Hamilton: "Per battere le Ferrari non si possono fare sempre dei miracoli"

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Roberto Chinchero
Di: Roberto Chinchero
27 ago 2018, 07:51

Lewis dopo la sconfitta di Spa ammette la netta superiorità della Ferrari e sottolinea che i due successi di Germania e Ungheria non sono stati figli di una performance migliore della Mercedes ma della pioggia. E ora teme per il futuro.

Esteban Ocon, Racing Point Force India VJM11, Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09 e Sergio Perez, Racing Point Force India VJM11, in battaglia nel primo giro
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, David Sanchez, Ferrari, Sebastian Vettel, Ferrari e Max Verstappen, Red Bull Racing, festeggiano sul podio con lo champagne
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09, precede Sebastian Vettel, Ferrari SF71H, e Sergio Perez, Racing Point Force India VJM11
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09
Sebastian Vettel, Ferrari e Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09, festeggiano nel parco chiuso
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1, su un monopattino
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1
Lewis Hamilton, Mercedes AMG F1 W09

Davanti alla sconfitta i concetti diventano più chiari. Come da tradizione, quando le cose non vanno per il meglio, Lewis Hamilton ha analizzato nel dettaglio il testa a testa Mercedes-Ferrari con un tono di voce appena percettibile. Il primo dato che il campione del Mondo ha messo sul tavolo è che in Mercedes erano ben coscienti di aver portato a casa due vittorie (Hockenheim ed Hungaroring) grazie a circostanze favorevoli ed errori degli avversari. Una consapevolezza confessata dopo lo “schiaffo” subito a Spa.

“Se non fosse arrivata la pioggia a Hockenheim non avremmo vinto – ha chiarito Hamilton - se non fosse arrivata la pioggia in Ungheria non avremmo vinto. E a vincere in entrambi i casi sarebbe stato Vettel. E se a Spa non fosse arrivata la pioggia in qualifica, probabilmente (Vettel) sarebbe partito dalla pole position e non credo che sarei stato in grado di sorpassarlo come è riuscito a fare lui con me".

"La pioggia crea opportunità, ma non possiamo semplicemente fare affidamento sul meteo. Dobbiamo migliorare le nostre prestazioni in modo da poter lottare per la vittoria anche nelle condizioni di asciutto. Credo che il prossimo fine settimana (a Monza) sarà più caldo, ed immagino che le temperature saranno ancora più elevate a Singapore”.

“Sappiamo che a Monza non sarà una passeggiata – ha proseguito il campione del Mondo – a Spa la Ferrari ha fatto un lavoro migliore per tutto il weekend, sono stati più veloci, semplicemente più veloci. Dopo pochi metri di gara ci hanno sorpassato e da quel momento il loro ritmo è stato migliore del nostro, un ritmo che non ero in grado di tenere".

"La speranza è il margine che ci ha separato sia stato dovuto anche alle caratteristiche della pista belga, e che a Monza il nostro pacchetto tecnico possa funzionare meglio. Quello che sicuramente proveremo a fare sarà farci trovare pronti se commetteranno degli errori, sfruttando le circostanze. A Hockenheim abbiamo fatto un lavoro migliore di loro anche se avevano una monoposto più veloce, ma non sono situazioni che si verificano in tutti i weekend di gara. Possiamo provare a mettere pressione, ma a Spa in gara Sebastian ha fatto un ottimo lavoro, e c’è stato ben poco che potessi fare”.

Se non è proprio un allarme, ci assomiglia molto. Dall’analisi di Hamilton emerge la sua convinzione che i cinquanta punti raccolti tra Hockenheim e Budapest non sono stati figli di una performance migliore della sua vettura.
“In questa stagione finora abbiamo commesso meno errori – ha chiarito Lewis – capitalizzando tutto ciò che è stato possibile. A Spa ho perso sette punti nei confronti di Seb, il che non è una buona notizia, ma il bilancio di tappa avrebbe potuto essere peggiore, e so che in questo weekend non avrei potuto fare nulla di più. Ora devo concentrarmi sulla prossima gara e vedere se c'è altro che posso spremere dalla macchina”.

Per la prima volta da quando la Formula 1 ha imboccato la via “Ibrida”, Hamilton si trova a lottare in condizioni di inferiorità tecnica. Una situazione che lo riporta indietro nel tempo, ma che non sembra intaccare la sua motivazione nel dare il cento per cento:
“Quando da bambino ho iniziato a correre avevo un kart davvero molto vecchio, ed ero abituato a battere avversari che avevano materiale tecnico migliore del mio. Si prova sempre a cercare di estrarre qualcosa in più da ciò che si ha a disposizione, e credo che siamo riusciti a farlo nelle due gare prima di Spa, ma non si possono fare sempre dei miracoli, e arriva anche il momento in cui, per quanto si faccia, non si riesce ad ottenere il risultato sperato. Comunque ci sono ancora otto gare da disputare, dobbiamo solo continuare a lavorare sulla macchina e capire come ottimizzare la gestione delle gomme. Possiamo ancora batterli, ma al momento non so su quali piste potremo farlo”.

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