Hamilton: "Voglio essere il pilota più corretto. Ecco perché"

Lewis Hamilton vuole essere il pilota più corretto di tutti, per fare in modo che nessuno possa mettere in dubbio ciò che ha ottenuto in F1. Poi difende Max: "Ha 24 anni. Io alla sua età quanti errori facevo? Tanti".

Hamilton: "Voglio essere il pilota più corretto. Ecco perché"

Nel bel mezzo di una battaglia durissima, che ha volte ha prodotto collisioni tra lui e il rivale per il titolo Max Verstappen, Lewis Hamilton tiene molto al modo in cui vince e raggiunge i propri obiettivi. In una lunga intervista con media selezionati, tra cui Motorsport.com, Hamilton ha dichiarato che una delle cose che ricerca sempre è essere "pulito", mai scorretto, anche se molti altri grandi del motorsport non hanno seguito quel mantra.

"E' il modo in cui mio padre mi ha cresciuto", ha dichiarato Hamilton. "Mi ha sempre detto di dire quello che aveva da dire in pista. Da bambino sono stato vittima di bullismo. Sia a scuola che in pista. Per questo volevo battere i miei avversari nel modo giusto, non con una collisione o cose di questo tipo".

"Se si evitano collisioni, nessuno può negare che sei uno dei migliori. Se hai degli incidenti, invece, possono dire: "Oh sì, ma ha fatto quella manovra. Questa è una tattica che usa spesso quel pilota".

"Voglio essere il più puro dei piloti, lo voglio essere attraverso la velocità, attraverso il duro lavoro, la determinazione. Se fai questo, nessuno può negare ciò che alla fine sei riuscito a realizzare".

Le battaglie con Max Verstappen

Lewis Hamilton, Mercedes, 1st position, and Max Verstappen, Red Bull Racing, 2nd position, congratulate each other in Parc Ferme

Lewis Hamilton, Mercedes, 1st position, and Max Verstappen, Red Bull Racing, 2nd position, congratulate each other in Parc Ferme

Photo by: Steve Etherington / Motorsport Images

La convinzione di Hamilton, quella di rimanere un pilota senza macchia, va contro l'idea di dover correre contro un pilota molto aggressivo come Max Verstappen, il quale ha già dimostrato di non aver paura di portare le cose al limite.

I due sono entrati in collisione al Gran Premio di Gran Bretagna e Italia. Di recente c'è stata una polemica sul comportamento di Verstappen nel forzare Hamilton fuori dalla pista nel corso di un bel duello al Gran Premio di San Paolo del Brasile.

Alla domanda su come si avvicina a piloti come Verstappen, che non ha certo paura di tirare fuori i gomiti, Hamilton ha detto: "Devi essere molto, molto prudente. Più prudente che mai".

"Piuttosto che dare a qualcuno in beneficio del dubbio, devi sapere che è quello che succederà. Devi sempre essere pronto a evitare una collisione a tutti i costi, anche se significa andare largo, perché alla fine l'obiettivo è chiudere la gara, giusto?".

"Se sei testardo e mantieni la tua posizione andrai a sbattere, quindi questo è ciò che ho cercato di fare. Ho cercato di assicurarmi di evitare la collisione. Penso di essere stato abbastanza decente nel fare questo, almeno nella maggior parte degli scenari. Non si può sempre essere perfetti, ma poi ci sono altri piloti con cui sei in pista che sono aggressivi e rispettosi in modi diversi".

"Max non è l'unico pilota contro cui ho corso che è fatto in quel modo. Ho corso contro tanti piloti nella mia carriera e sono stati tutti molto diversi nel loro modo di comportarsi. E' sicuramente interessante. Ora che sono più vecchio, guardo un po' di più dento al loro carattere e ho più informazioni su di loro, sull'educazione".

"La nostra educazione è il motivo per cui agiamo nel modo in cui agiamo e ci comportiamo nel modo in cui ci comportiamo. Bene o male. Quindi cerco di capire, in modo da poter apprezzare di più che è il personaggio contro cui sto gareggiando".

Evitando un incidente

Lewis Hamilton, Mercedes W12, Max Verstappen, Red Bull Racing RB16B

Lewis Hamilton, Mercedes W12, Max Verstappen, Red Bull Racing RB16B

Photo by: Jerry Andre / Motorsport Images

A volte, nel corso di questa stagione, Hamilton ha dovuto uscire di pista per evitare collisioni con Verstappen. In particolare alla prima curva sia a Imola che a Barcellona.

Eppure Lewis nega che il tirarsi indietro sia stato un segno di debolezza, né che la sua collisione con Verstappen a Silverstone sia stata innescata in qualche modo con il tentativo di dimostrare di essere un duro, uno che non molla mai.

"Se sei all'esterno, tirarti indietro nel portare a compimento la manovra è quasi sempre l'opzione sensata, se vuoi arrivare alla fine della gara", ha spiegato Hamilton. "Se sei all'interno ci sono scenari in cui credo veramente di essere stato nel giusto. Eravamo quasi ruota a ruota".

"A Silverstone, per esempio, andate a guardare il filmato: la mia ruota anteriore era accanto alla sua ruota anteriore, quindi non era accanto alla sua ruota posteriore, mentre abbiamo affrontato a la curva. E in quello scenari, se avessi seguito l'approccio che Max ha avuto, ad esempio, in Brasile, rimanendo con il piede sul gas e uscendo di pista e mantenendo la posizione, quale sarebbe stato lo scenario? Avrebbero esaminato le regole lì?".

"Non sono troppo grande o troppo vincente per tirarmi indietro da una lotta. So che a volte è la strada che bisogna prendere. Bisogna essere quello più intelligente".

"A volte fare certe cose di porta a prendere punti, di sicuro, ma non si tratta solo di me. Ho 2.000 persone dietro di me e, attraverso una decisione egoistica che potrei prendere, potrebbe costare a tutta la mia squadra potenziali bonus alla fine dell'anno. Tutto il duro lavoro che devono fare, il danno alla macchina. Sono molto consapevole anche di queste cose".

Hamilton pensa anche che un fattore nelle differenze d'approccio che prende è che la generazione più giovane di piloti è cresciuta in mezzo a standard di sicurezza più alti quando si corre in pista, il che significa che non hanno paura di andare fuori pista, nelle vie di fuga in asfalto.

"Direi che i piloti di oggi, quelli più giovani, le piste in cui sono cresciuti, hanno tutte vie di fuga molto ampie. Mentre quando ho iniziato io, la maggior parte delle piste, non era ancora arrivata a questo punto. Ed era più divertente, più rischioso e dovevi guidare di più, non dovendo sempre andare oltre il limite".

"Dovevi davvero costruirti lentamente, mentre le nuove generazioni possono andare ben oltre il limite, andare larghi e tornare in pista. Ci sono meno penalità da pagare e questa è l'unica vera differenza".

Nessuna ostilità

Lewis Hamilton, Mercedes, 1st position, and Max Verstappen, Red Bull Racing, 2nd position, congratulate each other in Parc Ferme

Lewis Hamilton, Mercedes, 1st position, and Max Verstappen, Red Bull Racing, 2nd position, congratulate each other in Parc Ferme

Photo by: Steve Etherington / Motorsport Images

Mentre quest'anno Hamilton e Verstappen si sono scontrati in pista e sono protagonisti di una lotta serrata per il titolo, i due non sono ostili fuori dalla pista.

Hamilton non pensa che tale situazione sia insolita, in quanto sottolinea che i loro iversi approcci quando corrono potrebbero essere legati al fatto che sono in fasi molto differenti della loro carriera.

"Guarda, ho corso contro persone che hanno mostrato una cosa, da un lato, ma in realtà era qualcosa di differente. Ho 36 anni, faccio il pilota da molto tempo, quindi non è la prima volta che mi trovo di fronte a un pilota che è stato 'buono' e 'cattivo'. Penso di essere in una posizione migliore per gestire le cose e affrontarle, in particolare sotto i riflettori e le pressioni di questo sport".

"So che Max è un pilota super veloce e diventerà sempre più forte man mano che matura nel tempo. E' una cosa che farà senza dubbio. Se prendiamo in esame ciò che ero io quando avevo 24 o 25 anni, cavolo, quanti errori facevo allora".

"Ero veloce, ma stato vivendo un sacco di esperienze differenti al di fuori della macchina e, anche essendo sotto i riflettori, le pressioni di essere davanti. Non penso di aver fatto molto bene allora, quindi non rinfaccerò mai una cosa del genere a nessuno".

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