Il caso: Glock si sente ancora "vittima" del mancato mondiale di Massa nel 2008

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Il caso: Glock si sente ancora
Roberto Chinchero
Di: Roberto Chinchero
10 nov 2018, 12:04

Timo Glock, pilota BMW e commentatore televisivo di F1, non torna volentieri a Interlagos: "Avevo ricevuto minacce di morte per essere stato superato da Hamilton nell'ultimo giro, ma non sapevo niente di quanto stesse accadendo". E ancora oggi ci sono delle strane reazioni

Timo Glock,
Lewis Hamilton, McLaren Mercedes, Timo Glock, Toyota F1 Team
2008 World Champion Lewis Hamilton and Timo Glock
Podium: race winner Felipe Massa
Felipe Massa, il vincitore della gara
Conferenza stampa post gara: Felipe Massa, il vincitore della gara
World Champion Lewis Hamilton, McLaren
2008 World Champion Lewis Hamilton celebrates with Ron Dennis, Heikki Kovalainen, Pedro de la Rosa a

Sono trascorsi dieci anni dal Gran Premio del Brasile 2008. Il dramma di Felipe Massa e della Ferrari, campioni del Mondo per 38 secondi, quelli trascorsi dal passaggio sotto la bandiera a scacchi del pilota brasiliano all’arrivo della McLaren di Lewis Hamilton, che con il quinto posto strappato in extremis si aggiudicò il primo dei suoi cinque titoli Mondiali.

Lo shock per Massa ed il box del Cavallino fu terribile, e l’incapacità di accettare una realtà amarissima, portò alcuni addetti ai lavori al linciaggio mediatico (e non solo) di Timo Glock, accusato di aver dato volutamente strada ad Hamilton a poche curve dal traguardo. Senza quel sorpasso, sarebbe stato Massa ad entrare nell’albo d’oro del Mondiale di Formula 1, questa è stata la "colpa" del tedesco.

Glock, ed il suo compagno di squadra dell’epoca, Jarno Trulli, furono lasciati in pista dal box Toyota con gomme slick nonostante un improvviso scroscio di pioggia, e nell’ultimo dei 71 giri in programma del GP del Brasile la monoposto diventò difficilissima da gestire, al punto da essere raggiunto e superato da chi si era fermato ai box per montare gli pneumatici rain.

“Ovviamente non sapevo nulla dell’accaduto – ricorda oggi Glock – e quando tornai nel paddock in cui siamo qui oggi iniziai a vedere i primi giornalisti approcciarmi con domande strane: ‘quanto ti ha pagato la McLaren?’ Non potevo credere che davvero qualcuno potesse anche solo immaginare una cosa simile, vista anche l’imprevedibilità degli eventi”.

I problemi per Glock sono proseguiti i mesi successivi:
“Ho ricevuto delle lettere contenenti minacce, altre sono arrivate a casa dei miei genitori. Mi accusavano di tutto, e mi chiedevano di ritirarmi dal motorsport”.

Il tempo ha ovviamente cancellato la rabbia di tifosi che non conoscono limiti e rispetto, ma non proprio del tutto.

Oggi Glock è pilota BMW ed anche un apprezzato commentatore televisivo di Formula 1, e nel paddock di San Paolo ha rivelato che una fiammella in merito all’episodio di dieci anni fa è ancora accesa.

“Sui miei profili social ho normalmente un traffico di circa 1.500-2.000 visite al giorno – ha spiegato il trentaseienne tedesco – ma durante la settimana del Gran Premio del Brasile ogni anno questo numero supera i 20.000 contatti, e vi assicuro che non sono commenti gentili nei miei confronti”.

“Posso in parte capire le reazioni di dieci anni fa – ha concluso Glock – sottolineo in parte, visto che comunque si vedeva che ero stato molto più veloce di Jarno a parità di condizioni. Ma dopo che è stato pubblicato il video con le immagini on-board del mio ultimo giro di gara (in cui si vedono chiaramente le difficoltà del pilota tedesco) e dopo ben dieci anni, beh… capisco molto meno”.

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Serie Formula 1
Evento GP del Brasile
Location Autódromo José Carlos Pace
Piloti Timo Glock
Autore Roberto Chinchero
Tipo di articolo Reactions