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Jean Alesi: il ricordo del debutto shock al Paul Ricard

Jean Alesi ha stupito il mondo della Formula 1 con un esordio incredibile al Paul Ricard al volante della Tyrrell senza aver effettuato test. Il francese ha ricordato in questa intervista le emozioni vissute in quel magico 1989.

Jean Alesi: il ricordo del debutto shock al Paul Ricard
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Jean Alesi si è imposto come uno dei piloti più eccitanti della sua epoca stupendo tutti al debutto in Formula 1 al Paul Ricard con il team Tyrrell. Spinto dai talent scout Eddie Jordan e Ken Tyrrell, Alesi divenne il giovane più promettente presente in griglia di partenza all’inizio degli anni 90.

Quando gli abbiamo chiesto di riflettere sul suo passato, Jean ha risposto: “Non ci posso credere. Oggi è mio figlio a correre in pista e sono io l’osservatore a bordo circuito. Quando si ha una possibilità, però, bisogna coglierla. La mia occasione è arrivata nel 1989 e mi sono buttato”.

Ecco come è andata.

Eddie Jordan mi ha salvato la vita            

L'incredibile storia di Alesi nel 1989 è iniziata a Macao alla fine dell'88. Nell'evento clou della F3 nell'enclave portoghese, Jean stava cercando di salvare la sua carriera dopo una stagione di debutto in Formula 3000 con la ORECA dove aveva ottenuto un solo podio (a Pau) e quattro miseri piazzamenti a punti. La stagione si era conclusa con una disputa tra lui e il suo ingegnere di gara.

“Fu un momento molto brutto per me. A Macao stava andando molto bene, finché non ho forato. Ero così sconvolto, perché ero in testa alla gara e ho concluso la gara 11° su tre ruote. Fortunatamente Eddie Jordan era lì ed era rimasto abbastanza impressionato da quello che avevo fatto, così è andato da mio fratello (Jose, che era anche il manager di Jean) e ha chiesto se ero libero per il prossimo anno. Abbiamo fatto l'accordo e fondamentalmente mi ha salvato la vita".

La rincorsa al titolo

I libri di storia ci dicono che Alesi nel 1989 ha ottenuto gli stessi i punti in F3000 di Erik Comas, ma è un definizione impropria perché, in realtà, Comas è riuscito ad ottenere gli stessi punti di Jean sfruttando l’assenza di Alesi (impegnato nel GP del Giappone) nell’appuntamento conclusivo di stagione a Digione.

"Sapete, non mi interessa", dice Jean "ho conquistato il campionato e l'ho fatto per Eddie oltre che per me stesso. In una delle due gare vinte da Comas, io non c'ero nemmeno".

Alesi sapeva di dover abbandonare la Francia con il passaggio all'Eddie Jordan Racing, così ha fatto il grande passo e si è trasferito in Inghilterra, lontano dalla sua famiglia ad Avignone.

"Eddie ha capito che parlavo un inglese estremamente debole, quindi ha detto 'OK, devi lasciare la tua terra' e mi ha invitato a stare nella sua casa con la sua famiglia. Per questo motivo, abbiamo sviluppato un rapporto molto stretto. Era perfetto; è stato davvero il periodo migliore della mia vita. Avevo molta libertà nella mia mente, potevo concentrarmi solo sulle corse ed è stata la chiave del mio successo quell'anno".

La sua stagione non è iniziata in Europa, ma in Giappone. Prestato al Team Kygnus Konen per i turni di apertura della serie All-Japan F3000, è stato qui che ha iniziato a creare un grande rapporto con l'ingegnere di gara Paul Crosby.

"Paul è stato una grande parte di quel successo, era molto vicino a me e ha davvero capito me e il modo in cui stavo guidando la macchina".

"Anche se eravamo poco competitivi con quelle gomme, era la nostra prima esperienza di lavoro insieme e abbiamo costruito subito il nostro rapporto. È stato grazie a lui che sono stato subito così veloce in Europa".

Ed in Europa è stata una stagione grandiosa con tre vittorie complessive, due sui cittadini di Pau e Birmingham e una all’università di Spa-Francorchamps.

“Ho sempre guidato d'istinto, piuttosto che fare molti giri per imparare le piste, e avevo una passione per quello che facevo. Amavo correre, potevo essere veloce ovunque. Mi divertivo così tanto nelle gare. Essere dietro il volante era ciò per cui vivevo. Stavo ricevendo così tanti feedback da quella macchina, così ogni volta che davo il mio meglio, ero veloce".

Jean Alesi, Tyrrell

Jean Alesi, Tyrrell

Photo by: Sutton Images

Tenete a mente che quella non è stata una stagione facile in cui imporsi. Alesi si trovava contro i futuri piloti di F1 Comas, Eric Bernard, Marco Apicella, Eric van de Poele, Eddie Irvine, JJ Lehto, Mark Blundell e il compagno di squadra Martin Donnelly.

"Non è stato facile. È stata una lotta molto, molto dura con molti incidenti. Vincere il campionato non è stato così facile, e penso che mi abbia aiutato il fatto che volevo finire la stagione il più velocemente possibile, in modo da poter fare più gare di F1 a causa della sovrapposizione di date".

Questo è stato un titolo che è stato vinto in contemporanea in quanto Alesi stava già correndo in Formula 1...

L’esplosione in Formula 1

In uno scenario che oggi sembrerebbe irrealizzabile, Alesi ha fatto il suo debutto in Formula 1 in maniera improvvisa. Il pilota titolare della Tyrrell, Michele Alboreto, aveva litigato con Ken Tyrrell alla vigilia del GP di Francia quando il suo sponsor personale Marboro, si è scontrato con la nuova sponsorizzazione della squadra, la Camel. Nonostante un eccellente terzo posto in Messico all'inizio della stagione, con il quale si dimostrò l'enorme potenziale della Tyrrell 018, Alboreto se ne andò. Avendo già piazzato Martin Donnelly alla Arrows per il GP di Francia, a Jordan  venne chiesto di portare in F1 un’altra delle sue star della F3000.

"Non era certo previsto, mettiamola così", ha dichiarato Alesi. "Stavo testando la Formula 3000 a Monza. Non c'erano telefoni cellulari a quei tempi, e ho ricevuto un messaggio da Eddie: 'Sbrigati, devi essere alla Tyrrell oggi'. L'ho chiamato e gli ho detto: 'Eddie, stai scherzando? Fisicamente non ho il tempo per arrivare lì'. Lui ha detto, 'Fai qualsiasi cosa, basta che ci vai! Così sono saltato sulla mia auto e ho guidato da Monza ad Avignone. Sono andato a prendere mio fratello e il giorno dopo, il mercoledì, eravamo nella fabbrica della Tyrrell a firmare il contratto".

Questo portò al suo primo momento imbarazzante, quando gli assi tecnici della Tyrrell, Jean-Claude Migeot e Harvey Posthlewaite, non sapevano bene chi fosse questo tizio che chiacchierava con i meccanici in fabbrica: "Harvey disse, 'Potresti essere Jean Alesi? E quando ho risposto di sì, ha detto: 'Bene, allora è meglio che ti mettiamo a tuo agio'. Erano così gentili e mi sono sentito subito a casa".

Firmato il contratto con Tyrrell (con Jordan presente) quel giorno, solo 24 ore dopo Alesi avrebbe fatto il suo debutto in F1 in un weekend di gara senza essersi mai seduto in una macchina di F1. Era troppo timido per chiedere qualsiasi modifica dall'assetto di Alboreto, ma c'erano altri imbarazzi che sarebbero arrivati.

"Eddie era pazzo allora come lo è adesso, sai? Diceva a Ken così tante cose: 'sarà veloce, sarà proprio davanti...' e io rispondevo 'Eddie, devi stare zitto, è imbarazzante, dopo tutto è con Ken Tyrrell che stai parlando! Ricordate che Ken era molto popolare in Francia a causa dei suoi lunghi legami con la ELF. Sapevo esattamente quanto fosse importante”.

"Poi, nel weekend di gara, Eddie ha scommesso con Ken che sarei finito davanti al mio compagno di squadra, Jonathan Palmer. Ancora una volta, è stato imbarazzante perché Eddie ha fatto questa scommessa proprio di fronte a Jonathan...".

Così l'uomo il cui casco è un omaggio a Elio de Angelis avrebbe fatto il suo debutto in F1 sul circuito che ha rivendicato la vita del suo eroe d'infanzia. Il suo primo compito fu una serie di brevi uscite di 5 giri per imparare la macchina. Ma quando ha effettuato prove di 10 giri si è reso conto che il sedile di Alboreto gli procurava forti dolori alla schiena. Questa situazione è stata risolta adottando modifiche che lo hanno fatto sentire "perfetto" per il suo debutto.

Prima delle qualifiche, Migeot aveva avvertito Alesi come alcuni piloti non si sarebbero qualificati per la gara e se lui fosse stato uno di loro questa situazione non avrebbe precluso le sue possibilità future con la squadra. "Ho detto: 'Jean-Claude, non ci conosciamo molto bene, ma ti farò vedere cosa sono in grado di fare'. Così sono uscito nel pomeriggio e ho fatto il settimo giro più veloce, e tutti erano davvero felici".

Il traffico nelle seconde qualifiche del sabato lo ha retrocesso al 16° posto per la sua prima partenza in F1, ma questa posizione lo ha tenuto lontano dall'enorme incidente alla prima curva con Mauricio Gugelmin che ha scatenato il caos volando in aria e costringendo i commissari ad esporre la bandiera rossa. Alesi era scioccato?

Start: huge crash for Mauricio Gugelmin, Leyton House March CG891

Start: huge crash for Mauricio Gugelmin, Leyton House March CG891

Photo by: Motorsport Images

"Non ero affatto preoccupato. In F3000, succedeva sempre! Una ripartenza non era niente per me, ero più sorpreso quando non è successo niente al secondo start!".

Dopo una piccola riparazione di una staffa del volante, danneggiata nel tentativo di passare attraverso i numerosi detriti, Alesi ha fatto uno dei debutti in F1 più drammatici di tutti i tempi.

"La macchina era fantastica, il bilanciamento era perfetto. Mi sono concentrato giro dopo giro, senza commettere errori, e sono stato molto attento a usare le gomme nel miglior modo possibile. Tutti gli altri sembravano lottare con l'usura delle gomme, ma le mie erano molto buone".

"Ho corso un primo stint così lungo che mi ha consentito di risalire sino alla seconda posizione alle spalle  della McLaren di Alain Prost. Tutto è andato bene e ho concluso in quarta posizione il mio primo gran premio con zero test. Il modo in cui tutto è successo è stato fantastico. Ho effettuato anche il mio primo pitstop in assoluto. È stato difficile senza limitatore di velocità perché dovevi trovare il punto di frenata puntando sui meccanici. È stato molto interessante!"

Improvvisamente Alesi è passato da uno sconosciuto, che era entrato nel paddock senza essere riconosciuto giovedì, a un eroe nazionale e futura stella della F1.

"Il garage era pieno di giornalisti quando sono tornato e ho capito in quel momento che ero arrivato nel motorsport. Mi sono goduto l’attimo e ci siamo divertiti con le persone che avevano riposto la loro fiducia in me quella notte a Nizza".

Finire la stagione con stile

Alesi non poteva festeggiare troppo perché il Gran Premio di Gran Bretagna era solo a sette giorni di distanza e c'era anche un altro piccolo intoppo...

"Non avevo un contratto e Eddie stava, ehm, spingendo per averne uno!" ridacchia. "Era così divertente vederlo spingere per un accordo, ed è stato grande perché mi ha dato la possibilità di firmare un contratto con Ken per finire il campionato oltre a disputare la stagione completa l'anno successivo".

Jean Alesi, Tyrrell 018 Ford

Jean Alesi, Tyrrell 018 Ford

Photo by: Motorsport Images

Il suo GP di Gran Bretagna si è concluso in modo deludente con un incidente mentre cercava di affrontare la Club Corner a tavoletta affiancato in fase di sorpasso a Philippe Alliot, ma altri piazzamenti a punti sono arrivati a Monza e Jerez.

"Non era facile finire tra i primi sei a quei tempi. Per me la macchina era fantastica, tecnicamente la migliore, ma ovviamente la potenza del motore (il Cosworth V8 ndr.) era scarsa. Il pacchetto era buono, la filosofia era sempre quella di correre con pochissima ala, e ho sempre capito che potevamo finire tra i primi sei in tutti i tracciati".

"Il bilanciamento era ottimo per gli pneumatici, molto meglio dei V10 e dei V12 che dovevano usare molto più carburante, ed anche a Monza eravamo in grado di fare ottimi tempi".

Nonostante abbia preso parte a solo otto gare, dovendo perdere gli appuntamenti del Belgio e del Portogallo per finire la sua stagione in F3000, Alesi finì nono in campionato. Proprio la Formula 3000, però, fu un altro punto dolente ...

"Tornando dal Paul Ricard ho detto a Eddie: 'Grazie mille per tutto quello che hai fatto per me, ora sono in F1 quindi grazie'. E lui ha detto, 'No, no, no - nessun grazie a tutti. Devi FINIRE il campionato di F3000 e devi vincere, altrimenti, non correrai mai in F1. Non lo accetto! Io ho risposto 'Ma sono alla Tyrrell ora, non mi interessa la F3000, sono in F1!'. Ma non me l'ha permesso, quindi ho dovuto finire il mio lavoro con lui. Glielo dovevo, ma perdere Spa è stato un peccato enorme".

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