Isola: "Le lamentele sulle gomme arrivano a mezzo stampa, non nelle riunioni!"

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Isola: "Le lamentele sulle gomme arrivano a mezzo stampa, non nelle riunioni!"
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23 giu 2019, 11:52

Il responsabile quattro ruote di Pirelli Motorsport ha concesso una lunga intervista a Motorsport.com. Isola ha replicato alle accuse che sono state fatte alle gomme che su alcune monoposto fanno fatica ad andare in temperatura. Ma la McLaren, per esempio, ha risolto il problema...

Gunther Steiner è un caro amico di Mario Isola, responsabile quattro ruote di Pirelli Motorsport. I due italiani si frequentano anche fuori dal mondo delle corse, ma quando sono nel paddock il lavoro prende il sopravvento e ciascuno difende le sue posizioni. Il team principal della Haas è stato ripetutamente polemico contro le gomme Pirelli, seguito a… ruota dal suo pilota Romain Grosjean che vorrebbe gomme sperimentali a ogni GP in stile MotoGP.

Per capire cosa sta succedendo, visto c’è chi sostiene che la Pirelli ha realizzato le gomme per la Mercedes, abbiamo parlato con Mario Isola che ci ha fatto un quadro chiaro della situazione…

“Siamo arrivati all’ottava gara della stagione e posso dire quali erano gli obiettivi che ci avevano dato: eliminare il blister, ridurre l’overeating, paziare le mescole e anche di allargare il working range. I primi tre li abbiamo sicuramente raggiunti, mentre il working range è diventato la priorità per il prossimo anno”.

“Questo però non significa che adesso il prodotto sia critico o troppo difficile da utilizzare o che la finestra di utilizzo sia inesistente come qualcuno ha voluto affermare, perché ci sono due delle cinque mescole che sono sostanzialmente quelle dello scorso anno, per cui al massimo sarà uguale. In realtà è un filino più ampio perché l’abbiamo aiutato con il minore overeating”.

“Detto questo si può migliorare sul working range, ma le gomme che abbia oggi sono le stesse che le squadre hanno validato ad Abu Dhabi e provato nei test di Barcellona senza ricevere alcun tipo di feedback negativo. E le prime gare della stagione hanno dimostrato che non c’è stata alcun tipo di criticità”.

In realtà i team avevano partecipato ai 25 giorni di test Pirelli l’anno scorso, quando la progettazione delle macchine 2019 era ancora in corso…
“Sicuramente sì, il fatto che andiamo a girare con tutte le squadre ci permette di avere un’idea sul comportamento delle gomme con le vetture che hanno prestazioni diverse, per cui possiamo sviluppare un prodotto che deve essere il migliore compromesso, perché alla fine la stessa gomma deve andare bene su dieci macchine con concezioni diverse e piloti con stili di guida diversi”.

“Poi è vero che ogni anno c’è una curva di apprendimento delle gomme che è più o meno veloce a seconda della squadra. Questo è un dato di fatto, per cui non capisco le polemiche: la McLaren in Francia sta andando particolarmente forte e la squadra di Woking ha dedicato molto tempo a capire come funzionavo le gomme, a raccogliere dei dati durante i test. E si è visto un progressivo miglioramento che l’ha portata al risultato del Paul Ricard”.

Come dobbiamo giudicare il fatto che Lewis Hamilton ha firmato una pole position che è 1”7 più veloce del record della pista dello scorso anno in condizioni di asfalto molto caldo visto che c’erano 56 gradi?
“ Sì e aggiungo che qui c’è anche un asfalto particolare con tre gradi di aderenza diversi, con l’ultimo che è stato steso a detta dei piloti è quello con minore grip e, nonostante tutto, la pole è risultata 1”7 più bassa del record, ma l’aspetto interessante che ci sono state otto monoposto che sono andate sotto al precedente limite, per cui diventa difficile capire cosa vuol dire quando alcuni piloti parlano di poco grip a fronte di questo salto prestazionale rispetto allo scorso anno”.

“Così è difficile capire dove dobbiamo andare con lo sviluppo: con la polemica che è nata ognuno dice la sua, ma noi avremmo bisogno di informazioni su come dovrebbero essere le caratteristiche delle gomme per l’anno prossimo per avere un indirizzo sul lavoro da fare in linea con le aspettative”.

Verrà scritta una nuova lettera d’intenti?
“La lettera c’è ancora: c’è scritto quale deve essere il delta fra le mescole nei tempi sul giro, qual è il livello di degrado e che bisogna ridurre l’overeating. Ci sono dei dati che abbiamo seguito nello sviluppo delle gomme. Alla fine se leggo gli intenti della lettera posso dire che non siamo affatto lontani dai target. Il delta del tempo su giro dovrebbe essere di 0,9 secondi di media: bene quest’anno abbiamo avuto degli scostamenti da 0,7 a 1,1 e considerando che ci sono piste più lunghe o più corte è evidente che nel valore medio siamo in linea con le aspettative”.

La sensazione è che le polemiche siano alimentate da chi parla per conto della Ferrari, la macchina che più soffre lo sfruttamento adeguato delle gomme, ma a Maranello non vogliono uscire allo scoperto…
“Cambiare il prodotto in corsa non mi sembra una buona soluzione perché si penalizzerebbe chi ha lavorato bene. Per un attimo facciamo finta che nel campionato non ci sia la Mercedes: perché dovremmo mettere in difficoltà la McLaren che ha lavorato bene, imparando a usare le gomme nel modo giusto?”.

“Queste gomme non hanno nessun problema di sicurezza. Il regolamento dice che la Pirelli può chiedere delle modifiche solo se ci sono problemi di sicurezza che non ci sono. E allora se si vuole cambiare il prodotto ci vuole l’assenso di sette squadre su dieci e non mi risulta che ci sia, con tempi compatibili alla nostra organizzazione e logistica”.

Ma nella riunione che i team principal hanno tenuto nella vostra Hospitality ieri si è parlato del tema gomme?
“Si è trattato di un incontro finalizzato alle regole 2021. Era un meeting confidenziale per cui non voglio entrare nei dettagli, ma parlando di quelle che saranno le nuove regole si parla anche di gomme”.

Non si è parlato delle gomme 2019: non si lamenta nessuno?
“Le lamentele che ho sentito sono solo a mezzo stampa. C’è chi vorrebbe che si cambiasse il prodotto nel campionato in corso, ma per esempio di come si vorrebbe il prodotto 2020 non ci arrivano indicazioni. Ne parleremo ancora, ma la nostra indicazione è di lavorare su mescole e battistrada per allargare ulteriormente il working range, mantenendo tutti i criteri di sicurezza. Potrebbe essere utile anche in funzione del 2021 quando saranno vietate le termo coperte e, quindi, sarà necessario far lavorare le gomme in una finestra più ampia”.

La finestra più ampia dovrebbe permettere di diversificare le strategie…
“Ma lo vediamo già: a Monte Carlo abbiamo visto usare la Hard, cosa mai successa nel Principato, e qui in Francia ci sono otto piloti che partono con la Media. Se poi le gare si orientano su una sola sosta non dipenda da noi, ma dalle squadre. L’anno scorso, pur avendo un range di mescole super aggressivo abbiamo assistito a un solo pit stop. Pur di fare solo una sosta le squadre facevano rallentare i piloti, che si lamentavano di non poter tirare, nel passo gara per rientrare nella finestra dell’unico stop”.

“Siccome non era quella la soluzione, abbiamo pensato di dargli una gomma più conservativa con la quale i piloti possono spingere di più. Non dimentichiamoci che queste F1 sono le monoposto più prestazionali di sempre: le performance sono migliorate di otto secondi in cinque anni. Sono numeri impressionanti considerando il fatto che si tratta di vetture pesanti che trasferiscono l’energia alle gomme come mai in precedenza. Abbiamo valori impressionanti”.

Avete registrato un calo nel carico aerodinamico con le nuove regole o i team hanno recuperato la downforce persa nello sviluppo?
“Non ci sono grandi novità rispetto allo scorso anno, caso mai è cambiato qualcosa nel bilanciamento, ma le regole erano finalizzate a ridurre l’effetto scia più che cercare di ridurre il carico”.

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Evento GP di Francia
Sotto-evento Gara
Location Circuit Paul Ricard
Autore Franco Nugnes