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I sorpassi nel finale che hanno reso epica la Formula 1

I sorpassi all'ultimo giro che hanno cambiato l'esito delle gare sono eventi più unici che rari, ma sono proprio questi momenti che hanno reso leggendaria la Formula 1.

I sorpassi nel finale che hanno reso epica la Formula 1
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La gente ama il motorsport per molte ragioni. La velocità, la tecnologia e la sua fusione con lo sforzo umano, l'azione, il coraggio, i personaggi, il glamour. Per molti, però, ciò che veramente attrae del motorsport è la capacità di offrire l'inaspettato, il dramma non programmato.

La fase finale della 24 Ore di Daytona del 2021 ha espresso al meglio la "teoria del picco finale". La gara, con i tipici alti e bassi di tutti gli sport motoristici, si è conclusa con la Cadillac di Renger van der Zande che inseguiva da vicino l'Acura di Filipe Albuquerque nei minuti conclusivi. Una foratura occorsa proprio negli ultimi istanti ha però impedito a van der Zande di coronare la sua rimonta.

Quest'ultimo scenario è una cosa raramente capitata in Formula 1. Delle 1035 gare disputate finora nel campionato del mondo, solo 26 volte si è verificato un cambio al vertice nel giro finale, anche se in due di queste occasioni la corsa è stata interrotta in anticipo con bandiera rossa (Brasile del 2003 e Spagna 1975).

Analizzando questi dati si evince che solo il 2,51% di tutte le gare di F1 disputate da Silverstone 1950 hanno avuto un finale del genere. Questi dati sono raccontati superbamente nel libro di riferimento di Roger Smith, Formula 1 All the Races: The First 1000.

Per l’autore l’ultimo giro dell'E-Prix di Città del Messico del 2019 è stato l'esempio lampante della “teoria del picco finale”. Lucas di Grassi, su Audi, ha trionfato dopo aver preso il comando a pochi metri dal traguardo quando la Mahindra di Pascal Wehrlein ha raggiunto lo 0% di energia utilizzabile rallentando improvvisamente.

Lucas Di Grassi, Audi Sport ABT Schaeffler, Audi e-tron FE05, vince la gara beffando Pascal Wehrlein, Mahindra Racing, M5 Electro

Lucas Di Grassi, Audi Sport ABT Schaeffler, Audi e-tron FE05, vince la gara beffando Pascal Wehrlein, Mahindra Racing, M5 Electro

Photo by: Sam Bloxham / Motorsport Images

È stato un finale mozzafiato, che ha dimostrato la validità delle regole del format di gara della Formula E.

Smith, però, ha indicato anche altri momenti emozionanti vissuti in Formula 1 come, ad esempio, il GP degli Stati Uniti del 1959 quando Bruce McLaren conquistò una vittoria sensazionale dopo che il compagno di squadra Jack Brabham aveva finito il carburante per poi tagliare il traguardo con un margine di appena 6 decimi su un Trintignant in rimonta.

I GP del Belgio del 1968, della Gran Bretagna del 1970, della Francia del 1977 e del Sudafrica del 1978 sono altri esempi di gare nelle quali i piloti che erano al comando si sono trovati costretti ad alzare bandiera bianca all’ultimo giro dopo essere rimasti a secco.

In altre cinque gare, invece, è stata l'affidabilità a giocare un ruolo decisivo nella classifica finale come ad esempio il  GP del Belgio del 1964, una corsa che Dan Gurney aveva dominato prima che un drammatico pitstop lo facesse retrocedere e che successivamente ha visto Graham Hill accusare problemi al sistema di alimentazione e alla batteria all'ultimo giro. Tali eventi sono del tutto meno diffusi nella F1 moderna.

In altre cinque occasioni si è assistito ad un cambio al vertice dopo un arrivo in parata, ma un sorpasso genuino in pista crea un diverso tipo di dramma.

Il primo di otto casi nella storia della F1 fu il GP di Francia del 1961, quando Giancarlo Baghetti su una  Ferrari non ufficiale prese il comando all'ultimo giro dopo una battaglia estenuante con Dan Gurney.

Il GP di San Marino del 1982 sarà per sempre ricordato per il mancato rispetto dell’ordine di scuderia da parte di Didier Pironi che poi sfociò nella tragedia di Zolder dove perse la vita Gilles Villeneuve.

Gilles Villeneuve, Ferrari 126C2, precede Didier Pironi, Ferrari 126C2, al GP di San Marino del 1982

Gilles Villeneuve, Ferrari 126C2, precede Didier Pironi, Ferrari 126C2, al GP di San Marino del 1982

Photo by: Motorsport Images

Questi eventi, però, sono diventati sempre più rari col passare del tempo anche se in epoca recente si è assistito ad un cambio al vertice nelle fasi finali.

Fino al GP d'Italia del 1971, la percentuale di sorpassi all'ultimo giro per la conquista della vittoria era dell'1,94%, ma da allora e fino alla fine del 2020 questa percentuale è scesa sino a toccare lo 0,48%.

Dopo la vittoria di Peter Gethin a Monza con un sorpasso all'ultimo giro su Ronnie Peterson e Francois Cevert, il successivo esempio di cambio al vertice nel finale è avvenuto nel 2005 al Nurburgring quando Fernando Alonso, dopo un inseguimento martellante, è riuscito a cogliere il successo beffando un Kimi Raikkonen costretto ad drammatico ritiro.

La più recente gara di F1 con un sorpasso "autentico" per il comando avvenuto nel giro finale è stato il GP d'Austria 2016, quando Nico Rosberg e Lewis Hamilton si sono scontrati e quest'ultimo ha ottenuto la vittoria.

Da allora, la gara di F1 più recente con un finale simile è stata quella del 2019 al Red Bull Ring, quando Max Verstappen ha privato Charles Leclerc di quello che sarebbe stato il suo primo trionfo in un gran premio grazie ad un duro sorpasso messo a segno a tre giri dalla fine.

Si può considerare la rarità di questi sorpassi nel finale come il primo motivo che spinge spesso ad accusare la Formula 1 di fornire gare poco emozionanti?

La stagione appena trascorsa è stata caratterizzata da un emozionante dramma finale soltanto in due occasioni: al GP d'Austria ed al GP d'Italia, quando il divario tra i primi due è stato inferiore a un secondo.

Tuttavia il GP di Gran Bretagna del 2020 è stato certamente memorabile, anche se non è stato caratterizzato da un cambio al vertice all'ultimo giro, a causa delle forature che hanno rallentato le Mercedes nel finale.

Il dramma che stavano vivendo i box della team campione del mondo e della Red Bull è arrivato direttamente a casa degli spettatori grazie ai concitati team radio di Peter Bonnington e Gianpiero Lambiase.

Il cambio al vertice all'ultimo giro gioca un ruolo determinante nella teoria del picco finale. Il GP di Gran Bretagna del 2020 ha "raggiunto l'apice" proprio in quell'ultima tornata nonostante sia stata una gara terribile nel complesso, ma quel giro conclusivo, con Verstappen impegnato in una rimonta furiosa ed Hamilton in grado di tagliare il traguardo su tre ruote, rimarrà per sempre impresso nella memoria collettiva.

La F1 non ha più visto assegnare un titolo iridato all’ultima gara dal 2016 (e l’evento di Abu Dhabi non può certamente essere paragonato per intensità ad Interlagos 2012), ma se la direzione intrapresa dai vertici della categoria è quella di adottare un regolamento tecnico che consenta lotte ravvicinate, allora sarà possibile assistere non solo a cambi al vertice nel finale di gara, ma anche ad una sfida per il titolo ben più intensa.

La “teroria del picco finale” non assicura che una gara diventi automaticamente un classico, ma ricordare quanto incredibile possa essere il motorsport si rivela senza dubbio utile in un momento di grande incertezza come quello attuale.

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