Gp d'Italia: per Sticchi Damiani la trattativa va avanti

Il presidente dell'ACI non ha alcuna intenzione di perdere la gara tricolore nel calendrio di Formula 1, mentre diventa più delicata la posizione di Ivan Capelli che difende i vertici della SIAS.

Monza: ci sono due settimane per salvare il Gp d’Italia, ma la trattativa va avanti come spiega in un tweet, Angelo Sticchi Damiani, presidente dell’ACI. Bernie Ecclestone ha fretta di chiudere il contratto che allungherebbe la vita della gara italiana di altri sette anni. Il rinnovo dell’accordo, infatti, sarebbe valido dal 2017 al 2023.

I soldi non sono in discussione: sono proprio quelli già pattuiti: 18 milioni di euro all’anno. Mister E vuole l’Italia nel calendario della Formula 1, riconoscendone il valore storico. Eppure nelle dichiarazioni che il capo supremo della F.1, come lo chiamano gli inglesi, ha rilasciato ieri alla Reuter, è fin troppo chiaro che il pallino non è più nelle sue mani.

 Cosa è successo? Bernie ha parlato di una storia all’italiana, con implicazioni politiche. Insomma beghe di quartiere nelle quali non vuole mettere naso. Si è allarmato quando Roberto Maroni, Governatore della Lombardia, ha rivendicato il diritto di andare al tavolo delle trattative visto che è portatore di un budget per la salvaguardia e l’ammodernamento dell’autodromo (parliamo di 2,3 milioni di euro per tre anni: questa è la cifra che è stata stanziati. Il resto si vedrà…), pur sapendo di non essere più gradito al responsabile della FOM.

In realtà, Maroni, da abile politico qual è, ha cercato di inserirsi in una questione che non lo riguarda, ben sapendo che sono i vertici della SIAS, la società che ha in gestione l’autodromo brianzolo, a non godere più della fiducia di Mister E. Lo squinternato piano industriale che Andrea Dell’Orto e Francesco Ferri hanno portato avanti lo scorso anno ha prodotto solo un passivo che ha dissanguato il capitale sociale.

E’ dovuto intervenire l’AC Milano a ripianare parzialmente il bilancio, ricostituendo una parte del capitale sociale SIAS. Insomma l’espressione della Confindustria locale nella gestione dell’autodromo non ha funzionato.

Che fare? Tocca a Ivan Capelli prendere una decisione. Il cerino in mano ce l’ha proprio l’attuale commentatore della RAI ai Gp. Da presidente dell’AC Milano ha la facoltà di cambiare il vertice SIAS, ma Ivan non vuole buttare a mare i manager che lui stesso ha voluto. Il rischio è che anche lo stimato ex ferrarista finisca nella "lista nera" di Bernie.

Mister E teme, infatti, che la SIAS con l’attuale conduzione non sia in grado di portare avanti sette anni di gestione del Gp senza problemi per quanto la maggior parte dei finanziamenti per pagare la FOM arrivino dall’ACI Italia (più di 12 milioni di euro dei 18 pattuiti).

Angelo Sticchi Damiani, presidente ACI, ma non ha alcuna intenzione di doversi accollare il costo totale dell’organizzazione del Gp, né rimediare una figuraccia personale per cui dovrà cercare una soluzione per tenere in calendario il Gp d’Italia. Chi farà la prima mossa in questa delicata partita a scacchi?

 

 

Scrivi un commento
Mostra commenti
A proposito di questo articolo
Campionati Formula 1
Articolo di tipo Ultime notizie