Historic Minardi Day: 40 anni di F1 a Faenza e non sentirli
La nona edizione della Goodwood italiana tiene banco in questo weekend all'Enzo e Dino Ferrari: seicento vetture dalle monoposto addestrative fino alle F1 più prestiogiose si possono rivedere in pista. Piloti di oggi e acclamati campioni di ieri si sono dati appuntamento a Imola per rispondere alla chiamata di patron Gian Carlo.
Historic Minardi Day 2025
Foto di: Franco Nugnes
Sono passati quarant’anni da quando Gian Carlo Minardi ha fatto il suo debutto in F1 e la nona edizione dell’Historic Minardi Day è la grande occasione per celebrare una storia meravigliosa che ha chiamato all’Enzo e Dino Ferrari un pubblico di appassionati. Tifosi molto competenti che non auspicano GP più corti, intere famiglie con i figli che hanno avuto il campo aperto per avventurarsi nel paddock alla scoperta di monoposto di F1, vetture sport e Gran Turismo oltre che di piloti, tecnici e giornalisti protagonisti di un mondo che non rinnega il suo passato, ma che si proietta verso il futuro.
Minardi M185 del 1985
Foto di: Franco Nugnes
Da non perdere la mostra al primo piano sopra al Museo con le vetture più rappresentative dei 40 anni di Faenza in F1: al centro della sala c’è la M185 di Pierluigi Martini, ma tutt’attorno si ammirano le macchine che hanno segnato un percorso che è passato anche per Toro Rosso, AlphaTauri e Racing Bulls. Un viaggio nel quale è possibile osservare quale è stata l’evoluzione della tecnica e dell’aerodinamica. Particolari che testimoniano il genio dell’essere umano applicato a pezzi di metallo o di carbonio.
Historic Minardi Day 2025
Foto di: Franco Nugnes
Ma la prima giornata dell’Historic Minardi Day è vissuta nella musica di motori che hanno offerto un concerto polifonico a cui non siamo più abituati. Dai Formulini delle macchine addestrative fino ai 12 cilindri con quegli urli che lacerano l’aria facendo palpitare i cuori.
Historic Minardi Day 2025
Foto di: Franco Nugnes
C’era tanta gente, c’erano tante vetture. Alcune gloriose come la McLaren-Mercedes mondiale di Mika Hakkinen o la Lotus 72E/5 del 1974, altre quasi sconosciute come la Monteverdi. E fra le regine ci sono la Ferrari 412 T1 di Jean Alesi, le Tyrrell a sei ruote nelle due diverse versioni restaurate da Pierluigi Martini e una serie di F1 che non possono non alimentare i ricordi di generazioni di tifosi.
La McLaren replica usata nella serie tv Senna realizzata dall'argentino Crespi
Foto di: Franco Nugnes
C'è anche la replica della McLaren realizzata in Argentina dalla ditta Crespi che è servita alle riprese della serie tv dedicata ad Ayrton Senna.
Historic Minardi Day 2025
Foto di: Franco Nugnes
Historic Minardi Day 2025
Foto di: Franco Nugnes
Historic Minardi Day 2025
Foto di: Franco Nugnes
E fa strano incontrare Luca Furbatto, ingegnere di Aston Martin, curiosare fra monoposto di ieri o vedere Gabriele Tredozi curare personalmente la sua Minardi PS04B, vale a dire l’ultima creatura disegnata e che ha il piacere e il gusto di guidare. E Aldo Costa? Il direttore tecnico Dallara si è esibito in pista con le più spinte Stradale e EXP. Sì perché l’abbiamo accennato: al Minardi Day è come entrare in una macchina del tempo. Si torna indietro ammirando i cimeli del passato, ma si guarda avanti potendo rifarsi gli occhi con le Supercar fra le più prestigiose di oggi che è difficile vedere per strada.
E il caleidoscopio di Imola, avvicina Leonardo Fornaroli, giovane speranza italiana, leader nel campionato di F2, a Riccardo Patrese, Ivan Capelli, Alessandro Nannini, Arturo Merzario, Pierluigi Martini, Thierry Boutsen, Bruno Giacomelli, Miguel Angel Guerra, Roberto Moreno, Luis Perez Sala, Luca Badoer.
Historic Minardi Day 2025: Angelelli riceve il Premio Michele Alboreto
Foto di: Franco Nugnes
Personaggi di prima grandezza, alcuni dei quali hanno scelto di indossare di nuovo tuta e casco per assaporare il sapore di guidare all’Enzo e Dino Ferrari. Domani seconda e ultima giornata: non ci sono solo motori che rombano, ma mostre (di Gianni Cancellieri e Alessandro Rasponi), presentazioni di libri, e premiazioni: il Trofeo Michele Alboreto è andato a Max Angelelli. E poi possibilità per divertirsi con i simulatori o la realtà virtuale. Insomma di tutto, di più...
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