Imola ritorna in F1? L'ennesima sparata dell'eterna campagna elettorale

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Imola ritorna in F1? L'ennesima sparata dell'eterna campagna elettorale
Di: Franco Nugnes
08 set 2018, 09:22

Massimo Bugani, esponente dei 5 Stelle della segreteria di Di Maio, ha lanciato una candidatura, ma la Lega ha fatto capire subito che il GP d'Italia non si tocca da Monza, per cui la speranza è di ambire al GP d'Europa. FOM glissa, la seconda gara tricolore non interessa.

Siamo in campagna elettorale permanente. Massimo Bugani, il pentastellato vice nella segreteria del vicepremier Luigi Di Maio, nei giorni del GP d’Italia ha agitato le acque in merito a un ritorno della F1 a Imola, magari con la denominazione di GP d’Europa.

Premesso che sarebbe bellissimo se il nostro Paese potesse permettersi due gare nel calendario di F1, riportando l’Enzo e Dino Ferrari al palcoscenico della massima categoria dell’automobilismo da corsa. Ma è bastato fare alcune verifiche per scoprire che c’è chi ha cercato di cavalcare l’onda mediatica, seguendo la moda imperante oggi, quella degli annunci, quasi mai seguiti dai fatti.

E una questione sportiva si è subito trasformata in una vicenda politica. Il movimento 5 Stelle alle ultime elezioni amministrative si è assicurato il comune di Imola, per cui non deve affatto sorprendere se è partita l’idea di riportare in riva al Santerno un GP, dopo che l’amministrazione PD aveva fallito in precedenza.

Aspirazione legittima, peccato che l’unico modo per ritornare nel giro della F1 fosse quello dell’alternanza del GP d’Italia fra Monza e Imola, ridando fiato a un progetto che l’ACI Italia aveva osteggiato quando sembrava realizzabile.

Il “Tempio della Velocità,” che deve iniziare la discussione per il rinnovo del contratto che scade nel 2019, gode del pieno supporto di Matteo Salvini, Ministro dell’Interno e uomo forte della Lega, per cui è impensabile che si torni a parlare di rotazione del GP d’Italia fra le due piste, senza che si arrivi a un altro contenzioso fra i vicepremier al Governo.

L’alternativa sarebbe puntare alla denominazione di GP d’Europa, usata due anni fa a Baku, ma a Imola dovrebbero sottoporre l’autodromo ad una serie di lavori di aggiornamento (è già iniziato lo spostamento del Centro Medico verso la Rivazza) oltre che trovare almeno 25 milioni di euro l’anno per sedersi al tavolo di Liberty Media per discutere un contratto.

E siccome fa fatica Monza a trovare una quadra, il GP d’Italia è un’operazione economica in perdita per i vincoli di contratto che ci sono con la FOM, è difficile pensare che l’Italia si possa permettere un altro GP, tanto più che il promotore del campionato è più interessato ad allargare la presenza di gare negli USA, piuttosto che raddoppiare da noi con Imola.

La suggestione è interessante, ci mancherebbe, basta che la F1 non diventi strumento di campagna elettorale in vista delle regionali in Emilia Romagna a fine 2019…

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