesi in pista”. La Formula 1 è più fortunata, nel pomeriggio le condizioni sono migliori. Quando manca poco più di un’ora la tensione sale, in Kimi come nei genitori. Solo la piccola Maggie sembra tranquilla colorando un disegno su un tavolo dell’hospitality Mercedes.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Glenn Dunbar / Motorsport Images
Quando le monoposto si avviano per il giro di ricognizione mamma Veronica si chiude nella stanza riservata a Kimi. Non ci sono schermi, la gara la seguirà guardando solo il live timing, un modo per non farsi sopraffare dalla tensione. La scelta è saggia visto che le permetterà di non saltare sulla sedia (come papà Marco) quando Kimi sarà autore di un testacoda dopo aver messo le gomme sull’erba all’uscita della curva 3. Ma da quel momento in poi le notizie che arrivano sono solo ottime, la rimonta di Antonelli prende forma giro dopo giro, le condizioni restano molto insidiose ma tutto si incastra perfettamente. A due giri dal termine Toto Wolff fa chiamare i genitori di Kimi nel box, scorrono un paio di minuti in rigoroso silenzio poi la bandiera a scacchi conferma Antonelli al quarto posto. Abbracci, pacche sulle spalle, grandi sorrisi e poi la corsa al parco chiuso ad attendere Kimi.
Tutta la squadra, Kimi incluso, si reca sotto il podio per rendere omaggio alla terza posizione conquistata da Russell, poi è il momento dei media. “Devo dire che le domande sono state tutte piacevoli”, ammetterà poco dopo Antonelli. Al rientro nell’hospitality il più euforico è Wolff, colui che ha caldeggiato la scelta del ragazzino contrattualizzato ai tempi del karting. I pochi metri che separano il tv-pen dove si tengono le interviste dall’hospitality Mercedes diventano lunghissimi, tutti fermano Kimi per un complimento, una pacca sulla spalla, un ‘cinque’ di stima. Kimi ha un sorriso per tutti, ringrazia, è quasi sopraffatto da attestati di stima dall’alto peso specifico, quelli degli addetti ai lavori.
Andrea Kimi Antonelli, Mercedes
Foto di: Sam Bloxham / Motorsport Images
Una volta raggiunta la meta il primo commento di Antonelli dice molto. “Adesso posso dire di avere cancellato Monza (il riferimento è l’uscita di pista nella sessione FP1 dello scorso anno) è stato un episodio che sotto alcuni aspetti mi ha segnato, però mi è servito anche per imparare. Ah, spero si sia visto il sorpasso su Albon, non è stato male!”. Sorride, gli viene passata la classifica di gara, uno sguardo veloce poi: “Beh, dai…ci sono dei nomi mica male alle mie spalle, no?”.
Il tavolo riservato alla famiglia Antonelli è il primo all’ingresso dell’hospitality, tutti coloro che entrano si complimentano. “Cosa farò stasera? Dormirò, in aereo, perché partiamo subito per Shanghai”. La gioia per l’esito del fine settimana sarà assaporata più dalla famiglia, che ha programmato qualche giorno di vacanza in Australia, Kimi cederà al sonno pochi minuti dopo essersi seduto in aereo. Poco prima, però, l’ultimo messaggio della giornata, quello di Toto Wolff. “Un bel messaggio – confessa Kimi - con un finale in lettere maiuscole: ‘in futuro stai lontano dalle linee bianche e dall’erba’. Deve essersi spaventato più di me…”.
Condividi o salva questo articolo
Iscriviti ed effettua l'accesso a Motorsport.com con il tuo blocco delle pubblicità
Dalla Formula 1 alla MotoGP, raccontiamo direttamente dal paddock perché amiamo il nostro sport, proprio come voi. Per continuare a fornire il nostro giornalismo esperto, il nostro sito web utilizzala pubblicità. Tuttavia, vogliamo darvi l'opportunità di godere di un sito web privo di pubblicità e di continuare a utilizzare il vostro ad-blocker.
Top Comments