In Messico vince Verstappen, Hamilton è campione per un Vettel troppo nervoso

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In Messico vince Verstappen, Hamilton è campione per un Vettel troppo nervoso
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29 ott 2017, 21:08

L'azione sconsiderata di Vettel al primo giro decide il mondiale: il tedesco urta Verstappen e Hamilton dopo il via e Lewis si aggiudica il quarto titolo con un nono posto. Verstappen ha vita facile per conquistare la terza vittoria con la Red Bull.

Max Verstappen domina il GP del Messico e coglie la terza vittoria della sua carriera con la Red Bull Racing, mentre Lewis Hamilton conquista il quarto titolo mondiale piloti con la Mercedes, dopo una soffertissima gara condotta nelle retrovie dove è finito dopo il contatto causato subito dopo il via da Sebastian Vettel.

Il pilota tedesco, ancora una volta, si è fatto prendere dai nervi dopo una buona partenza, perchè era andato al comando, prima che Max gli prendesse la scia e lo affiancasse all'esterno. Il ferrarista non ha lasciato spazio alla Red Bull e ci ha rimesso l'ala anteriore.

Nella bagarre fra i due di testa ci ha provato Lewis Hamilton a infilarsi, ma Vettel, in modo inspiegabile è andato a urtare la posteriore destra della Mercedes danneggiando anche il diffusore posteriore. I primi due della classifica iridata sono stati costretti a rientrare ai box per le riparazioni, finendo in fondo al gruppo. Hamilton si è lamentato via radio di una manovra deliberata da parte di Sebastian, ma per i commissari che hanno esaminato i contatti si è trattato di incidenti di gara che non avevano bisogno di altri provvedimenti.

Diciamo che hanno chiuso un occhio, perché Vettel ha perso la lucidità (il presidente della Ferrari, Sergio Marchionne oggi al Mugello per le Finali Mondiali ha detto che se Sebastian non fosse un tedesco potrebbe essere uno del sud che non sa controllare le sue emozioni) rovinando una gara con una Ferrari che è parsa molto competitiva sul circuito dedicato ai fratelli Rodriguez.

E' un vero peccato perché Vettel, una volta sostituito il muso, ha preso un ritmo che è stato pari, se non superiore a quello del vincitore Max Verstappen, e correndo con il coltello fra i denti è risalito fino al quarto posto, alle spalle del compagno di squadra Kimi Raikkonen che era troppo distante per essere riacciuffato. Sebastian ha sprecato la grande occasione per riportare al successo la Ferrari che non vince dal GP d'Ungheria. Si è dovuto accontare del giro più veloce e della velocità massima  (362 km/h in scia!), una magra consolazione. Ieri in qualifica è stato sublime, oggi in gara un pivello.

E così Lewis Hamilton con un misero nono posto, dopo una rodeata fatta di ruotate e pezzi di carbonio che sono volati via nel confronto con un irriducidibile Fernando Alonso, si è laureato campione del mondo con due GP di anticipo, meritando il titolo che lo proietta alla pari di Prost e... Vettel. L'inglese è l'unico pilota che è finito sempre a punti nel corso della stagione: anche in questo si mostra una netta superiorità nei confronti del tedesco ferrarista.

Senza la concorrenza di un compagno arcigno come Nico Rosberg, Lewis ha costruito una stagione straordinaria nella quale ha rivelato tutto il suo taleno nel giro secco: con una Mercedes W08 che è parsa difficile da mettere a punti, Hamilton ha mostrato il suo meglio piegando una Ferrari che ha rivelato un grande potenziale, ma che non ha ancora la maturità per puntare al mondiale.

Lewis Hamilton è il presente, ma Max Verstappen è il futuro: il 20enne olandese è stato perfetto: cinico al via con Vettel (ma questa volta corretto), una volta che si è liberato della Rossa ha fatto corsa a sé con la Red Bull. Il ragazzino non ha commesso la minima sbavatura (a proposito: Max vince ogni volta che il povero Kvyat viene appiedato!) dimostrando una solidità mentale degna di un grande campione che è consapevole dei suoi mezzi.

Questa vittoria accenderà i riflettori sulla RB13 e per come è tornata sorprendentemente alla ribalta senza che venisse stravolta: i maligni dicono che con l'uscita di Budkowski dalla FIA, a Milton Keynes si concedano di nuovo qualche libertà sulle sospensioni. Vedremo...

I quasi 20 secondi che Max ha rifilato a Valtteri Bottas, secondo, testimoniano che la Mercedes ha faticato sui lunghi rettilinei di Città del Messico: il finlandese non è mai stato in lizza per la vittoria, dimostrando tutti i suoi limiti che sono emersi dopo le vacanze estive, eppure porta a casa un prezioso secondo posto davani al connazionale Kimi Raikkonen.

Iceman, dopo una partenza lenta, non ha mai trovato il passo per sfruttare appieno la seconda Ferrari: è salito sul terzo gradino del podio solo per deficienze degli altri, perché non ha fatto niente per meritarselo.

Ottimo il quinto posto di Esteban Ocon con la Force India che alla fine ha dovuto guardarsi dal ritorno di Lance Stroll con la Williams: questi piloti autori di una buona gara sono stati i primi doppiati, perché a pieni giri hanno concluso solo i primi quattro.

L'idolo locale, Sergio Perez , ha finito settimo con la seconda Force India davanti a Kevin Magnussen che una volta tanto non ha dovuto ricorrere alle ruotate per portare alla Haas dei punti preziosi. Con Hamilton nono ha chiuso la top ten il coriaceo Fernando Alonso con la McLaren che ritrova il gusto della battaglia quando la sfida è fra campioni del mondo.

Fuori dai punti Felipe Massa con la Williams davanti a un incolore Stoffel Vandoorne e a Pierre Gasly con la Toro Rosso.

Daniel Ricciardo ha fatto poca strada dopo una partenza strepitosa: l'australiano che è scattato al 16esimo posto per aver sostituito il motore dopo le qualifiche era risalito fino all'ottava piazza quando ha ceduto di schianto il turbo del motore Renault: il mesto ritiro lo ha costretto ai box. La moria delle power unit francesi ha toccato anche Nico Hulkenberg al 25esimo giro che ha dovuto accostare di nuovo la R.S.31 nell'erba, mentre era sesto dopo aver effettuato il pit stop a causa di problemi all'ERS.

Anche Brandon Hartley ha parcheggiato la sua Toro Rosso al 31esimo giro con una gran fumata dagli scarichi dal propulsore Renault che si è schiantato: la direzione di gara ha disposto allora la Virtual Safety Car per dare modo ai commissari di intervenire per togliere la STR12 dalla pista. E' andata ancora peggio a Marcus Ericsson che è rientrato ai box al 55esimo giro con la Sauber in fiamme nella zona del turbo. Al 61esimo giro è stata la volta di Carlos Sainz spegnere il motore per ritirarsi.

Cla #PilotaChassisMotoreGiriTempoGapDistaccokm/hPitsRitiratoPunti
1   33 netherlands Max Verstappen  Red Bull TAG 71 1:36'26.550     189.970 1   25
2   77 finland Valtteri Bottas  Mercedes Mercedes 71 1:36'46.228 19.678 19.678   1   18
3   7 finland Kimi Raikkonen  Ferrari Ferrari 71 1:37'20.557 54.007 34.329   1   15
4   5 germany Sebastian Vettel  Ferrari Ferrari 71 1:37'36.628 1'10.078 16.071   2   12
5   31 france Esteban Ocon  Force India Mercedes 70 1 lap 1 giro 1 giro   1   10
6   18 canada Lance Stroll  Williams Mercedes 70 1 lap 1 giro 0.000   1   8
7   11 mexico Sergio Perez  Force India Mercedes 70 1 lap 1 giro 0.000   2   6
8   20 denmark Kevin Magnussen  Haas Ferrari 70 1 lap 1 giro 0.000   1   4
9   44 united_kingdom Lewis Hamilton  Mercedes Mercedes 70 1 lap 1 giro 0.000   2   2
10   14 spain Fernando Alonso  McLaren Honda 70 1 lap 1 giro 0.000   1   1
11   19 brazil Felipe Massa  Williams Mercedes 70 1 lap 1 giro 0.000   1    
12   2 belgium Stoffel Vandoorne McLaren Honda 70 1 lap 1 giro 0.000   1    
13   10 france Pierre Gasly  Toro Rosso Renault 70 1 lap 1 giro 0.000   1    
14   94 germany Pascal Wehrlein  Sauber Ferrari 69 2 laps 2 giri 1 giro   1    
15   8 france Romain Grosjean  Haas Ferrari 69 2 laps 2 giri 0.000   2    
  dnf 55 spain Carlos Sainz Jr.  Renault Renault 59         3 Ritirato  
  dnf 9 sweden Marcus Ericsson  Sauber Ferrari 55         2 Ritirato  
  dnf 28 new_zealand Brendon Hartley  Toro Rosso Renault 30           Ritirato  
  dnf 27 germany Nico Hulkenberg  Renault Renault 24         1 Ritirato  
  dnf 3 australia Daniel Ricciardo  Red Bull TAG 5         1 Ritirato  
Laps LedPilota
1 - 71 netherlands Max Verstappen 
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