Il mio lavoro in F.1... Preparatore atletico della Williams Martini Racing

Ci sono persone che non appaiono in TV, ma che aiutano la F.1 a fare il proprio show. Motorsport.com vi mostra alcune di queste. Questa è la storia di Paul Walker, preparatore atletico e dei pit stop del team Williams Martini Racing.

Il mio lavoro è…

Ho un ruolo molto particolare e su misura grazie al mio background e alla mia serie di abilità, ma il mio ruolo principale è allenare i ragazzi che effettuano i pit stop. Devo farli rendere al meglio e fare in modo che compiano le operazioni nel più breve tempo possibile.

C'è la parte ingegneristica: ho l'equipaggiamento necessario per interagire con loro. Ma c'è anche il lato umano: ci sono i ragazzi che fanno i pit stop. Dunque li seguo nel loro allenamento e se ci sono infortuni posso occuparmene io perché sono un fisioterapista qualificato. Dunque li seguo anche in quell'aspetto. Li seguo anche per quanto riguarda la loro salute in generale. Dunque li aiuto con drink energetici nel corso della giornata e li aiuto nella nutrizione. Viaggiamo molto e c'è spesso tanto jetlag. Dunque cerco di aiutarli a dormire meglio e dico loro come prendersi cura di loro stessi nel migliore dei modi per poi fare in modo che abbiano ottime prestazioni nel fare i pit stop. La F.1 non è certo uno degli ambienti più sani per il fisico, perché i viaggi sono molto lunghi e non è certo il posto più facile in cui avere sane abitudini. Quindi tutto ciò che posso fare è aiutarli e fare in modo che abbiano una salute buona. Mi occupo anche dei ragazzi che lavorano sulle monoposto. Se tutti sono sani e tutti lavorano bene, anche la monoposto dovrebbe essere più performante.

Ho studiato ingegneria in modo tale da avere un background da ingegnere. In F.1 c'è questo aspetto prevalente e lo si può trovare ovunque in questo mondo, ma c'è anche l'aspetto umano anche è altrettanto importante. Come si possono far interagire questi due aspetti? Direi proprio nei pit stop: si ha la tecnologia, le pistole per sostituire le gomme, i dadi progettati per avvitarsi al meglio al mozzo, blocchi differenti dei dadi. Ma poi c'è anche come i piloti si fermano nella casella del pit stop. Alcuni di questi aspetti hanno l'ingegneria e il lato umano che sono in correlazione. Ci vorrebbero specialisti per preparare questi aspetti, io sono un po' più generalista, ho conoscenza in entrambi gli ambiti e posso fare in modo che il divario tra i due aspetti sia il più piccolo possibile. 

Williams oefent de pitstop
Williams pit stop practice

Photo by: Sam Bloxham / LAT Images

Io ho iniziato in febbraio, dunque non ricopro questo ruolo da molto tempo. Non vedo pit stop da una serie di anni importante, perché prima ho lavorato molto in campo atletico prima di avere questo ruolo. Ho completato la mia formazione, ma ho anche lavorato con un sacco di insegnanti di altissimo livello. Ho imparato molto da tanti di loro in tutto il mondo, ma anche da tanti fisioterapisti di grande fama. Lavorare con i migliori atleti e persone di alti livello mi ha permesso di usare alcune strategie apprese e implementarle in questo lavoro per vedere di renderlo migliore ed efficace.

Come saprete, la Williams ha fatto davvero molto bene per quanto riguarda i pit stop. Credo sia il risultato di un lungo lavoro che hanno svolto nel corso degli anni. Mi sento privilegiato nell'arrivare a questo punto, perché una buona parte del lavoro per renderli così efficienti è già stato fatto. Questi ragazzi sono abituati ad allenarsi. Sanno che fa parte del loro lavoro. Sono attualmente piuù interessati alla loro salute e a migliorarla. Sapendo di aver già avuto successo, sono ancora più motivati a fare meglio. Vogliono fare un altro passo avanti, migliorare ulteriormente. Dunque sono in una posizione dove non devo forzare i ragazzi a fare determinate cose. Non devo costringerli a fare nulla, ma solo incoraggiarli e aiutarli. C'è sempre qualcosa da fare per dare loro una mano. DEvo solo cercare di spingere il lavoro nella giusta direzione.

Il mio programma nel fine settimana di gara…

Normalmente arrivo domenica o lunedì nel luogo del Gran Premio e andiamo in pista a partire da martedì. Aiuto nel mettere a punto in garage. Magari alcuni componenti del team non hanno fatto un buon viaggio, dunque provo ad aiutarli con qualche trattamento. Se non ci sono problemi di questo tipo, ho sempre persone che non ho controllato da un po', dunque faccio loro qualche check-up. Mercoledì è un giorno che ricalca quello precedente. Devo solo assicurarmi che tutti stiano bene. Se nelle gare precedenti ci sono stati problemi al pit stop, cerchiamo di trovare una soluzione per eliminarli e migliorare le cose. Giovedì facciamo le prime prove di pit stop, poi analizziamo i dati con uno degli ingegneri che sono in fabbrica per cercare di sistemare eventuali problemi. Una volta fatto il punto della situazione, parliamo con i ragazzi per dire loro cosa va bene e cosa invece deve essere rivisto.

Gran parte del lavoro più duro è svolto fino a venerdì, perché riguarda la preparazione alla gara. Se ci sono ragazzi preparati bene, poi sabato e domenica risultano giornate più semplici. Nel corso di qualifiche e gara sono presente solo in caso ci sia qualcosa che non va bene. Se ci sono emergenze mediche o qualcosa per cui posso risultare utile, io ci sono sempre. Devo anche assicurarmi che, qualora ci trovassimo in posti dal clima estremamente caldo, i ragazzi siano ben idratati. Devo anche assicurarmi che il personale non mostri segnali preoccupanti dal punto di vista della salute. Poi, ovviamente, ci sono i pit stop. DEvo analizzare i dati e se ci sono problemi devbo fare in modo di correggere le cose che vanno male trovando una soluzione per far funzionare tutto nel migliore dei modi. 

La cosa più importante del mio lavoro…

L'obiettivo sono i pit stop. Non ho mai scelto cose che possono essere definite successi o fallimenti, il discorso è legato in quanto tempo faremo i pit stop nel corso dei fine settimana. Abbiamo dunque una strategia pensata dagli ingegneri a seconda di come i piloti dovranno procedere in gara. Inoltre dobbiamo tenere d'occhio il DHL Fastest Pit Stop Award. Sarebbe davvero fantastico vincerlo un'altra volta. Dunque questi sono i veri obiettivi su cui riporre l'attenzione, ma per il resto dipende un po' da quello che succede. Ho controllato tutti i ragazzi? 

Felipe Massa, Williams FW40, tijdens de pitstop
Felipe Massa, Williams FW40, during a pit stop

Photo by: Glenn Dunbar / LAT Images

Se sono più orientato a riporre l'attenzione sul DHL Award rispetto alla classifica del Mondiale? Per me, in particolare, sì. E' bello quando riusciamo a portare a casa punti, perché nel team c'è una bella atmosfera e tutti i ragazzi sono contenti. Ba alla fine non ho alcun controllo su quell'aspetto, dunque per me non è un obiettivo. Io ho il controllo sui pit stop. O meglio, non ho il controllo, ma ho un'influenza maggiore su quell'aspetto. Dunque è dove ripongo tutte le mie energie e la mia attenzione.

Tre cose di cui non posso fare a meno…

Il mio notepad, perché c'è molto in quell'oggetto. Sono sempre intento a fare liste e assicurarmi di aver fatto tutto, perché ci sono molte cose da fare nel mio ruolo. Mi annoto le cose in quell'oggetto, perché ho tante cose di cui occuparmi. Faccio liste e le spunto una volta fatte.

I miei integratori. Dunque ho due contenitori per bottiglie d'acqua. Non potrei fare nulla senza quelli, perché mi permettono di poter distribuire i liquidi necessari ai ragazzi. Questo significa che posso fare in modo che tutti siano idratati. Sono fondamentali per il ruolo che ricopro.

E poi il mio tavolo per i massaggi Probabilmente in un fine settimana di gara normale faccio dai 15 aii 20 trattamenti. Questo significa che faccio 3 o 4 trattamenti quotidiani. Ho lavorato senza il tavolo per massatti, perché ci sono volte che non si ha lo spazio necessario per poterlo sistemare. Dunque lavori sul pavimenti del garage o utilizzi alcuni spazi per cercare di rilassare le spalle dei ragazzi. Ma alla fine l'oggetto lo utilizzo. Sono in un ambiente in cui le cose devono essere fatte, dunque devo farle. Ma il tavolo per massaggi mi rende le cose molto più facili! (ride).

Le persone con cui sono costantemente in contatto…

Per quanto riguarda i pit stop non sono l'unico a essere coinvolto. Ci sono un sacco di persone. Dunque il capo meccanico Mark Pattinson. Lui è qui da anni ed ha fatto molto per la salute e la forma fisica dei ragazzi del box. Vogliamo essere i migliori nei pit stop, è una cosa da tenere in considerazione. L'altra persona con cui sono in contatto è il team manager Dave Redding. Tra noi abbiamo diverse opinioni, diversi pensieri riguardo al modo in cui dovrebbero essere fatte le cose. Lavoriamo sempre assieme per assicurarci che al team arrivi un pensiero unico e che non ci sia confusione tra loro. Dave è sempre in contatto con gli ingegneri. Mark invece è sempre nel box, dunque sono i ragazzi con cui parlo più di frequente. Parlo sempre con loro sia dal punto di vista del benessere che della salute. C'è un bel rapporto tra noi.

Paul Walker, de Human Performance Specialist van het Williams F1 Team
Paul Walker, Human Performance Specialist at the Williams F1 Team

Photo by: Glenn Dunbar / LAT Images

Quando non sono in pista…

Non riesco a ricordare l'ultima volta che non sono stato in pista! (ride). Quando torniamo nel Regno Unito vado in fabbrica perché c'è sempre qualcosa da fare e qualche progetto che sta prendendo forma. Ci sono anche persone che non hanno viaggiato in fabbrica ma che hanno bisogno di allenamento. Quando sono pronti possono iniziare a viaggiare, pronti per fare i pit stop nel Gran Premi. C'è sempre del lavoro da fare con loro. Abbiamo incontri con loro ogni due settimane per ciò che riguarda i pit stop, ma anche con i progettisti e gli ingegneri. Per questo motivo siamo sempre nelle condizioni di spingere forte sull'acceleratore. Ci assicuriamo sempre di avere un occhio su cosa dobbiamo fare in futuro. Dunque non c'è molto tempo per riposare...

Senza di me…

Per essere onesti al 100%, se non fossi presente a un Gran Premio, probabilmente i ragazzi se la caverebbero! (ride). Forse alcune persone potrebbero avere un po' di sete, e potrebbe essere così realmente! (scherza). Nel corso della stagione ci vuole sempre un'altra persona, altri due occhi e un paio di labbra che possano dare feedback. Quando sei un capo meccanico o un team manager, hai un sacco di altre cose da fare. Il mio unico obiettivo sono i pit stop, significa che ho tempo per parlare con i ragazzi, posso dare loro feedback, posso mostrare loro video, posso parlare con loro in maniera costante di ciò che deve essere migliorato e di cosa c'è bisogno per migliorare. Se non sei con i ragazzi è facile che accumulino acciacchi di vario tipo, dunque è necessario avere qualcuno in pista che si occupi di queste cose. Se c'è qualche ragazzo che si sveglia di mattina con il collo bloccato, se sono in pista posso aiutare chi ha bisogno.

La Formula 1 è…

In tutta onestà, a gennaio di quest'anno non avrei mai immaginato di lavorare in Formula 1. Ho sempre voluto lavorare in un mondo in cui tecnologia e altre prestazioni a livello umano si intersecano. L'ho sempre visto come un'area di nicchia con cui poter lavorare e fare qualcosa. Non ero sicuro al 100% di quale potesse essere il mio lavoro, non sapevo potesse esistere! Quando mi è stato proposto questo ruolo ho pensato: "E' perfetto! Questo è esattamente quello che voglio fare". Ovviamente non sapevo se avrei potuto avere l'occasione di farlo, ma alla fine ci sono riuscito. Sono entrato in Williams ed è davvero fantastico. E' un lavoro molto vario e posso usare molte delle mie abilità, dunque è davvero bello.

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Evento GP di Abu Dhabi
Circuito Yas Marina Circuit
Team Williams
Articolo di tipo Curiosità
Tag paul walker