Gp d'Italia: e se la Formula 1 andasse nel 2017 a Imola?

Questa mattina il presidente dell'ACI Italia, Sticchi Damiani, incontra i vertici SIAS che sono stati sfiduciati. Se si troverà un accordo toccherà a Federico Bendinelli derimere le questioni, ma non è escluso un clamoroso colpo di scena...

A Monza sono convinti che l’autodromo possa sopravvivere anche senza la Formula 1. Almeno questo è il pensiero degli attuali amministratori della SIAS, la società che ha in gestione la struttura. Anzi, l’orientamento indicato da Dell’Orto e Ferri sarebbe di avvicinarsi al mondo delle due ruote (prima la SBK e poi, magari, anche la MotoGP), sacrificando anche il Gp d’Italia.

Per riuscire nell’impresa hanno commissionato un nuovo layout della pista all’architetto Jarno Zaffelli per il rifacimento nella zona del Curvone: i due manager sono pronti a immolare il “tempio della velocità” al futuro nelle due ruote, cancellando proprio la storia che questi signori dicono (a parole) di voler difendere.  

Si tagliano duecento piante in prossimità del vecchio raccordo Pirelli e si ripiantano dove oggi c’è la Curva Grande. Con un tratto di pennarello su una piantina si cambia il DNA di un impianto che ha proprio nella sua storia la sua forza.

E il bello è che il territorio tace, come se la questione non lo riguardasse. Il sindaco di Monza, se ne lava le mani in modo pilatesco. E la gente non capisce cosa stia accadendo: la percezione della popolazione è che sia Bernie Ecclestone a tirare la corda. Non che ci siano persone inadeguate a gestire l’autodromo. Al punto che sono diversi i cittadini che storcono la bocca perché l’ACI Italia deve usare i soldi pubblici per salvare la Formula 1 a Monza.

La Formula 1 si mantiene solo con soldi pubblici

Siamo alla demagogia più becera, perché tutti i Gran Premi in calendario tranne Silverstone (per una parte) sono alimentati da finanziamenti pubblici. Se si vuole la Formula 1 in Italia, quella è la strada da perseguire, altrimenti è meglio rinunciare senza piangersi addosso. E, siccome il Gp offre un indotto che è molto superiore all’investimento, non si capisce da dove derivi questo inutile mal di pancia.

Ma per dirla tutta è bene ricordare agli appassionati che senza i 5 milioni di euro che proprio Mister E restituisce a Monza per l’organizzazione del Gp, l’autodromo non avrebbe un quattrino per finanziare qualsiasi attività in pista del suo calendario, né pagare gli stipendi dello staff e di molti amici degli amici. Insomma, senza F.1 l’autodromo sarebbe una struttura moribonda, o quasi.

Per il Gp mancano i soldi della SIAS

Perché Dall’Orto e Ferri nella loro breve gestione sono riusciti ad allargare un buco di bilancio che ha portato all’erosione dello stesso capitale sociale della SIAS che è stato, almeno in parte ricostituito dall’AC Milano. E a oggi i vertici dell’autodromo si trovano con le casse vuote, senza i soldi per firmare l’accordo del rinnovo del Gp di Formula 1 con Ecclestone. Dei 18 milioni di euro richiesti da Mister E, l’ACI Italia ne copre 12,5, mentre i restanti devono essere tirati fuori dalla SIAS che, invece, si trova con le… tasche bucate.

È per questo motivo che Ecclestone non si fida di siglare un accordo quinquennale. Teme che Monza non abbia le risorse minime per mantenere la Formula 1. Come primo segnale ha chiesto la rimozione di Dell’Orto e Ferri, ma l’atto sta in capo al presidente dell’Ac Milano, Ivan Capelli. L’ex pilota della Ferrari finora non si è mosso perché è stato eletto nel ruolo proprio dai voti portati dai due che dovrebbe cacciare.

La situazione, quindi, è molto intricata. Tipica della (bassa) politica italiana. Dove non esiste un obiettivo condiviso da raggiungere, ma solo lotte di potere. Questa mattina è in corso a Milano la premiazione dell’attività sportiva 2015 dell’Ac Milano alla quale è presente anche Angelo Sticchi Damiani, presidente ACI Italia.

Dopo la cerimonia di premiazione è iniziato un incontro-scontro con i vertici della SIAS per trovare uno sbocco della situazione. Altrimenti si potrebbe arrivare al commissariamento dell’AC Milano che farebbe decadere anche il CDA della SIAS.

L'uomo giusto? Federico Bendinelli

Nel frattempo si profila la figura dell’avvocato Federico Bendinelli come l’uomo che potrebbe cercare di rimettere ordine a Monza, ma il bolognese che ha un eccellente rapporto personale con Ecclestone, vuole avere garanzie sui soldi che mancano per portare a casa il contratto Formula 1, visto che il mandato di Sticchi Damiani è di spendere “solo” 12,5 milioni di euro.

Monza, allora, ha perso la Formula 1 comunque vada? Pare che non sia così. È possibile che Sticchi Damiani e Bendinelli vadano a Londra a rinnovare l’accordo con Bernie per il prolungamento del Gp d’Italia per cinque anni. L’edizione 2016 (che è ancora in capo alla SIAS) si disputerà a Monza, ma non è da escludere che per il 2017 si parli di trasferirlo a Imola, dando il tempo alla società brianzola di rimettere ordine nei conti oggi disastrati della SIAS o della nuova società che potrebbe prendere il controllo dell’autodromo brianzolo.

Alternanza con Imola?

Prende voce, quindi, l’ipotesi dell’alternanza. Uberto Selvatico Estenso e Pier Giovanni Ricci, rispettivamente Presidente di Formula Imola e direttore dell’Enzo e Dino Ferrari, ieri sera alla premiazione dei piloti dell’Ac Bologna hanno ammesso di essere pronti a supportare il Gp d’Italia se Monza non ce la facesse da sola.

La Regione Emilia Romagna sarebbe pronta a sostenere finanziariamente la riqualificazione dell’impianto in riva al Santerno così come il Conami, il consorzio costituito dai comuni del territorio che vedono nell’Enzo e Dino Ferrari una buona opportunità per rilanciare il turismo nella zona.

Le prossime ore, quindi, potrebbero essere decisive sul futuro del Gp d’Italia. Il dubbio non è se si avrà la Formula 1 in Italia, ma dove si effettuerà la corsa…

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Campionati Formula 1
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