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Il mio lavoro in F.1... Il pilota della Formula 1 biposto

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Il mio lavoro in F.1... Il pilota della Formula 1 biposto
Di:
Tradotto da: Matteo Nugnes
23 mag 2017, 14:42

Ci sono persone che non si vedono in televisione, ma che aiutano a portare avanti lo spettacolo della Formula 1. Motorsport.com vi mostra alcuni di loro: ecco la storia di Zsolt Baumgartner, uno dei piloti della F.1 biposto.

Il mio lavoro è...

Io guido una delle due vetture biposto, insieme a Patrick Friesacher. Fondamentalmente, dobbiamo intrattenere i passeggeri e spiegargli cosa stanno per affrontare quando scenderanno in pista. Vivranno un'esperienza unica nella vita, provando a quali pressioni sono sottoposti i piloti durante un giro veloce. Queste vetture sono molto autentiche, arrivano fino a 300 km/h. Le velocità in curva sono molto elevate e sono importanti anche le staccate, perché abbiamo i freni in carbonio. Sono molto felice di fare questo lavoro e penso che se faremo uno spettacolo interessante, faremo un evento in ogni gara.

Il programma del mio weekend di gara...

Ovviamente posso parlare solo per il GP di Spagna per ora. Sono arrivato giovedì e poi venerdì, sabato e domenica abbiamo avuto due run in ogni giorno. Uno al mattino ed uno al pomeriggio. Patrick ed io usciamo insieme, con un passeggero ciascuno. Questo è soprattutto il nostro programma per il fine settimana. Ma al momento siamo ancora in una fase di prova, quindi non vedo l'ora di fare altre esibizioni.

Zsolt Baumgartner, F1 Experiences 2-Seater coureur en Patrick Friesacher, F1 Experiences 2-Seater coureur
Zsolt Baumgartner e Patrick Friesacher a Barcelona

Photo by: Sutton Motorsport Images

Ovviamente guido in questo programma di Paul (Stoddart) regolarmente. Da qualche anno facciamo sempre qualcosa a Melbourne, quindi conosco la squadra e conosco la vettura. E ovviamente ho corso con Patrick ai tempi della Minardi. Diciamo che è un lavoro ben condiviso e questa è la chiave, perché dobbiamo muoverci in un programma molto ristretto e dobbiamo anche essere pronti ad adattarci. Non puoi commettere errori, sia dal nostro lato che da quello della squadra. Tutto deve essere pronto al momento giusto.

La cosa più importante nel mio lavoro...

Ci dobbiamo occupare dei nostri passeggeri. Se sono preoccupati, dobbiamo calmarli e spiegargli bene cosa succederà e che dovrebbero stare tranquilli. Ma molto dipende anche dall'ambiente circostante: ci sono molti media e non tutti sono abituati. E ovviamente i passeggeri sono in una condizione molto insolita, perché indossano una tuta, fa molto caldo e devon infilarsi in un abitacolo molto stretto. Quindi talvolta devi parlare con loro quasi fino al semaforo verde. Questa è la cosa principale.

Ci sono state alcune persone che non si sono sentite bene ed hanno rinunciato poco prima di scendere in pista. Ma sono molto poche. Ma ce ne sono anche persone che hanno detto che era tutto ok, ma poi sono stati male quando erano in macchina. Molti vogliono farlo perché è un'esperienza incredibile. E ovviamente lo è, anche per noi pilori, perché è una vettura che ha prestazioni molto simili a quelle di una Formula 2.

Tre oggetti di cui non posso fare a meno...

Probabilmente sono il mio casco e la mia tuta, quindi due cose. Ma siamo seguiti come un vero e proprio team di F.1 I caschi e le tute sono già preparati. E' proprio come essere l'11esima squadra in pitlane. La Pirelli infatti si prende cura degli pneumatici.

Quando arrivi qui come ospite, hai davvero la sensazione di come lavora un team di F.1. Prima di partire la tensione è veramente alta. I meccanici corrono, fanno benzina e compiono tutte le operazioni necessarie a scendere in pista. Gli ospiti ovviamente non sono abituati a questo ambiente, inoltre serve un po' di tempo anche per allacciare le cinture ai passeggeri. Questa è l'unica differenza, ma per il resto l'esperienza è molto simile a quella che vivresti entrando in qualsiasi altro box.

Zsolt Baumgartner, F1 Experiences 2-Seater coureur en stuur
Zsolt Baumgartner al volante della biposto

Photo by: Sutton Motorsport Images

Le persone con cui sono sempre in contatto...

Con il nostro team manager, Mark Parish, con il nostro capo meccanico John ed ovviamente con Paul Stoddart, perché lui è sempre qui per parlare con i passeggeri, calmarli e spiegargli come si svolgerà il tutto. Le più fondamentali sono loro.

Quando non sono in pista...

Ho una famiglia molto giovane ed ho due figli. Ho un'attività familiare, quindi torno a casa quando non sono in pista. Abbiamo un'azienda agricola ed è tutto molto diverso rispetto a guidare queste vetture. Abbiamo un allevamento di animali, ma piantiamo anche dei semi. Questo in Ungheria, vicino al confine con l'Austia.

Senza di me...

Ovviamente cerco di essere sempre qui. Condivido il lavoro con Patrick ed alcuni altri piloti che hanno esperienza con questa macchina. Ma probabilmente io e Patrick ci divideremo il lavoro quest'anno, perché al momento abbiamo solo un paio di eventi in calendario, quindi non è un grosso problema. Ma se la cosa diventerà un impegno più fisso, allora dobbiamo vedere come possiamo organizzarci, anche se ovviamente mi piace restare nel giro. Vedremo.

La Formula 1 è...

Estremamente professionale. Tutto deve essere fatto al momento giusto nel posto giusto. Tutto deve funzionare perfettamente. Questo è quello che ho imparato qui, anche quando sono in macchina. Ed è questo che stiamo cercando di fare, in un ambiente diverso, ma cercando sempre di raggiungere l'obiettivo che ci siamo prefissati.

 

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Riguardo questo articolo

Serie Formula 1
Piloti Zsolt Baumgartner
Autore Erwin Jaeggi