Hartley: "Credo di interessare a Toro Rosso, ma dovete chiederlo a loro"

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Adam Cooper
Di: Adam Cooper
Tradotto da: Giacomo Rauli
23 ott 2017, 14:36

Brendon Hartley ha chiuso al 13esimo posto nel suo GP di debutto in F.1 e ha ammesso che, se avesse avuto l'opportunità di correre ancora il GP ad Austin, avrebbe fatto molte cose in maniera differente.

Brendon Hartley, Scuderia Toro Rosso STR12
Brendon Hartley, Scuderia Toro Rosso STR12
Brendon Hartley, Scuderia Toro Rosso STR12
Brendon Hartley, Scuderia Toro Rosso nella drivers parade
Daniil Kvyat, Scuderia Toro Rosso and Brendon Hartley, Scuderia Toro Rosso
Brendon Hartley, Scuderia Toro Rosso STR12
Nico Hulkenberg, Renault Sport F1 Team RS17, Stoffel Vandoorne, McLaren MCL32, Brendon Hartley, Scud
Brendon Hartley, Scuderia Toro Rosso STR12
Brendon Hartley, Scuderia Toro Rosso STR12

Brendon Hartley ha avuto la grande opportunità di debuttare in Formula 1 lo scorso fine settimana ad Austin, sede del Gran Premio degli Stati Uniti, da pilota titolare del team Toro Rosso per sostituire l'assente Pierre Gasly, impegnato nell'ultimo appuntamento della Super Formula giapponese.

Il neozelandese, però, non è certo stato autore di una prestazione memorabile, chiudendo la corsa al 13esimo posto su 16 piloti che hanno tagliato il traguardo sotto la bandiera a scacchi.

"Ho semplicemente fatto il mio lavoro", ha affermato Brendon al termine della corsa, chiusa a 27 secondi di distacco dal compagno di squadra Daniil Kvyat. "Non ho mai chiesto al team se avessi l'opportunità di rimanere in F.1 anche in futuro e non l'ho fatto dopo la corsa. Ho solo fatto il mio lavoro e ho semplicemente portato a casa un risultato".

"Attualmente sono molto rilassato di aver fatto ciò che ho fatto. Credo ci siano discussioni per il futuro, ma non so. Dovreste chiedere al team", ha concluso Hartley.

Non si può però dimenticare che il GP degli Stati Uniti appena andato in archivio è stato il primo weekend di gara al volante di una monoposto che Hartley ha compiuto da 5 anni a questa parte. Ha effettivamente pagato la mancanza d'esperienza in F.1, così come con le gomme Pirelli.

"C'era davvero tantissimo da imparare. E' stata la prima volta che ho compiuto 20 giri di fila con le gomme Pirelli. E' stato un autentico salto nel buio, perché non avevo idea di cosa sarebbe potuto accadere. Se avrò un'altra opportunità potrò sfruttare l'esperienza fatta ad Austin".

"Al termine degli stint di gara ho iniziato a capire di più della vettura e delle gomme. Avevo performance sempre migliori. Ci sono sempre cose che puoi fare meglio. Se dovessi rifare la gara domani, con l'esperienza accumulata, farei un po' di cose in maniera differente".

Una di queste è certamente la partenza: "Al via non sono andato così bene. Avevo fatto qualche simulazione nelle prove libere, ma non ne avevo mai fatta una reale. Sono stato contento del mio primo giro, anche se ho faticato con Vandoorne".

"Mi è dispiaciuto quando Stroll mi ha passato dopo il pit stop. Poi ho faticato dietro di lui. Avevo un buon passo, ma sono rimasto bloccato. Stroll ha fatto un ottimo lavoro davanti a me, anche difendendosi bene e bloccandomi".

"Questa è un'altra lezione imparata. Avrei potuto anche usare il bottone per superare, ma pensavo fosse troppo lontano per farlo. Per quanto riguarda invece la gestione delle gomme, penso di esser stato troppo conservativo, probabilmente".

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