Hamilton: "A fine carriera dirò cosa ho passato dopo il botto di Barça"

Il 3 volte iridato di Formula 1 Lewis Hamilton ha affermato che la verità riguardo ciò che ha provato dopo l'incidente avuto nelle prime fasi del Gran premio di Spagna, a Barcellona, sarà rivelata solo quando si ritirerà dal Motorsport.

Sembrava fosse tutto risolto dal chiarimento avuto con i vertici della Mercedes avvenuto poco dopo il contatto in pista, invece per Lewis Hamilton l'incidente avuto con Nico Rosberg nelle prime fasi del Gran Premio di Spagna, al Montmelo di Barcellona, ha rappresentato molto di più di un semplice contatto fratricida.

Parlando alla UBS, a cui ha rilasciato un'intervista, il campione del mondo in carica ha ammesso che l'incidente di Barcellona è stato un punto molto basso per il suo morale e ha dovuto fare in modo di riprendersi in fretta per proseguire il campionato.

Lewis ha inoltre parlato di come il suo approccio mentale sia nettamente cambiato rispetto ai suoi primi anni ne Circus iridato. Ora si sente molto più preparato e in grado di reagire a incidenti che prima lo avrebbero lasciato in un "momento oscuro".

"Quando ero più giovane ho avuto britte gare ed ero molto duro con me stesso. Ero veramente molto negativo", ha dichiarato Hamilton. "Ricordo alcune gare di queste. Al termine non lasciavo la camera d'albergo per tre, quattro giorni, evitando di parlare con chiunque e non rispondendo al telefono. Stavo cercando di tirare fuori me stesso da quei momenti oscuri".

"Ora certo subito di tornare positivo. Devo guarrdare la situazione e cercare di trovare gli aspetti ositivi da quello che è successo, lasciandomi quelle negative alle spalle. Prendiamo come esempio il Gran Premio di Barcellona di questa stagione. E' stato davvero un punto bassissimo per me. Ci sono cose a riguardo che nessuno saprà. Solo quando andrò in pensione parlerò di quello che ho vissuto in quel momento".

"Il giorno dopo sono andato a fare una corsa e stavo pensando a una marea di cose. E' folle pensare che avevo un gap di 43 punti. All'epoca mi sembrava impossibile poterlo chiudere. Sono un essere umano. Allora mi sembrava impossibile farlo, a volte ci vuole più tempo per andare avanti".

"Onestamente mi sento più forte ora. In quei giorni ti senti come se il mondo ti stesse candendo addosso, ti senti come se fosse impossibile vincere il campionato. Guarda dove solo ora. Un punto dietro al leader del campionato. Non bisogna mai rinunciare a prendere alcun punto".

Ora Hamilton crede di avere la situazione sotto controllo. Il suo stato d'animo è piuttosto buono, soprattutto dopo la bella vittoria in casa, a Silverstone, che lo ha portato a ridosso di Rosberg.

"Io amo la sfida con me stesso. So solo io quello che succede nella mia testa. Ho appena trovato la mia strada. A volte ci vuole più tempo per tirare fuori qualcosa da soli. Serve più tempo per capire alcune cose, ma non ho mai permesso a nessuno di interferire con il mio processo mentale".

I piani di ritiro di Lewis

Lewis è ancora giovane, eppure ha iniziato a pensare al suo futuro. Sarà sicuramente ancora in Formula 1 nel prossimo lustro, ma ha spiegato quando potremmo vederlo abbandonare il Motorsport.

"Ho pensato ai miei prossimi 5 anni. Cosa avevo intenzione di fare? Poi ho deciso. In questo momento ho un contratto triennale con la Mercedes, quindi mi vedo rimanere con il team per altre tre stagioni. Magari saranno anche quattro. Poi ho intenzione di smettere".

"Io non ho questo particolare desiderio di continuare a correre per sempre. Quando avrò 37 anni sarò ancora realtivamente giovane e vorrò essere in ballo con altre cose. Poi sai, i pareri evolvono e non so cosa potrò pensare tra 7 anni".

"Voglio essere più grande che posso in Formula 1, ma non voglio essere comparato ai record di altri piloti", ha concluso il tre volte iridato.

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A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Piloti Lewis Hamilton
Team Mercedes
Articolo di tipo Intervista