Gp d'Italia: Ecclestone ora alza il prezzo, ma la SIAS non ha i soldi

L'ACI Italia è pronta a mettere 12,5 milioni di euro per l'organizzazione della gara di Formula 1 a Monza, ma la società di gestione dell'autodromo non ha la differenza. Mister E chiede l'azzeramento dei dirigenti SIAS per ripartire. Altrimenti è...

Bernie Ecclestone ha preso la palla al balzo: siccome non è stato ancora cambiato il vertice della SIAS che non è più di suo gradimento, si stanno allungando i tempi per la chiusura del rinnovo del contratto del Gp d’Italia a Monza per i sette anni che seguono il 2017. E fin qui non ci sarebbe niente di nuovo, se non fosse che Mister E comincia ad alzare il prezzo.

La richiesta economica iniziale di Ecclestone era di 26 milioni di euro, in linea con i rinnovi degli altri Gp europei recenti (Spagna e Austria) ma Angelo Sticchi Damiani era stato abile a trovare un punto di incontro a 18 milioni di euro.

Mister E ora alza il prezzo?

Il presidente dell’ACI Italia ora vede ripartire il “tassametro” perché si allunga la corsa per arrivare al traguardo della firma del contratto. È un modo eloquente per mettere pressione ai dirigenti italiani a non perdere inutilmente altro tempo.

La richiesta del ritocco economico è emersa in un incontro a Londra che Sticchi Damiani ha avuto con Ecclestone. Questa volta il presidente ACI non era accompagnato da Ivan Capelli, presidente dell’Ac Milano e seconda voce nella diretta dei Gp della RAI, ma dal segretario della CSAI, Enrico Ferrari.

Capelli non taglia i vertici della SIAS

L’ex pilota ferrarista, purtroppo, è entrato nella black list di Mister E: Capelli è l’unico che ha il titolo per revocare l’incarico ai vertici della SIAS, ma Andrea Dell'Orto e Francesco Ferri non hanno alcuna intenzione di farsi da parte. E non è tanto una questione di uomini, quanto di soldi: la nuova gestione della società che ha la conduzione di Monza si è rivelata un buco nell’acqua.

Il fantomatico piano industriale che era stato lanciato in pompa magna all’insediamento di Dell’Orto e Ferri, ha finora prodotto un grosso buco di bilancio che si è… pappato il capitale sociale della SIAS. A intervenire per ripianare una parte dei debiti è intervenuto l’Ac Milano, azionista di riferimento della società: l’intervento è stato necessario per evitare di portare i libri in tribunale, anche se sulla SIAS incombe la messa in liquidazione.

Come se ne può uscire?

E allora si può capire qual è il dubbio di Ecclestone: senza soldi la SIAS è in grado di mettere la sua parte nell’organizzazione del Gp d’Italia? Bernie è convinto che non ci sia solidità economica nella gestione e chiede, pertanto, un cambiamento di linea politica e di facce. Ivan Capelli non se la sente di sfiduciare i manager che ha voluto a Monza, mentre Sticchi Damiani non vuole essere costretto a sborsare i soldi necessari a chiudere il contratto con Ecclestone.

L’ACI Italia, infatti, si è impegnato a coprire 12,5 milioni di euro all’anno attingendo anche alle risorse del PRA grazie ad un emendamento che è passato nella Legge di Stabilità. Il resto ce lo deve mettere Monza: ma se il salvadanaio è vuoto, come se ne esce?

Un rebus. L’Italia rischia di perdere la Formula 1? Non lo crediamo. Angelo Sticchi Damiani non è certo il tipo da perdere la sua battaglia, specie dopo averci messo la faccia. È Monza che ora rischia seriamente di perdere il Gp. Se a Milano non si sblocca la situazione resta valida l’alternativa di Imola che è pronta a mettere sul tavolo fino a 10 milioni di euro, avendo il pieno supporto del territorio e della Regione Emilia Romagna.

La candidaura silenziosa di Imola

La candidatura silenziosa dell’Enzo e Dino Ferrari sta mettendo all’angolo i dirigenti SIAS che hanno tentato il colpo di riversare sull’ACI Italia l’intero costo del Gp: una mossa non riuscita che ora rischia di far sfilare la Formula 1 da Monza.

Un altro autogol è stato lanciare l’idea di cambiare il tracciato del mitico Stradale nella zona del Curvone, per ridisegnare il tracciato con una variante progettata da Jarno Zaffelli per riportare le moto in Brianza. Un disegno della pista esclude l’altro (le piante tolte da una parte vanno spostate nell’altra) e il mondo della Formula 1 non ha alcuna intenzione di fare degli investimenti per la SBK o la MotoGP.

È lecito chiedersi se Monza vuole davvero la F.1? Ma senza Gp come potrà sopravvivere a se stessa? Forse è meglio fermarsi in tempo, prima di finire nel baratro. Non è più il tempo delle parole, ma dei fatti. E Sticchi Damiani non starà certo con le mani in mano. Non potrebbe mai accettare che in Italia si corra un Gp di San Marino...

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Campionati Formula 1
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